E’ indubbio che il mercato dei tablet sia in crescita vertiginosa: secondo quanto indicato da comScore, ci sono voluti 7 anni per vendere 20 milioni di smartphone, mentre sono bastati 20 mesi per raggiungere la stessa quota con i tablet. In un mercato apparentemente illimitato, cosa manca ai tablet per imporsi sul serio? Un’identità. Le domande che vengono poste più spesso agli acquirenti di un tablet sono le seguenti:

  1. A cosa serve?
  2. Per cosa lo usi?

E non è così raro che almeno una di queste due domande porti imbarazzo all’utente. Perché la risposta è tutt’altro che chiara per chiunque, e soprattutto non sembra esserlo per i produttori. Forse è per questo motivo che si sperimentano formati, funzionalità, caratteristiche, alla ricerca della nicchia inesplorata (o meno) di mercato, nella speranza di capire i gusti dell’utente, o anche soltanto per ammaliarlo a dispetto di un’effettiva utilità pratica.

Quel che è accaduto spontaneamente per lo smartphone, alla resa dei conti un’evoluzione integrata tra un PDA e un telefono cellulare, non può avvenire per un prodotto che oscilla paurosamente tra uno smartphone più “comodo” e un notebook da divano, pertanto per capire cosa si vuole, e se ha effettivamente un futuro sul mercato, si deve tornare alle due domande elencate precedentemente.

La soluzione ebook – C’è chi vuole un tablet soltanto per leggere, in particolare per leggere gli ebook. In questo caso le cose si fanno un po’ più semplici, perché ci si può direzionare verso degli e-reader standard: fanno una sola cosa, ma la fanno essenzialmente bene. Tecnologia e-ink, batteria di lunga durata, più o meno di piccole dimensioni (6 o 7 pollici) per un prodotto solido ma forse poco affascinante. E’ per questo che anche il leader di settore Amazon ha deciso d’introdurre, per il suo esordio italiano, il Kindle Touch, la versione touchpad del proprio best-seller, senza dimenticare l’utilissima versione 3G.

Si tratta di prodotti che eliminano i macchinosi pulsanti laterali per voltare pagina, un “tocco” di modernità che per il momento non snatura un prodotto di successo, per chi ha le idee chiare e non segue troppo le mode del momento.

L’equivoco iPad – Dici tablet e pensi iPad. Come già accaduto con i predecessori iPod e iPhone, il prodotto targato Apple, pur non essendo il primo del genere, ha sdoganato la fascia di mercato per chi intende un tablet principalmente come fruitore multimediale. Giornali, blog, musica, film e TV: non c’è nulla che non possa essere visto o letto su iPad ai massimi livelli qualitativi, grazie alle innumerevoli app sviluppate e soprattutto grazie al nuovo Retina Display.

L’Ipad ha anche sdoganato un formato, con lo schermo di 9,7 pollici, che lo rende tutt’altro che “mobile”. Molti hanno teorizzato per questo motivo che il tablet possa diventare il sostituto del notebook, dimenticando almeno un paio di particolari:

  1. L’iPad non rappresenta tutti i tablet del mercato, sebbene lo stia dominando numericamente
  2. La maggior parte delle persone non trova comodo il touchpad per scrivere, ricorrendo a periferiche esterne

C’è da dire che alcuni produttori di tablet Android si sono un po’ appiattiti sull’iPad, proponendo sul mercato dei dispositivi simili per formato, caratteristiche hardware e, ovviamente, prezzo. Anche la soluzione offerta recentemente da Microsoft, il Surface, sembra ricalcare questa tendenza post-PC, soprattutto nella versione con processore Intel, pensata per una clientela business.

Oltre l’iPad: il low-cost e i formati mini – Il prezzo conta, ovviamente. Perché esistono vagonate di utenti che considerano un tablet semplicemente come un comodo assistente portatile, magari la vera evoluzione dei vecchi PDA anni Novanta, quelli col pennino tanto odiato da Steve Jobs. Per questo utilizzo, onestamente, i prezzi dei prodotti di punta sembrano un po’ eccessivi.

E allora ecco i tablet low-cost, capeggiati dall’onnipresente Amazon con il Kindle Fire, sempre su base Android, e ultimamente sfidato da Google stessa con il Nexus 7. Si tratta di prodotti cheap e di dimensioni più tascabili, che rischiano di risettare gli standard per la categoria. Non è infatti un caso che da tempo si rincorrano voci che parlano di un iPad mini…