Le foto sono virali. Sembra una banalità, ma è sempre meglio ribadirlo. Se non lo fossero, non passeremmo le ore a scorrere il feed dei nostri social senza vedere foto di gattini, vignette, parodie, ma più semplicemente foto delle vacanze o improvvisate artistiche dei nostri contatti.

Le foto generano traffico, e anche vendite. Ce lo dimostra Pinterest, più di tutti, ma anche la deriva di prodotti che stanno diventando sempre più facenti parte di un eco-sistema visuale.

Le foto non hanno (ancora) un vero leader. In questo si differiscono profondamente da un altro media virale, i video, che il loro leader ce l’hanno eccome: si chiama YouTube. Le foto vengono usate in qualsiasi piattaforma social, anche nelle più insospettabili (Tumblr), o nelle ultime arrivate (Google Plus), senza dimenticare environment meno “chiacchierati” ma comunque dotati di basi-utenti piuttosto numerose, come Flickr o Picasa.

Le foto “sociali” hanno vissuto un lungo periodo di “pace” e di condivisione libera, che ha avuto un finale ben preciso: l’acquisto di Instagram da parte di Facebook. E’ inutile girarci attorno, quell’evento ha cambiato le carte in tavola per l’intero settore, e gli effetti stanno deflagrando ancora oggi, dopo svariati mesi, sotto i nostri occhi.

I filtri di Twitter – Zuckerberg che abbraccia Nystrom è stato visto innanzitutto come il tradimento di Twitter. Fino a quel momento i due social più “mobili” avevano camminato sempre a braccetto. Non c’era foto scattata con Instagram che non venisse poi condivisa sul prodotto di Jack Dorsey. E’ assai probabile (pressoché certo) che un’offerta di acquisto fosse stata già inoltrata, ma le cose hanno poi preso una piega inaspettata.

Ed ecco le reazioni, assai più concrete di quella di Jack che smette di utilizzare Instagram. Twitter opera scelte di prodotto sempre più mirate a mantenere gli utenti sul proprio sito e sulle proprie app, alza numerose barricate verso le terze parti e, notizia degli ultimi giorni, addirittura ad introdurre la feature dei filtri fotografici. Un attacco frontale all’ex-sodale Instagram, quindi, che ha fatto storcere il naso a molti addetti ai lavori, dato che il social delle foto ha ormai raggiunto una base utenti non troppo inferiore a quella dello stesso Twitter.

Instagram non è quindi più soltanto un tool, ma rappresenta una vera e propria community distinta, tanto che la stessa Facebook, pur essendone proprietaria, continua a sviluppare la propria applicazione nativa, Camera, aggiungendo anche in quel caso i filtri fotografici. Ognuno per sé, quindi, smentendo chi aveva profetizzato vita breve dopo l’acquisizione.

I profili web di Instagram – La conferma di quest’impressione risiede nel recentissimo rilascio della versione web di Instagram, un atto dovuto dopo che molti avevano lamentato la lacuna di non potersi creare un profilo web curato, anche a scopi di brand marketing. In questo senso Instagram arriva addirittura dopo numerose applicazioni di terze parti, come l’italianissima Followgram.

Bibliografia

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