Viva il digitale, viva la dematerializzazione! Con calma, però…ho già scritto in passato di come la diffusione dell’ebook sia rallentata da svariati fattori, lobbystici e culturali.

E’ soprattutto dei secondi che voglio occuparmi, stavolta. Anche se è vero che 500 anni di storia tipografica non si possono accantonare in poco tempo. La carta ci circonda e continuerà a farlo ancora a lungo, magari ritagliandosi delle nicchie interessanti all’interno del mercato dell’editoria. Aldilà degli incontrovertibili fattori economici ed ecologici, esistono alcuni motivi per cui la carta mantiene quasi intatto il suo fascino nei nostri confronti.

Collezione – Nonostante il futuro sia sempre più attuale, le nostre case vengono ancora arredate, e le nostre librerie riempite di collezioni di libri. Se il destino dei tascabili economici appare segnato, le edizioni lussuose da esporre sulle nostre bacheche non sembrano conoscere crisi. D’altronde la capacità di abbellimento e decoro di un “Meridiano” della Mondadori è difficilmente comparabile.

Ricordo – E’ facile fare affidamento sulle raccolte di foto digitali, e la buona diffusione delle relative cornici può aver contribuito alla “migrazione”, ma resta il fatto che molti tradizionalisti si rifiutano di guardare le foto sul PC o sul tablet, lasciandole sulle schede RAM delle proprie macchinette o smartphone, evitando di ordinarle e catalogarle. Non può dunque essere casuale che esistano ancora prodotti di successo come i fotolibri.

Fisicità – E’ così bello non avere più fogli tra le mani, scambiarsi informazioni soltanto mediante i bit…ma chi l’ha detto? Sono ancora molti coloro che ricorrono a prodotti cartacei, basti pensare ai biglietti da visita ed al successo di un’azienda leader del settore come Vistaprint (http://www.vistaprint.it). Quante persone, prima di recarsi ad una riunione, si premurano di stamparsi le mail oppure qualche documento? Magari lo facciamo anche se abbiamo uno smartphone a portata di mano…E’ come se ci sentissimo ancora insicuri, in assenza di un “supporto” fisico…saranno questi cinquecento anni di stampa…