Quali sono i migliori motori di ricerca?

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Una domanda che per anni non ci siamo più posti, soprattutto in Italia, riguarda quale sia il migliore dei motori di ricerca su Internet: non ce la siamo più posta perché la risposta è sempre sembrata ovvia, ovvero Google.

Nonostante le prospettive future possano indicarci che la ricerca non sarà più la stessa che conosciamo, e aspetti come la semantica e la AI (pensate a Siri o a tutte le altre answering machine) prenderanno il sopravvento cambiandone i connotati, è indubbio che dovremo ancora farci i conti a lungo.

I motori di ricerca, dicevamo: sebbene Google resti il Re assoluto, almeno per quel che concerne l’utilizzo, nuovi candidati si stanno affacciando all’orizzonte, con proposte qualitativamente credibili. Senza dimenticare Bing di Microsoft, l’unico che sia sopravvissuto al ciclone di Mountain View, e che soprattutto negli States detiene una quota di mercato molto interessante (15%).

I Candidati

Per la prova abbiamo scelto i motori che vanno per la maggiore in questa fase temporale.

Google - C’è davvero bisogno di presentazioni? La creatura di Brin&Page ha rivoluzionato non solo il modo di ricercare, ma anche quello di vivere il Web, lasciandosi alle spalle gli anni Novanta e la preistoria di Internet, oltre l’era dei Portali come Yahoo! o Lycos ed Excite. Dopo anni di dominio in lungo e largo, e di espansione vertiginosa in altri ambiti (mail, news, browser, mobile ed infine anche social con Plus), sembra come se i ragazzi della grande G abbiano un po’ perso di vista il loro core business, o quantomeno la qualità dello stesso, la rilevanza nelle SERP che tanto era stato il cavallo di battaglia dei primi anni.

Bing – Bing ha sostituito MSN Live Search come motore di ricerca di casa Microsoft nel Giugno 2009. Nonostante le difficoltà iniziali, ha finito col prendersi gran parte della quota di mercato detenuta sinora da Yahoo!, diventandone infine il provider dei risultati. La crescita della capacità d’indicizzazione, l’introduzione della social search e altri fattori lo rendono l’alternativa più credibile a Google.

DuckDuckGo – Cos’è che da più fastidio agli utenti (almeno a quelli più consapevoli o “smart”) dei motori di ricerca evoluti? Sicuramente le sempre più invasive capacità di tracking delle attività degli utenti, che limitano di molto la privacy degli stessi. DuckDuckGo è un progetto nato con lo scopo di fornire ottimi risultati senza “farsi gli affari” degli utenti. Presentando un’interfaccia molto pulita, quasi da Google di 10 anni fa, sta avendo una crescita di utilizzo sempre più esponenziale.

Blekko – Fondato dall’autore del primo virus informatico della storia (tranquilli, potete utilizzarlo senza timori), Blekko si propone invece come alternativa contro lo spam. Fondato sul concetto degli slashtag, intese come sezioni del Web costituite da siti di riferimento selezionate per keywords dagli utenti del motore ma anche dallo staff, ha raggiunto nel mese di Marzo ben 3,5 milioni di query, il tutto fondando il proprio sistema di ricerca su un’infrastruttura particolare, priva di transazioni SQL.

Presentati gli sfidanti, non possiamo fare a meno di dividere il test in tappe che riassumono gli aspetti fondamentali ai quali un motore di ricerca non può assolutamente sottrarsi. La suddivisione può inoltre permettervi di capire se utilizzare motori differenti per esigenze variegate. Chiaramente le prove sono state eseguite in modalità logged out, per non influenzare la ricerca con cerchie o interessi personali, ed in lingua inglese per non avvantaggiare troppo chi è nel nostro mercato da più tempo: in fondo stiamo testando la bontà dell’algoritmo.

