WWDC 2012: Apple sta vivendo di rendita?

Il WWDC 2012 di Apple, dedicato agli sviluppatori ed attualmente in corso di svolgimento in quel di San Francisco, è un evento molto atteso dai fan della mela, per almeno un paio di motivi: si è trattato del primo meeting del genere senza il compianto Steve Jobs, e qualcuno si attendeva il “colpo grosso”, ovvero l’annuncio di iPhone 5 oppure dell’ancor più futuristica iTv. Nulla di tutto ciò, ma un nugolo di novità interessanti anche se non epocali, più improntate all’innovazione che non alla rivoluzione.
Il nuovo Mac Book pro – La star del keynote di ieri è stato sicuramente il nuovo MacBook Pro, dotato per la prima volta di un Retina Display che gli garantisce una sensazionale risoluzione di 2880 x 1800 pixel, più tutta una serie di componenti di primissima fascia, come l’hard disk a stato solido, gli 8 Gb di RAM e l’assenza di un lettore o masterizzatore DVD. Anche il prezzo è da prima scelta (2199 euro), ma sicuramente questo MacBook stabilisce i nuovi standard tecnologici del settore. Snellendo (via la versione 17 pollici) ed articolando (Nuovi e vecchi Pro, Air, MacBook plain) il proprio listino, Tim Cook e soci dimostrano di tenere ancora molto in considerazione il comparto notebook, nonostante l’avanzata inarrestabile dei tablet: è un dato di fatto che una buona fetta dell’utenza “storica” Apple è costituita da professionisti creativi che utilizzano i Mac per realizzare i propri lavori. E un tablet, anche nel caso dell’iPad, non è attualmente (e forse non lo sarà mai) in grado di sostituire certe funzionalità di un computer.
La versione 6 di iOS – E se c’è un altro motivo per cui i tablet non sono ancora all’altezza dei computer è sicuramente il loro sistema operativo. Apple prosegue nel rimandare, al contrario di Microsoft, il giorno di una perfetta e completa integrazione e sovrapposizione tra OSX (del quale è stata presentata la nuova versione Mountain Lion) e iOS, che in autunno arriverà alla versione 6. Piccoli miglioramenti, Siri (in italiano) anche su iPad e l’integrazione più stringente con Facebook hanno lasciato un po’ con l’amaro in bocca chi si attendeva novità più importanti, mentre quella già annunciata sull’adozione di un software proprietario per le mappe, integrato anch’esso con Siri per un sistema di navigazione completo e in 3D che conferma l’imminente rimozione di Google Maps dalla pre-installazione dei device Apple.
Apple continua dunque la sua strada solitaria come leader mondiale dell’hi-tech di consumo, e come brand più riconoscibile del globo. L’impressione è che Cook e soci stiano facendo di tutto per mantenere il perimetro Apple (virtuale e reale) assai distinto e disconnesso dal resto dei player, piegandosi soltanto quando è impossibile farne a meno (Facebook), e indirizzando tutte le proprie strategie nella direzione opposta e contraria a quella di Google, macchiatasi della “vergogna” Android. Il rischio è che accada quanto già successo a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta con Microsoft, ovvero che la “chiusura” diventi sempre più un percorso di nicchia, e che l’eredità ed il vantaggio tecnologico lasciati da Jobs vengano pian piano dispersi. In fondo, analizzando tutte le novità presentate ieri, su ciascuna di esse c’era ancora il marchio di Steve…

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