Google Analytics: come analizzare le keywords “not provided”

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Google Analytics è uno strumento assai potente ed utile, come vi descriviamo nella nostra guida, ma le restrizioni imposte da Big G alla visualizzazione dei dati di chi effettua le ricerche in SSL con il proprio account Google stanno facendo passare momenti difficili a chi effettua delle analisi sui dati di traffico.

Il termine “not provided” sta facendo rizzare i capelli a tutti quanti, e la quota percentuale di questi termini è destinata ad aumentare, considerando quanto l’azienda di Mountain View stia puntando su Plus e sull’autorship: più passerà il tempo e più avremo risultati di questo genere, specie per autori presenti in numerose cerchie del social di Google.

Al momento i metodi più efficaci e credibili per farsi comunque un’idea delle keywords che gli utenti hanno digitato per giungere sul vostro sito sono almeno un paio, uno più “evoluto” e l’altro decisamente alla portata di tutti.

Il metodo “granulare”

Presentato da Barry Adams su “State of the Search”, prevede che vi creiate un nuovo profilo separato configurando un filtro avanzato che vi permetta di tracciare il ranking delle keywords utilizzate dall’utente al momento di cliccare sulla vostra pagina nella SERP, e di pubblicarlo nel vostro report su GA. In questa maniera il vostro profilo standard non sarà influenzato da questa configurazione, riportiamo di seguito uno screenshot del setup del filtro da apportare:

In questa maniera, una volta che il report verrà popolato, riuscirete a visualizzare le keywords e il relativo ranking (tra parentesi tonde). A quel punto potrete aggiungere una dimensione secondaria (la URL di destinazione) e fare un po’ di analisi inversa, come segue:

Basterà quindi fare il seguente ragionamento: stessa URL, stesso ranking, stessa keyword. Non si tratta di un dogma, ma è piuttosto verosimile e vi aiuterà molto.

Il metodo semplice

Se non volete complicarvi troppo la vita con profili e filtri, potete già farvi un’idea utilizzando gli strumenti base di GA. Come suggerito da Alessandro Giagnoli sul suo blog, basta andare sul report delle sorgenti di traffico, sezione della ricerca, e aggiungere anche in questo caso la medesima dimensione secondaria, ottenendo quanto segue:

E’ chiaro, non avrete i dettagli del metodo precedente, ma è abbastanza logico riuscire a risalire alle keywords per le quali quella pagina è stata visitata, perché è probabile che siano le stesse sulle quali avete puntato mentre la creavate!

  • http://twitter.com/denisvolanti Denis Volanti

    Ciao! Ho seguito passo passo le tue indicazioni ma non visualizzo le keywords.
    Ho configurato un nuovo profilo ed ho creato il filtro avanzato con i parametri indicati nell’immagine… dove sbaglio? Grazie!

  • AleGiagnoli

    Ciao Enrico, grazie della citazione. :)

    • http://webpointzero.com/ Enrico Giammarco

      Citazione meritata! :)