Prima Prova: Indice e ricerca di navigazione

Iniziamo con l’indice, ovvero la profondità e la completezza con la quale un motore di ricerca (in particolare il suo spider-bot) ha scandagliato il Web. Come dire, le dimensioni contano eccome, in un mondo dove non esistono entità super-partes che censiscano il totale delle pagine pubbliche.

Abbiamo scelto dieci query specifiche, così fa verificare se il primo risultato nella SERP fosse quanto atteso.

Google:  la grande G si comporta molto bene in questo test, d’altronde ha sicuramente il metodo d’indicizzazione più rapido ed approfondito. Unico piccolo appunto, nella ricerca “sheraton hotel rome” riporta prima un paio di pagine interne del sito della Starwood (che detiene la catena Sheraton) e solo in terza posizione la pagina ufficiale dell’hotel romano (www.sheratonrome.com). 4.5/5

Bing: percorso quasi netto per la creatura di Microsoft che si perde un po’ con una query d’attualità, “Mitt Romney”, per la quale restituisce al primo posto la pagina di Wikipedia, lasciando l’homepage ufficiale del candidato repubblicano alle presidenziali un posto dietro. 4/5

DuckDuckGo: la “paperella” stupisce tutti con un dieci su dieci. Interessante anche la funzione meanings, che entra in gioco per le query a parola singola o che comunque possono dare adito a interpretazioni variegate. Un inizio di ricerca semantica? 5/5

Blekko: sarà per la particolare tecnologica utilizzata, che pone dei limiti calcolati all’indicizzazione, ma Blekko ne stecca parecchie. Clamorosi i risultati per la query “interpol band website”, che lasciano fuori dalla prima pagina di SERP la homepage ufficiale del gruppo rock americano, comparendo soltanto in seconda, tra l’altro con la sezione delle news. 2/5

Seconda Prova: Auto-correzione delle query

Quante volte, nella fretta, sbagliamo a scrivere la query? Oppure non ci ricordiamo un nome di un prodotto e proviamo a dare in pasto come ci sembra di ricordarlo? E quante volte il motore di ricerca ci viene in soccorso? In che maniera?

Abbiamo testato 3 query con errori di ortografia, 4 con nome prodotto o brand errato, 3 con dicitura sintatticamente non corretta. Non abbiamo tenuto conto che Google e Bing, di default, correggono automaticamente la query, non limitandosi a suggerirla.

Google: Implacabile, infallibile. Non ne sbaglia una: non c’è da stupirsi, considerati gli anni di esperienza sul campo. 5/5

Bing: regge bene fino all’ostica query “cavasaci”, per la quale non suggerisce nulla. Google (ma anche gli altri due) era invece riuscito a dedurne “kawasaki”. 4/5

DuckDuckGo: lavora bene, ma in alcuni casi, pur restituendo risultati corretti, non si premura di riportare il suggerimento corretto. 4.5/5

Blekko: recupera bene dopo la mezza figuraccia della prima tappa. Si rivela all’altezza della grande G. 5/5

Terza Prova: Ricerca specifica all’interno di un sito di grandi dimensioni

Ormai molti siti hanno un motore di ricerca interno, di solito fornito con i risultati presi da uno dei search engine, tra l’altro. Resta il fatto che la maggior parte degli utenti preferisce cercarsi qualcosa di specifico sul motore di ricerca, per esempio un determinato articolo, per poi atterrare sulla pagina target.

Abbiamo utilizzato query avanzate, combinando keywords e la forma strutturata “site:www.example.com” per essere certi che il motore di ricerca andasse proprio sul nostro sito d’interesse.

Google, Bing, DuckDuckGo: questi tre motori si comportano tutti e tre in maniera equivalente, al netto di risultati interposti dalla sezione News. 4/5

Blekko: fallisce nel reperire il giusto articolo dalla query “instagram facebook mashable.com”, presentando altri articoli dello stesso sorgente non rilevanti alla query, che fa riferimento alla recente acquisizione. 3/5

Quarta Prova: Ricerca Prodotto

Quanti di voi utilizzano i motori di ricerca per prendere informazioni su un prodotto che vogliono acquistare? Tanti, si direbbe leggendo numerose statistiche. Per questo motivo abbiamo condotto anche questo test, aspettandoci dei risultati degni in cima alla SERP, come la scheda prodotto all’interno del sito ufficiale dell’azienda produttrice.

