Chi di voi utilizza Bing come motore di ricerca? Pochi, direbbero i numeri, probabilmente meno del 10% che Google lascia come quota di mercato in Italia. Negli USA le cose vanno meglio per il prodotto Microsoft, ma non possiamo certo dire che siano leader nel settore: inseguono, da molto lontano, il gigante di Mountain View.

In questo contesto, è importante prendere atto della novità lanciata dal search engine negli ultimi giorni, Bing Social, per il momento disponibile soltanto nella versione USA, che promette di cambiare un po’ le carte in tavola nella sfida a distanza con la creatura di Brin e Page. Se finora si è sempre trattato di un gioco sulle stesse tipologie di funzioni, sembra che l’introduzione del fattore social nella ricerca stia scavando un fossato tra i due prodotti.

Bing sta infatti tentando un approccio assai differente da quello intrapreso da Search, Plus Your World di Google, ovvero non “mischiare” il fattore social nelle SERP, impattandone il ranking, ma lasciarlo limitato alla terza colonna di destra della pagina, la Slidebar, dove l’utente avrà varie possibilità:

  1. Connettere i propri account Facebook e Windows Live, con la previsione di allargare ad altri social, come Linkedin, Foursquare, Quora e anche Google Plus
  2. Per motivi di sinergia, l’integrazione con Facebook sarà la più forte, e l’utente visualizzerà una barra con notizie ed attività legate alla sua ricerca
  3. Tramite la barra laterale l’utente potrà chiedere consiglio ai propri amici, prontamente selezionati tra quelli con interessi e caratteristiche più affini alla ricerca
  4. La barra suggerirà anche persone che si possono conoscere o comunque affini alla ricerca

Qual è l’obiettivo di Bing? Catturare nuovi utenti, soprattutto quelli particolarmente sensibili alle questioni delle privacy, e che sono rimasti delusi dall’inserimento delle proprie cerchie di Plus all’interno delle SERP di Google. Bing riserva una spalla sinistra della pagina scevra di elementi social, proponendo soltanto risultati rilevanti, o così almeno vorrebbe, dato che a meno dei progressi qualitativi promessi anche in questo rilascio, il motore di ricerca di Redmond continua ad arrancare, lento e limitato nell’indicizzazione, non sempre puntuale nella risposta: non è un caso che la divisione online di Microsoft perda 1 miliardo di dollari a trimestre.

Questa scelta di prodotto imporrebbe teoricamente una scelta di campo agli utenti: apprezzate che il social influenzi il ranking delle vostre ricerche oppure che le coadiuvi soltanto? Senza tenere conto dell’ipotesi “neutrale”, ovvero disabilitare la ricerca social su entrambi i search engine, resta facile intuire come Google mantenga un’integrità di prodotto, aggiungendo Plus alla sua schiera di servizi che trasversalmente concorrono al core-business, la ricerca; per quanto riguarda Bing, invece, si tratta di un’aggiunta che può “potenziare” l’utilità delle ricerche, ma che di fatto rende il motore di ricerca “ostaggio” e “succursale” dei social (Facebook in primis), con forti dubbi sull’effettiva utilità del servizio.

Perché un utente dovrebbe utilizzare la barra dei news feed su Bing, quando se ne trova una assai simile su Facebook stesso? Se l’obiettivo è quello di centralizzare la ricerca social su Bing, i dubbi aumentano, perché finora il motore di Steve Ballmer non ha mai dato segnali forti positivi sulle sue performance, anche quando veniva integrato nella ricerca interna di Facebook.