Amate passare le giornate a premere F5 su Google Analytics per vedere i vostri dati di traffico Web crescere col passare dei minuti? Si tratta di un’attività che può essere soddisfacente o deludente, a seconda dei vostri numeri o aspettative, ma che forse può non farvi cogliere i vantaggi di avere un servizio di web-analytics a vostra disposizione. I report vanno letti anche in senso “negativo”, ovvero cogliendone dei punti di miglioramento in alcune statistiche più “nascoste”, ma molto significative.

Bounce Rate – La “frequenza di rimbalzo” è uno dei parametri più preoccupanti da tenere sott’occhio. Indica in percentuale la quantità di utenti che abbandonano il sito dopo aver visto la “landing page”. Se questa coefficiente supera il 70% ci sono indicazioni urgenti di cui tenere conto, come:

  1. Il contenuto di quella pagina non è attraente o di qualità
  2. Il menu di navigazione oppure il layout del sito/blog non sono chiari, e l’utente, spaesato, ha preferito andarsene

E’ consigliabile, quindi, prendere immediati provvedimenti quali la cura dei testi e/o dell’impaginazione.

Click sulla pagina – L’analisi dei dati In-Page è uno strumento sperimentale molto utile che può farvi capire qualcosa in più sui comportamenti dei vostri utenti. Potete prendere degli archi significativi di tempo e verificare se determinate sezioni delle pagine (banner, links, foto, sidebar) catturano l’attenzione dei visitatori, e cambiarle di conseguenza.

Sorgenti di traffico – Abbiamo un sacco di visite provenienti da Google? Ottimo, ma i social? Nulla? Male, molto male. Non è mai conveniente “dipendere” da una sola sorgente, perché ci può esporre a dei crolli di traffico repentini. In generale i sintomi sono i seguenti:

  1. Traffico organico: quando è scarso, è evidente che avete sbagliato strategia SEO, in un modo (non facendola) o nell’altro (esagerando, e venendo penalizzati).
  2. Traffico referral: se non utilizzate (o non siete su) i social è molto facile che questa statistica sia irrilevante. Ancora peggio se avete pochi inbound links: ma in quel caso è probabile che il vostro dato di traffico sia scadente anche in generale
  3. Traffico diretto: la gente vi visita perché vi trova, ma non vi conosce? Questa statistica sarà sempre irrilevante, e il vostro potere di fidelizzazione imbarazzante

Utenti – Molti trascurano di analizzare la provenienza geografica dei propri visitatori, ma in molti casi è una metrica essenziale, soprattutto se:

  1. Il nostro sito/blog è legato ad un’attività locale, e gli utenti che accedono sono di altre regioni e, verosimilmente, non avranno mai il piacere di venirci a trovare (e acquistare).
  2. Il nostro sito/blog è di respiro nazionale o addirittura internazionale, e riceviamo visite esclusivamente da alcune zone, mentre da altre (aventi la stessa madre-lingua) veniamo ignorati.

In questi casi è consigliabile controllare la localizzazione del nostro sito, magari agendo in chiave SEO con particolari keywords.

La statistica sui visitatori di ritorno è tra le più ignorate nei report. Invece c’insegna molte cose sulla nostra utenza, soprattutto in termini di potere di fidelizzazione del nostro sito.

Contenuti – Sebbene possa sembrare troppo dispersivo, analizzare le statistiche delle singole pagine è un’attività fondamentale per capire i seguenti aspetti:

  • Argomenti: quelli che suscitano più interesse (tempo medio su pagina)
  • Keywords: creando un rapporto personalizzato potete collegare le keywords di traffico organico ai vostri contenuti, per capire cosa viene veicolato maggiormente, e che riscontri trova (bounce rate)