Google: perfetto nell’ordinare prima le pagine-prodotto rispetto alle homepage. 5/5

Bing: nella query “braun shavers” manca di presentare la pagina prodotto all’interno del sito ufficiale. 4/5

DuckDuckGo: nella query “armani suits” non viene presentata la pagina-prodotto all’interno del sito ufficiale. In generale, risulta meno preciso dei primi due. 3/5

Blekko: il motore risulta poco efficiente nel reperire pagine prodotto, probabilmente per problemi d’indicizzazione. 2/5

Quinta Prova: Ricerche Transazionali

I motori di ricerca, oltre a fungere da reperitori di informazioni, sono dei grandi risolutori di problemi: piccoli o grandi che essi siano, ci rivolgiamo alla nostra homepage di fiducia per trovare una risposta, un workaround, un rimedio.

L’importanza di questo test sta nel fornire, almeno nei primi 10 risultati, delle soluzioni concrete ed efficaci, ottimisticamente con più di una fonte.

Google: sfrutta poco l’opzione delle vertical search, che si rivelerebbe utile in questa tipologia di ricerche, ma fa il suo lavoro. 4/5

Bing: si rivela manchevole sulla query “subscribing on google plus”, all’interno della quale non presenta alcun risultato relativo a Plus nei primi tre. 3/5

DuckDuckGo: molto simile nelle performance a Bing, anche nella query citata. 3/5

Blekko: anche Blekko si attesta sui livelli di qualità di Bing e DuckDuckGo. 3/5

Sesta Prova: Ricerche Informative

Avete bisogno di una statistica, di un record, di una hall of fame oppure del titolo dell’album pubblicato dai Rolling Stones nel 1973? Scrivete la domanda per intero, e sperate in una risposta esauriente. In questi casi sarebbe ottimo se l’utente non dovesse neanche precipitarsi nel sito di riferimento (la Wikipedia di turno), ma si ritrovasse l’info già nelle SERP.

Google, Bing, DuckDuckGo: presentano sempre risultati pertinenti, ed in alcuni casi danno anche la risposta direttamente nella SERP, senza bisogno di alcun ulteriore click da parte dell’utente. 4/5

Blekko: risulta assai meno preciso nelle risposte. 2/5

Settima Prova: Spam

State facendo delle ricerche per voi importanti e vi ritrovate dei risultati inutili, oltretutto privi di contenuti e con il solo obiettivo di catturare le vostre visite e click? Benvenuti nello spam, accerrimo nemico di tutti i motori di ricerca che li combattono da decenni.

E’ chiaro che certe keywords (farmaci, sesso, torrent, ecc..) sono vere e proprie fonti di spam, ed è anche ovvio che ci siamo concentrati su quelle.

C’è da dire che in questo campo ci aspetteremmo maggiore qualità dalle SERP di Blekko, ma in realtà non notiamo particolari differenze, specialmente utilizzando query come “viagra prices” o “cialis price”.

Conclusioni

In sintesi, Google si conferma complessivamente il migliore dei motori di ricerca, anche se la differenza con Bing si è assottigliata (ma il prodotto Microsoft è più “isolato” rispetto alla pletora di servizi messi a disposizione da Mountain View).

Siete sensibili al tema della tracciabilità dei dati personali? DuckDuckGo è un’ottima risposta, e presenta una buona qualità nei risultati.

Per quanto concerne Blekko, risulta ancora molto acerbo, c’è ancora parecchio da lavorare anche se alcune premesse sull’intelligence del motore sono promettenti.