La SEO è morta, lunga vita alla SEO! Pare essere di moda celebrare i funerali di una disciplina vecchia quanto il Web. Molti confondono la sempre più decisiva presenza social con delle strategie mirate ed efficaci per ottimizzare la propria visibilità online. In realtà, l’approccio SEO è ancora (e lo sarà sempre) vincente nella sua forma più “pura” e d’alto livello, ovvero rendere più agevole l’indicizzazione dei contenuti ai motori di ricerca.

Il Web si complica, entrano in gioco tanti attori diversi, ma al momento in cui scriviamo non è ancora stata superata la logica secondo la quale il WWW è composto da un numero enorme (ma finito) di pagine HTML. Nonostante la presenza di tecnologie che articolano il contesto (Flash, JavaScript, ecc…), quest’asserzione è ancora vera.

La pagina, quindi: un insieme di elementi sensibili alle ottimizzazioni SEO, tanti accorgimenti che giungono in aiuto dei crawler dei Search Engine di modo da effettuare un parsing corretto e rapido dei siti, e che resteranno tali da qui ancora per molti anni.

  1. Il Title – Il titolo è il primo aspetto che sia il crawler, sia l’occhio umano vedono in relazione ad una pagina Web, ed alla sua presentazione nelle SERP. Resta quindi il fattore più importante, e la sua formattazione è la prima e basilare attività di un SEO, professionale o improvvisato ch’egli sia. Da prestare particolarmente attenzione alle prime parole del titolo: è preferibile accorpare le keywords più importanti all’inizio.

  2. La Description – Si tratta di un fattore principalmente “umano”, nel senso che il peso dato dagli algoritmi dei search engine è assai relativo, ma la descrizione di una pagina, all’interno di una SERP, aiuta molto l’utente a capire meglio a cosa la stessa si riferisce, e a decidere se vale la pena visitarla o no. Dietro una buona description c’è quindi la differenza tra una impression ed un click.

  3. Le Keywords – Se il titolo fornisce un’indicazione a crawler e utente del tema della pagina, le keywords e la loro disposizione e frequenza all’interno del testo danno ancor più il senso dell’articolo. Usare le giuste keywords non deve essere un “trucco” per indicizzare la pagina per le ricerche economicamente più “ricche”, ma un modo per far capire ai motori di ricerca, e quindi all’utenza, di cosa state parlando.

  4. La URL – Importante, ma meno di altri aspetti, è la formattazione dell’indirizzo http. Meglio se non di eccessiva lunghezza e con una corretta separazione delle keywords, per favorire l’indicizzazione, ma anche l’esportazione “manuale” degli utenti, in una sorta di passaparola elettronico che ultimamente è stato favorito dai social come Twitter e dai prodotti di abbreviazione come TinyURL.

  5. La qualità dei contenuti – Il meno quantificabile e descrivibile, ma sicuramente il più decisivo, a lungo termine, dei fattori. Un ottimo contenuto vi porterà tanti inbound link spontanei, di conseguenza un elevato pagerank e soprattutto trustrank…e se avrete la cura di aggiornare periodicamente il vostro articolo, diventerà fonte di visite per anni a venire!