Microsoft, la strada verso Apple

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Bill Gates ne aveva fatto una filosofia d’approccio, antitetica a quella di Steve Jobs, meno sognatrice ma sicuramente più predisposta al successo commerciale: dedicarsi soltanto al software, lasciare che alla realizzazione dell’hardware ci pensassero dei player specializzati, e soprattutto fare in modo che la propria piattaforma (DOS e soprattutto Windows) potesse essere licenziata su qualsiasi configurazione compatibile di Personal Computer disponibile sul mercato.

Strategia vincente nell’immediato e nel breve periodo, tanto da proiettare Microsoft ai vertici dell’IT di consumo, e Gates stesso come uomo più ricco del pianeta. Trend positivo che però non si è protratto nel lungo periodo, a causa di vari errori commessi dall’azienda, dal rilascio di versioni di Windows talmente piene di bug da risultare quasi inservibili (ME e Vista), passando per una totale incomprensione del nascente fenomeno Web, concludendo con le sentenze antitrust che le hanoo imposto di escludere Internet Explorer come core-browser dal proprio sistema operativo.

In sintesi, la nascente crescita dei sistemi Linux ed il ritorno di Jobs alla guida di Apple hanno eroso un po’ di quota-mercato a Microsoft, che nel frattempo è rimasta ai margini del mercato mobile e si è vista soffiare da Chrome la leadership del mercato dei web-browser. Come ha fatto a non affondare, l’azienda di Redmond? Sicuramente grazie al mercato corporate, e alla propria suite di prodotti Office, ma anche a un prodotto dal successo inaspettato: la console Xbox.

Nata un po’ in sordina all’ombra di colossi come Sony e Nintendo, la Xbox è cresciuta con il passare degli anni, grazie ad ottime caratteristiche hardware e ad un parco-giochi che ha visto nel tempo l’introduzione di importanti esclusive e la stragrande maggioranza dei giochi disponibili anche per Playstation. Memore degli errori commessi nel mercato dei PC, Microsoft è stata la prima a credere con forza alle possibilità offerte dal gaming multiplayer online, con Xbox Live, e con il rilascio della Xbox 360 e di periferiche innovative come Kinect, oltre che con una politica dei prezzi vantaggiosa e aggressiva, Microsoft ha superato Sony nella vendita delle console in numerosi mercati di rilievo.

Non sappiamo se la felice esperienza avuta con Xbox abbia influenzato gli altri settori dell’azienda, ma con l’uscita di Gates dai ruoli operativi qualcosa è comunque cambiato nelle strategie di Microsoft, che proprio negli ultimi giorni si è presentata con un tablet totalmente realizzato “in casa”, il Surface, che molti si sono facilmente affrettati a ribattezzare come la “risposta” all’iPad di Apple. Il paragone è stato immediato non solo perché il device di Cupertino è l’attuale leader del settore, ma soprattutto per rimarcare il cambio di rotta di Redmond: non più solo produttori di software, ma azienda IT in grado di fornire soluzioni “complete” ai propri clienti, soprattutto considerato il prossimo lancio (si parla di autunno) di Windows 8, il sistema operativo che potrebbe cambiare molte cose nell’utilizzo di un PC, soprattutto grazie all’interfaccia Metro, e che potrebbe anche essere il primo multi-piattaforma, trasportabile da desktop a mobile (quasi) senza riduzioni.

E sul fronte degli smartphone? Dopo il sostanziale fallimento dei vari Windows Phone, sarebbe così peregrino pensare ad un’acquisizione di Nokia, ex-leader del settore telefonia in caduta libera, sulla scia di quanto fatto da Google con Motorola? Sarebbe un viatico per la produzione dei primi smartphone Microsoft, completati da Windows 8 ed interfacciabili con i PC, soprattuto per esigenze business supplite da Office. In questo caso Microsoft ripercorrerebbe i passi di Apple, maggiormente orientati verso le aziende, andando a rinsaldare una leadership senza per questo dimenticare il mercato retail. Perché certe filosofie si possono “aggiustare”, ma il gusto di avere il piede in varie scarpe, questo non lo si può certo cambiare…