Solitamente poco “chiacchierato”, come tutti i servizi business, Linkedin inizia il suo decimo anno d’attività forte di numeri consolidati e di un business model meno traballante rispetto ai colleghi più “popolari”. Nato come un modo per restare in contatto con le persone con cui si è lavorato, Linkedin è a tutti gli effetti diventato il CV online “ufficiale” di ogni professionista, ed un (in parte) inatteso strumento per cercare lavoro.

Se ne sono accorti un po’ tutti, anche in Italia, una delle community più popolose, che ha visto la crescita di agenzie di recruiting o di responsabili di HR che ampliano a dismisura la propria rete professionale per facilitarsi il compito di selezione dei candidati. Per questo motivo diviene importante non solo avere un profilo ben scritto e completo al 100%, ma anche ottenere le connessioni “giuste”.

1. Il ranking delle connessioni

Ecco come funziona l’algoritmo di ranking di Linkedin, relativamente al motore di ricerca delle persone:

  1. Inizialmente troveremo le nostre connessioni di primo livello con le quali abbiamo più connessioni o gruppi in comune, in ordine decrescente per completezza di profilo
  2. In seconda battuta faranno comparsa le connessioni di primo livello con meno elementi in comune, sempre in ordine decrescente per completezza di profilo
  3. Avremo poi le connessioni di secondo e terzo livello, con lo stesso criterio decrescente
  4. Passeremo quindi agli utenti che con voi condividono soltanto dei gruppi
  5. Infine tutti gli altri profili fuori dalla vostra rete

2. Le Sezioni più importanti

Dov’è che l’algoritmo va preferibilmente a pescare le parole chiavi ricercate dall’utente? Le sezioni principali sono:

  1. Nome: appare ovvio
  2. Headline: il vostro titolo principale
  3. Nome dell’azienda: poco da aggiungere
  4. Profilo professionale: utile soprattutto se la ricerca coincide
  5. Competenze: fondamentali nel caso di nicchie professionali

Non sperate invece di trovare vantaggi dal completare o ottimizzare all’inverosimile la sezione “Contatti”, in quanto non è indicizzata dalla ricerca di Linkedin.

3. Usare tutti gli slot

Potete iscrivervi fino a 50 gruppi ed inserire fino a 50 competenze: perché limitarvi? Pur partecipando sporadicamente, i gruppi sono un ottimo modo per ottenere visibilità e soprattutto per finire nei risultati delle ricerche altrui.

4. Variegare le keywords

Solitamente è possibile definire un profilo professionale usando diverse parole-chiave, cercate di farlo nella descrizione del vostro lavoro, così da intercettare tutte le ricerche effettuate con keywords differenti dal vostro ruolo.

5. Controllare le statistiche

Non perdete mai di vista i dati su quante persone vedono e visionano il vostro profilo, se le cose non dovessero andare bene potrebbe essere necessario un refresh, della foto come delle descrizioni.