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Sarà vero o sarà falso? Per alcuni giorni coloro che ritenevano lo scoop di Android Police un fake o comunque un vecchio esperimento tornato per errore online hanno rinfocolato le proprie convinzioni, ma sono stati nuovamente spiazzati (assieme a noi tutti) dal lancio ufficiale, avvenuto ieri sera, del nuovo servizio che va ad aggiungersi al già ricco portfolio di Big G. Se le pulizie di primavera sono un must in casa Google (il prossimo che ne farà le spese è Reader), pare che stavolta abbiano fatto spazio per qualcosa di nuovo.

Di Google Keep se ne parla da un po’, d’altronde era l’unico servizio che ancora mancava nella moltitudine offerta dall’azienda di Larry Page e Sergej Brin. Un modo per andare contro il leader del settore Evernote, sfruttando una facile integrazione con Drive, Calendar, Docs e Gmail.

Stiamo parlando dunque di qualcosa in grado di sconvolgere questa nicchia di mercato? Potenzialmente sì, perché i nostri primi test non lasciano sperare per il meglio. Navigazione non chiarissima, così come le icone e i colori da impostare per etichettare le note, usabilità dubbia, dimostrano che può non essere semplice, anche per un gigante del Web, realizzare una convincente applicazione per prendere appunti. Di tempo per migliorare ce n’è, anche se Google, nelle sue molteplici sperimentazioni, di frequente ha lasciato qualche errore o fallimento sul campo, e di solito ha preferito rifare piuttosto che aggiustare…