Il nostro ospite di oggi è Valerio Notarfrancesco, noto marketer che si divide tra le moderazioni del Forum GT e i progetti dell’agenzia di copywriting PennamontataA Valerio, professionista del Web di lungo corso, abbiamo posto delle domande variegate con la speranza che la sua esperienza possa illuminare i mille dubbi che il panorama attuale sembra instillarci.

Ciao Valerio, intanto grazie per quest’intervista! Stiamo vivendo un periodo di forti mutamenti a livello di web-marketing, e volevamo avere l’opinione di un esperto come te! Negli ultimi 12 mesi abbiamo avuto una serie di sconvolgimenti che hanno colpito tutti i rami di questa disciplina:

  • SEO: gli aggiornamenti Panda e Penguin di Google
  • Social Media: le forti spinte di Facebook e Twitter verso le campagne promozionali, l’avvento e la crescita di Google Plus
  • PPC: il progressivo calo delle rendite, soprattutto quello legato ai banner di affiliate advertising

Per tutto ciò ti chiedo: siamo prossimi ad una “bolla”? E’ finita soltanto l’era dei grandi numeri facili oppure occorre, per chi non l’ha già fatto, modificare metodi e obiettivi?

Grazie a te Enrico. 🙂 Sono d’accordo con te, nel settore del web marketing stiamo vivendo un periodo di forti mutamenti e forti divisioni. Tuttavia lavoro nel settore dal 1995 e c’è sempre stata una bolla pronta a scoppiare e più di una volta in effetti è scoppiata.

Oggi vedo, purtroppo, una forte divisione tra chi si occupa di PPC, chi si occupa di SEO e chi si occupa di Social Media. Gli uni non considerano gli altri, anzi, direi che c’è quasi un atteggiamento di snobbismo reciproco e non considerano che al cliente interessa solo una cosa: promuovere la propria attività.

Occorre immediatamente modificare i propri metodi e obbiettivi in modo da avere una visione ampia del web marketing e poter così seguire i propri clienti in questo periodo di veloci mutamenti.

Un esempio? Il case history che ho appena presentato insieme a Pennamonta pone diversi interrogativi sui fattori classici della SEO e offre una possibile via d’uscita grazie all’impatto dei segnali dei social media sul posizionamento. In Pennamontata abbiamo quindi unito copywriting, seo e strategie social.

Aldilà delle oggettive difficoltà nell’utilizzarli come piattaforme di vendita più o meno “diretta”, ritieni ancora validi i social network come “megafono” di visibilità? Le ultime polemiche relative all’algoritmo EdgeRank di Facebook hanno messo in rilievo una gestione non troppo trasparente dei feed degli utenti, con un crollo accentuato della reach dei post, e con molti inserzionisti che stanno facendo le valigie dal prodotto di Zuckerberg…

Si, ritengo fondamentali i social media, però non li ritengo più validi “solo” come “megafono” di visibilità ma come tattiche di una strategia integrata di web marketing.

Per quanto riguarda Facebook è vero che c’è un crollo di visibilità dovuto al nuovo e furbesco EdgeRank di Zuckerberg, ma la strada da perseguire rimane sempre quella di innescare un passa parola digitale spontaneo.

C’è anche da considerare la demografia di Facebook sicuramente diversa rispetto a quella di 3 o 4 anni fa, quindi le strategie che hanno fatto la fortuna allora oggi non susciterebbero più lo stesso fascino sugli stessi utenti di Facebook di allora ma che oggi sono persone più mature.

Per fortuna comunque non c’è solo Facebook.

Il fenomeno del blogging è stato “sdoganato” da qualche anno, e progetti editoriali multi-autore come anche l’ultimo nato Huffington Post hanno creato una concorrenza piuttosto agguerrita su gran parte dei mercati tematici. Qual è, secondo te, lo stato di salute del movimento? Non pensi che l’esempio di questi progetti a collaborazione gratuita stia minando la qualità già decrescente dei contenuti o la professionalità di figure come quelle dei copywriter?

Ma non credo che progetti come HP possano minare nulla.

In 17 anni ho visto presentarsi sulla Rete tanti di qui colossi con le loro dichiarazioni di rivoluzionare il web e poi alla fine sono tramontati più velocemente che il sole all’equatore.

Il blogging per come la vedo io è la massima espressione della propria individualità o dell’identità unica di un’azienda. Ecco perché un bravo blogger non deve temere nulla da questi progetti, anzi, ritengo che molto facilemente possa aumentare il traffico sul proprio blog dimostrando la propria bravura e la propria originarietà, ovviamente curando anche gli aspetti SEO.

I copywriter poi, figura professionale a cui tengo moltissimo lavorando in Pennamontata, fanno un lavoro diverso da chi scrive su un blog o da chi scrive come giornalista. Il loro compito è quello di proporre nel modo migliore un prodotto, un’informazione, un sito.
Anche i copywriter dunque possono trarre un beneficio dal confronto con certi progetti.

Parliamo un po’ di motori di ricerca. Dalle parti di Microsoft le stanno veramente tentando di tutti i colori per far crescere la quota di mercato di Bing: partnership con i vari social, rewards, campagne marketing basate su contest con Google…pensi che riusciranno mai a rosicchiare qualcosa a Big G? Il loro peso in Italia è veramente risibile…

No, non penso che Bing riuscirà mai a imporsi né in Italia né all’estero.

Per farlo dovrebbe proporre qualcosa di innovativo e rivoluzionare il mondo dei motori di ricerca. Oggi Bing e Google offrono quasi gli stessi servizi e usano quasi le stesse strategie.

Infatti molte informazioni sul blog per webmaster di Bing sono utili per capire il funzionamento di Google (si sbottonano di più ;-)).

Perché una persona dovrebbe usare Bing se più o meno offre le stesse cose di Google?

Rivoluzionare un settore comunque non è impossibile, e infatti nella search lo fecero due ragazzi, Larry Page e Sergey Brin, nel 1997 creando l’algoritmo che sarebbe stato dietro al primo Google.

Io sono convinto che si saranno sempre due ragazzi pronti a rivoluzionare un settore.

Tornando un po’ al tema della prima domanda: allo stato attuale come peseresti le risorse in una strategia di web-marketing complessiva? E’ vero che è fondamentale diversificare, ma fino a che punto? Credo che alcune volte si voglia fare un po’ di tutto, ma non si faccia nulla veramente bene…

Hai ragione Enrico, spesso si vuole fare un po’ di tutto, male e velocemente. Non c’è però una ricetta giusta per tutti e non tutti cucinano nello stesso modo.

In Pennamontata l’ingrediente base è il copywriting, cioè la progettazione e creazione di contenuti deliziosi, il tutto servito su un vassoio di SEO.
Poi come il case history di cui parlavo sopra, è necessario integrare delle strategie social in grado di innescare segnali “naturali e spontanei” sia per generare il passa parola, sia per un impatto sul posizionamento.

Concludo con una seo-previsione o consiglio per i tuoi lettori. Attenzione a quello che ho scritto sopra tra virgolette, segnali social “naturali e spontanei”. Google ha già avvertito e, come dicono a Mountain View