Il Natale che sognano tutti è quello dove i problemi restano fuori dalla porta, non per dimenticarli, ma per lasciarli un attimo da parte, e riaffrontarli dopo le feste con un altro spirito, non importa se migliore o non.

Il Natale che sognano tutti è quello dove i nostri cari non sono un testo che lampeggia sul nostro smartphone, ma delle persone sorridenti (ma anche no) che ci guardano negli occhi. Almeno una volta all’anno.

Il Natale che sognano tutti è quello dove si mangia bene e tanto. Si può mangiare anche poco, ma bisogna mangiare bene. Piatti non comuni, ricette che non abbiamo il tempo di preparare durante la vita di tutti i giorni. Il tempo manca sempre, non a Natale dove le giornate si alternano tra la cucina, la tavola, i regali e i giochi, senza soluzione di continuità.

Il Natale che sognano tutti è quello dell’Albero, simbolo laico o pagano che mette d’accordo (più o meno) tutti. C’è chi lo fa il primo del mese, c’è chi lo fa l’8, c’è chi lo fa la Vigilia, c’è chi lo fa vero, chi lo fa finto. Ogni anno c’è la polemica sul farlo o meno, ogni anno lo facciamo (più o meno) tutti.

Il Natale che sognano tutti è quello dei film natalizi. Una poltrona per due, La vita è meravigliosa, i classici Disney…si guardano sempre (e solo) in questo periodo, e non stancano mai.

Il Natale che sognano tutti è quello di Francesca, che proprio quel giorno compie anche gli anni, e che vive questo periodo come un’intensa tappa d’avvicinamento fatta di rituali, come quello del Calendario dell’Avvento.

Il Natale che sognano tutti forse non c’è, se non nel nostro immaginario. Ma l’immaginario, spesso, è più della realtà.

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