Sembra essere passato molto tempo da quando Instagram è stato rilasciato ufficialmente su App Store: in realtà si tratta di nemmeno un anno e mezzo da quel 6 Ottobre 2010 che avrebbe cambiato definitivamente le vite di Kevin Systrom e Mike Krieger, le due menti dietro al progetto.

Molte cose sono cambiate da allora, in primis il numero di download e di conseguenza degli utenti, cresciuto vertiginosamente fino a superare i 15 milioni, con un engagement rate molto elevato e garantito dalla possibilità di convidere le nostre foto su tutti i più importanti social network in circolazione.

Cosa ha reso Instagram così popolare? Potremmo sintetizzare il concetto secondo tre linee guida:

  1. Immediatezza di utilizzo: a tutti piacciono gli effetti particolari sulle foto, ma non tutti sono fotografi o virtuosi di fotoritocco, e neanche vogliono esserlo. Instagram permette con un paio di click di applicare uno tra i sedici filtri attualmente a disposizione, e di dare un aspetto unico anche alla più banale delle istantanee.

  2. Gusto retrò: l’applicazione strizza volutamente l’occhio ad un’iconografia anni ‘70 contrassegnata dall’uso del formato quadrato (tipico della Polaroid) per le immagini, al posto del canonico 3:2.

  3. Componente social: Come già indicato, con Instagram potrete condividere i vostri “capolavori” un po’ dappertutto, creandovi una sorta di reputazione come fotografo, e facendovi seguire da chi vi apprezza.

Il limite di Instagram è sempre stato quello di essere un’applicazione dedciata ai dispositivi con iOS, quindi Ipod Touch, Iphone e Ipad. Fin dall’inizio, capendo che ci si trovava di fronte ad un ottimo prodotto uscito al momento giusto, furono in molti ad invocarne la versione per Android, tra cui il sottoscritto.

L’attesa dovrebbe essere terminata: notizie più o meno ufficiali danno per imminente il rilascio dell’applicazione su Android Market (e anche della versione per Windows Phone, che al momento resta ancora un mercato di nicchia). Basta andare su Twitter, fare la ricerca per “Instagram Android” per verificare quanto è attesa questa release, ma è comunque lecito porsi qualche domanda sul grado di penetrazione che potrà avere nell’utenza.

Come hanno calmierato la loro attesa gli utenti del robottino verde? Il mercato è ovviamente venuto loro incontro, per seguire un trend notevole come quello del photo-sharing e per colmare una lacuna tanto evidente, ed ecco fioccare un numero notevole di cloni/imitatori, ma anche applicazioni della prima ora che hanno trovato nuova linfa dal fenomeno:

Lightbox – Fondata da Nilesh Patel e Thai Tran (ex-product manager di Google e YouTube) appena un anno fa, lo scorso Dicembre ha rilasciato la versione 2.0, che ha implementato un interessante funzionalità di foto-blog via web, e ha raggiunto un milione di download. Considerato da molti, per somiglianza d’interfaccia, il vero “Instagram per Android”, è meno eccelso su effetti e filtri, ma più aperto nella condivisione social.

Camera 360 – Sviluppata in Cina nel 2010, disponibile in versione gratuita e pro a pagamento, rappresenta una vera e proprio estensione della fotocamera standard, con numerosi strumenti di photo editing e una discreta (ma non centrale) funzionalità di sharing. L’applicazione si attesta già oltre i sei milioni di download.

Vignette – Considerata dalla maggioranza la miglior applicazione di post-processing per questa piattaforma, in auge da almeno un paio d’anni, risulta abbastanza limitata nella sua versione free, ma la qualità delle creazioni è di un altro livello.

Queste tre applicazioni sono solo la punta dell’iceberg della concorrenza che Instagram troverà su Android. Nessuna ha la forza del brand della creatura di Systrom e Krieger, ma hanno il vantaggio di essere su questo mercato da più tempo, e sebbene gli utenti di smartphone siano un target curioso e disponibile alla novità, cosa c’è di più vincolante nell’uso di un prodotto della forza dell’abitudine?

Essersi già costruiti una piccola community di contatti, un modo personale di fruire l’applicazione, una certa dimestichezza con le funzionalità. Sono tutte ragioni plausibili che potrebbero indurre gli utenti Android a scaricare, ma non ad utilizzare attivamente Instagram. E’ chiaro che esiste anche una quota parte dell’utenza che non ha fatto altro che “aspettare” la release, non “tradendola” con alcun surrogato. Si tratta di utenza che fa un uso prettamente “basic” dello smartphone, non particolarmente amanti della fotografia ma che apprezza la condivisione dello scatto stylish che un’applicazione come Instagram consente.

E’ la forza dell’esclusività che ha creato questo fenomeno. Gli utenti Apple hanno fatto pesare ai loro dirimpettai di poter usare Instagram, pubblicando centinaia di miglioni di scatti sui vari social. D’altro canto, la scelta sinora di supportare solo i sistemi iOS ha tenuto Instagram fuori da quote importanti di mercato, come ci indicano le stats pubblicate da Canalys e relative al numero di dispositivi venduti nel 2011.

Worldwide smartphone market, by operating system, by 2011 global sales
according to Canalys
Operating System Shipments 2011
(millions)
Market share 2011 Annual growth
Android 237.7 48.8% 244%
iOS 93.1 19.1% 96%
Symbian 80.1 16.4% -29.1%
BlackBerry 51.4 10.5% 5.0%
Bada 13.2 2.7% 183.1%
Windows Phone 6.8 1.4% -43.3%
Others 5.4 1.1% 14.4%
Total 487.7 100% 62.7%

 

Nella storia della tecnologia le scelte di “campo” hanno determinato successi e fallimenti di aziende e prodotti. Vedremo nello scorrere di questo 2012 se la strategia utilizzata per Instagram si sarà rivelata vincente.

UPDATE (07/05/2012) – Il rilascio di Instagram per Android è stato un successone, ha già superato agilmente i 10 milioni di download e la notizia dell’acquisizione da parte di Facebook ha dato ancora più visibilità (se ce ne fosse stato bisogno) all’applicazione di Systrom. Quel che forse molti avevano sottovalutato è che questa travolgente ondata di newbies, oltre all’aura “negativa” di Zuckerberg, ha portato molti utenti della prima ora a disattivare la propria iscrizione. E’ l’altra faccia della popolarità, perdere la nomea di applicazione di “nicchia”…