Sin da quando esiste il Web, è sempre stata forte l’esigenza di centralizzare fonti o sorgenti di notizie e contenuti, in modo da non disperdere l’informazione ed essere quindi costretti ad andarsela a ritrovare tra decine e centinaia d’indirizzi. La soluzione più immediata e pratica è stata quella di “aggregare” le pagine utilizzando i cosiddetti feed (RSS, poi Atom), ovvero flussi di standard XML che al proprio interno contenevano le info relative ai post/articoli presenti nelle pagine dei siti.

Una soluzione molto spartana, ma poco attraente, che ha mostrato tutti i propri limiti con la nascita dei device mobili. Nell’era di smartphone e tablet, nell’epoca dei social network c’era bisogno di qualcosa di più personalizzabile, a misura d’utente, e che garantisse funzionalità d’interazione più evolute rispetto alla semplice lettura dell’articolo.

Flipboard ha dato risposta a praticamente tutte queste domande, ponendosi non solo come una startup convincente, ma soprattutto come uno dei motivi per i quali molti si sono comprati l’iPad. Riservata finora ai terminali Apple (ma chissà che presto non replichi la mossa di Instagram), questa app permette all’utente di condensare in un unico punto tutti i propri blog, giornali e stream social di riferimento, creandone automaticamente un affascinante magazine.

I punti di forza di questo prodotto sono numerosi:

  • Intuitività: una volta settati i flussi, il “giornale” è subito pronto, con copertina ed immagine automaticamente tratte dai post delle nostre fonti
  • Design: Flipboard è dotato di un’interfaccia veramente stylish, in grado di valorizzare qualsiasi contenuto, impaginando armoniosamente, e permettendo all’utente di “sfogliarlo”, viaggiando a ritroso negli articoli
  • Social: Flipboard consente di condividere contenuti d’interesse e di commentarli, assumendo quindi il ruolo di vero e proprio social magazine

Flipboard è sicuramente un prodotto utente-centrico che però restituisce visibilità anche ai content provider, quella visibilità che era stata messa un po’ da parte dai prodotti di social bookmarking come Digg e Reddit, che tendevano a “nascondere” la fonte dell’informazione, oltre che a “punirla” nelle SERP dall’alto di una reputazione solitamente superiore. Con quest’applicazione l’utente è conscio di ciò che sta leggendo perché è stato lui a sceglierlo e ad aggiungerlo al “calderone” delle proprie fonti.

Non c’è dubbio che un’applicazione come Flipboard, così come le concorrenti Zite, Pulse e Google Currents, contribuisca alla migrazione degli utenti da desktop verso i device mobili e soprattutto verso un loro più frequente utilizzo. Presto o tardi, gli aggregatori di feed o prodotti come Google News diventeranno superati.