Questo Lunedì dell’Angelo ce lo ricorderemo a lungo: l’annuncio dell’acquisto di Instagram operato da Facebook è stato come un fulmine a ciel sereno, per larga parte inatteso. L’azienda di Mark Zuckerberg, pur rappresentando uno dei colossi del Web, non ha mai brillato particolarmente nelle sue acquisizioni, e l’offerta di 1 miliardo di dollari appare volutamente sproporzionata per un’applicazione che esiste da circa un anno e mezzo e che, pur avendo raggranellato un numero importante di utenti, non monetizza.

Le ragioni di Facebook – Un sistema di condivisione foto piuttosto carente, un approccio inconsistente verso il mercato mobile, un parco-utenti dai numeri interessanti, la necessità di “smuovere le acque” in vista del prossimo ingresso in Borsa: sembrerebbero queste, alcune tra le principali motivazioni nell’acquisto di Instagram. Che si sia trattato di una speculazione finanziaria è confermato anche dal fatto che la somma pattuita sarà corrisposta in larga parte in azioni, e nelle speranze di Facebook, la mossa potrebbe garantire il superamento della fatidica quotazione di 100 miliardi di dollari all’apertura della compravendita delle proprie azioni.

Gli scenari futuri – Stando alle parole di Zuckerberg, Instagram manterrà la propria indipendenza sia come marchio, sia come community. Una scelta che, se confermata nei fatti, si rivelerebbe saggia, in quanto il rischio di perdita d’immagine per un prodotto che aveva fondato molto del proprio successo nel fascino di nicchia sarebbe assai elevato. Senza contare la possibilità di “bruciarsi” il terreno su Android, dove Instagram è stato appena rilasciato e dove qualcuno potrebbe cogliere la palla al balzo e optare volentieri per una delle numerose alternative.

Cosa aspettarci, allora? Le opzioni sono numerose, ma nessuna ci convince appieno.

  • Instagram come condivisore di foto potrebbe colmare le evidenti lacune di Facebook, ma l’intenzione di lasciarlo indipendente potrebbe limitare questa strada
  • Instagram potrebbe diventare un importante veicolo d’interazione sui dispositivi mobili, ma in quest’ambito entrambi gli attori non hanno ancora risolto il problema di monetizzazione
  • Instagram verrà sviluppato separatamente da Facebook, facendolo monetizzare, ma i compromessi qualitativi ne freneranno la crescita virale

In ogni caso, viste le cifre in gioco, riteniamo la scelta dei proprietari inappuntabile, mentre la creatura di Zuckerberg incarna sempre più l’esempio della speculazione finanziario-tecnologica di nuova concezione, dalle cifre gonfiate, dagli introiti sempre meno “reali”, così lontana eppur così simile a quella disastrosa del 1999.