Come sempre, quando si parla di Linkedin, anche l’ultima acquisizione operata da uno dei più “anziani” social network ancora attivi è passata discretamente in sordina, sui magazine di tecnologia. Eppure il nome di Pulse, pur trattandosi di un’applicazione meno diffusa rispetto ai paritetici Flipboard e Zite, avrebbe dovuto far drizzare le orecchie a qualcuno.

Lavoro e Carriera con Linkedin, di Luca Conti.

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Linkedin si è da sempre differenziato rispetto a tutti gli altri social. Il fatto di avere a che fare con un’utenza professionale ha permesso ai suoi product manager di operare (senza danni) verso un modello freemium, che viene costantemente “spinto” mediante le spesso inopportune mail d’offerta, che arrivano anche alla casella del sottoscritto con cadenza mensile.

Gaffe a parte, Linkedin ha da sempre strizzato l’occhio al contenuto, e ad una gestione più diretta dello stesso, rispetto a chi non se n’è mai curato (Facebook), oppure a chi l’ha sperperato verso le terze parti, salvo poi fare frettolose marce indietro (Twitter). Il servizio Linkedin Today è un ottimo esempio di media curation, e l’addizione di Pulse, pagato 90 milioni di dollari in stock, potrebbe rappresentare un valore aggiunto nel servizio di abbonamento che l’azienda potrebbe proporre ai suoi utenti professionisti. Linkedin al posto di Capital?