Dopo mesi travagliati e costellati di scandali e polemiche, il consiglio direttivo di Yahoo! ha finalmente preso la propria decisione, nominando Marissa Mayer come nuovo CEO dell’azienda. Si tratta di una nomina tutt’altro che attesa o banale, che delinea possibili nuovi scenari e, perché no, qualche flebile speranza di ripresa per un player storico del Web.

Chi è – 37 anni, giovane talento prodotto dalla Stanford University, Marissa Mayer è stato uno dei primissimi dipendenti di Google, assunta nel lontano 1999. Per anni si è dedicata al comparto Search dell’azienda di Mountain View, tanto da diventarne vice-president. Migrata nel 2010 verso i servizi di geo-localizzazione (Maps, Local, ecc…), il suo ruolo è probabilmente diminuito d’importanza e focus a seguito del progressivo accorpamento di questi servizi attorno a Google+ e Android. La nomina a CEO di Yahoo! è quindi uno stimolo a dimostrare di essere in grado di camminare con le proprie gambe, come già accaduto per altri ex-manager di Big G (Sheryl Sandberg a Facebook, Tim Armstrong ad AOL).

Cosa Trova – L’azienda fondata da Yang & Filo, pioniera del primissimo World Wide Web (1995), sembra essere veramente in caduta libera, soprattutto nel comparto della ricerca, una volta fiore all’occhiello. Yahoo! è passata, nell’arco di una decina d’anni, dall’essere il leader di mercato fino a non avere più una tecnologia proprietaria, facendosi servire i risultati da Bing di Microsoft. In mezzo ci sono stati numerosi errori strategici, la perdita di importanti risorse (il guru della ricerca Jeff Weiner, i fondatori di Flickr Caterina Fake e Stewart Butterfield, il fondatore di Delicious Joshua Schachter e il vice-president Sean Suchter), il fallimento della piattaforma di advertising Panama, la trattativa non andata in porto con Google per la fornitura dei servizi di ricerca e Ads (bloccata dall’anti-trust). Insomma, un disastro. Come publisher Yahoo! è ancora credibile e popolare, il problema resta appunto una macchina non ottimizzata che rende un decimo di quel che potrebbe in relazione al numero di visite ricevute.

Possibili direzioni – La Mayer, che tra l’altro partorirà il prossimo ottobre, sceglierà di rimettere in sesto proprio la ricerca come primo punto del suo mandato, vista la sua esperienza nel tema? Ne dubitiamo, seriamente. Sarebbe come provare a truccare un cadavere. Vent’anni di storia ci hanno dimostrato che i success case del settore provengono tutti da aziende che avevano un algoritmo proprietario. E Yahoo! non è lontanamente vicino a riaverne uno. Più probabile che si punti ad ottimizzare quanto già in possesso (i vari servizi a contenuto), magari a favore di una migliore integrazione dei servizi e di uno snellimento del portfolio, attività che Marissa ha sicuramente imparato a far bene, dalle parti di Mountain View. E perché non ripensare ad una ridiscussione dell’accordo con Microsoft, e magari un reinserimento di Google? Non tutti gli ex si lasciano in cattivi termini, dopotutto…