La Apple di una volta non c’è più. No, non stiamo parlando della fine dell’era di Steve Jobs, né di qualcuna delle affermazioni nostalgiche che ultimamente vanno tanto di moda. Si tratta di un fenomeno fisiologico, quando un’azienda si trasforma da una portabandiera un po’ kitsch di un mercato di nicchia, ad una multinazionale macina-record che produce alcuni dei beni di consumo più ambiti e che fanno molto status-symbol. La Apple, in questo momento la corporate con le più ampie revenue nel mondo dell’IT e non solo, lo è diventata da circa 5 anni, ovvero da quando ha messo in commercio il suo primo iPhone. Se l’iPod ha rappresentato la salvezza e la risurrezione dell’azienda di Cupertino, lo smartphone che ha cambiato il modo di pensare gli smartphone l’ha proiettata ad una latitudine mai raggiunta in precedenza: quella del leader di mercato.

Essere leader ti permette certe “libertà” che in altre situazioni non ti arrischieresti a prendere. Come ad esempio rilasciare l’ultimo aggiornamento del tuo sistema operativo ed escludere le funzionalità più “modaiole” (Siri) per una versione del tuo prodotto che ha appena due anni (iPhone 4), o addirittura uno e mezzo (iPad 2); oppure introdurre 200 funzionalità, ma anche dei fastidiosi bug come quello del wifi per gli iPad di terza generazione. Qualche protesta, qualche indignazione, eppure l’iPhone 5 sta comunque bruciando tutti i record di prenotazione dei suoi predecessori. Un leader che continua ad essere tale quasi “spingendo” i suoi utenti ad aggiornare il device non mediante software, ma comprando hardware nuovo.

Una volta eravamo abituati ad un’altra Apple, che magari ti vendeva un computer ad un prezzo più consistente dei PC IBM compatibili, ma che ti offriva una macchina con una vita mediamente assai più lunga, che veniva sempre supportata con gli aggiornamenti, che difficilmente si danneggiava o lasciava il proprio utente “per strada”. Forse “quella” Apple sopravvive ancora nel settore dell’home computing, se è vero che con un iMac G5 alluminio di cinque anni è possibile (magari dopo un upgrade di RAM) aggiornare OS X alla versione Mountain Lion. Un Mac Book Pro o Mini riescono ancora a far esclamare la famosa affermazione: “Costa di più, ma li vale tutti.”

Il perché esistano queste due differenti Apple è comprensibile dalle cifre enunciate dal buon Antonio Lupetti di “Woorkup”: alla fin fine i computer Apple, nonostante la crescita degli ultimi quindici anni, restano un prodotto di nicchia in un settore oramai stabile, mentre i device mobili come iPhone e iPad sono leader nel settore più “caldo” del momento. Una Apple giustifica l’esistenza dell’altra? Non lo sappiamo, di certo la magia è scemata da un bel po’…