La notizia della nuova funzionalità di WhatsApp, le chiamate vocali, ha destato profonda reazione nel mondo degli addetti ai lavori. Non (ancora) in quello degli utenti, perché non se ne colgono ancora le dimensioni e l’innovazione.

Mentre un addetto ai lavori è interessato a capire le prospettive di mercato e le probabili contromosse degli altri competitor, la domanda che interessa un utente è una sola: chiamare con WhatsApp conviene?

Proviamo a rispondere a questa domanda da vari punti di vista.

La qualità

Rilasciata da pochi giorni anche per iOS, la funzionalità di chiamata di WhatsApp è basata ovviamente sulla tecnologia Voip. Il rilascio sui singoli utenti sta comunque avvenendo con tempi cadenzati, così da gestire il sovraccarico generato dal traffico aggiuntivo sull’architettura dei server.

La qualità della chiamata è discreta, ma non eccelsa. Si avverte un certo lag ed un po’ di ritorno della propria voce, fastidioso. Non soltanto non è paragonabile alla telefonata standard, ma appare inferiore anche ad altri sistemi concorrenti, come Viber o Skype. Si tratta di una chiamata internazionale gratuita, anche se state telefonando a vostro fratello che si trova nella stanza accanto.

A livello di funzionalità, la chiamata su WhatsApp è molto semplice. C’è un’icona visibile in alto a destra, nella vostra chat attiva, non dovete far altro che toccarla.

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Anche la ricezione chiamate è intuitiva, e WhatsApp userà la vostra suoneria predefinita.

I costi

Chiamare con WhatsApp non incide sul traffico voce del vostro piano telefonico.

Incide però sul traffico dati: una ricerca pubblicata da Indian Express ha evidenziato come una chiamata della durata di un minuto su WhatsApp cubi circa 0,2 Mb di rete 3G, ovvero un mega ogni cinque minuti. Non solo: per le reti 2G il costo è incredibilmente più alto, ben 0,35 Mb al minuto. I dati raccolti da WebNews sembrano ancora più gravosi.

Si tratta di dati che fanno pensare: in un Paese come l’Italia, dove la copertura della rete mobile è ancora tristemente a macchia di leopardo, e dove le reti wifi libere sono rarissime, un consumo dati del genere potrebbe essere molto penalizzante.

Che convenienza può avere chiamare su WhatsApp e consumare prezioso traffico dati, quello che ci viene dato in risicati bundle di 1-2 Giga al mese? Il traffico dati è il vero oro degli operatori mobili, mentre il traffico vocale viene oramai elargito con generosità.

Il discorso cambia quando si pensa alle chiamate internazionali, solitamente ultratassate dai servizi roaming. Lì il plusvalore di WhatsApp pesa, e sono convinto che dia più di un pensiero agli operatori.

In fondo è stato proprio WhatsApp ad annientare il mercato (allora lucroso) degli SMS. Vi ricordate quando ne anticipammo la fine, proprio su queste pagine?

Non mi sorprenderei vedendo uscire sempre più offerte di traffico internazionale. Perché sulla qualità si può anche chiudere un occhio, ma sul risparmio se ne chiudono entrambi.

Il problema privacy

Le chiamate su WhatsApp rinverdiscono un annoso problema legato a questa applicazione mobile: l’assenza di un vero e proprio userid.

Soprattutto dopo l’acquisto da parte di Facebook, vi sarà capitato di ritrovarvi una marea di contatti importati dal social network sulla vostra app: persone di cui non avevate direttamente il numero ma che, grazie a particolari configurazioni sulla privacy e confluenze di database, ora potete tranquillamente contattare su WhatsApp. E chiamare.

Da questo punto di vista WhatsApp deve maturare ancora molto.

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