Avete fondato il vostro business online oppure nel mondo “reale”? Credete anche voi fermamente nella componente social del Web 2.0, e nelle capacità di conversione di piattaforme come Facebook, Twitter o Pinterest? Questo pensiero ha più di un fondo di verità, ma occorre anche argomentarlo ed integrarlo con tante best practice che possono aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi in minor tempo.

Le strategie di social media marketing differiscono infatti da quelle più classiche di SEO o web marketing perché chiamano in causa un aspetto fisiologicamente più mutabile: l’essere umano. Se per scalare le SERP contano tanti bei numeri (backlinks, pagerank, keywords…), per diventare popolari e conseguentemente fidelizzare potenziali o effettivi clienti al proprio brand (a qualsiasi settore esso appartenga) occorre anche un po’ di savoir faire. Una posizione su Google si può recuperare, una penalità si può togliere, ma se venite meno alla fiducia/stima degli utenti, li avrete persi per sempre.

Di seguito vi presentiamo dieci operazioni sui social che potrebbero mettervi in difficoltà o in “cattiva luce” con gli utenti, facendo fallire la vostra strategia.

1. Cavalcare i trend “scorretti”

Avete presenti i Twitter Trend Topics? Si tratta degli argomenti più postati sul social di Dorsey in quel momento, descritti dai rispettivi hashtags. Anche Google Plus ha una funzionalità simile. Sebbene sia logico pensare di usare uno dei quei hashtags per rendere più “visibili” i vostri post, cercate di non esagerare: spesso nei TT vi sono argomenti di cronaca, oppure emergenze nazionali come uragani o terremoti. Sfruttare quegli hashtags a fini commerciali potrebbe mettervi in una situazione imbarazzante, come è già accaduto nella realtà (pensate a Groupalia). E se la strategia del fail può essere assorbita se siete una grande realtà, e la visibilità negativa genera comunque un boom di contatti, se siete medio-piccoli può farvi terra bruciata attorno.

2. Presenza sociale automatizzata

Siete dei fanatici del social scheduling? Bene, sicuramente programmare la pubblicazione dei post può aiutarvi enormemente a gestire il carico del lavoro, ma non pensate di lasciate fare tutto a Hootsuite et similia: ci sono casi in cui è necessario pubblicare live, cogliere l’attimo, interagire in diretta con il vostro target.

3. Essere ovunque, e non esserci

Di social network ce ne sono ormai veramente tanti, ed alcuni possono vantare dei numeri ragguardevoli che fanno sembrare doveroso esserci per non perdersi qualche nicchia di mercato. Cercate di scremare bene cosa fare e non, invece, meglio avere un account in meno che averli tutti senza utilizzarli efficacemente.

4. Postare tutto, dappertutto

Pensate che la soluzione per limitare il vostro effort sia collegare l’account del vostro social “principale”, quello che aggiornate e curate costantemente, con tutti gli altri per propagare gli stessi post? Potrebbe anche funzionare, ma valgono gli stessi dubbi espressi al secondo punto, ricordando inoltre che ogni piattaforma gode del suo linguaggio, tempi, modi e dinamiche.

5. Non ammettere l’errore

Potrete pure essere il più grande social media manager della storia, ma a volte capita comunque di commettere qualche errore. Scrivete una sciocchezza, offendete qualcuno, e così via. Siamo nei social, l’essere umano è centrale, con tutti i suoi difetti, manie e fissazioni. La soluzione è sempre la stessa: ammettete l’errore, chiedete scusa, e andate avanti. Far finta che l’errore non ci sia stato lo renderà soltanto più grande agli occhi dei vostri utenti/clienti, e vi farà perdere (oltre alla credibilità) anche l’empatia e la simpatia degli stessi.

6. Mollare subito un’idea

Vi aspettate il massimo dalle vostre strategie? L’ambizione è giusta e ammirevole, se non si trasforma in ansia da performance. Il coraggio della sperimentazione risiede anche nel coltivare gli esperimenti, senza attendersi istantaneamente la “svolta”. D’altronde non tutto quel che si produce ha le caratteristiche per essere “virale” (vedi punto 10), pertanto può crescere e portare dei risultati in tempi più lunghi.

7. Pensare solo a vendere

D’accordo, se siete sui social non è per farvi nuove cerchie di amici oppure la fidanzata. Ci siete per lavoro, dovete promuovere il brand, e cose di questo genere. Cercate però di non farlo vedere troppo. Se ogni vostro post ha questo messaggio subliminale (“COMPRA! COMPRA! COMPRA!”) potreste infastidire la vostra audience. E’ un dato di fatto che se i social fanno tanta fatica a monetizzare è proprio perché gli utenti preferiscono cazzeggiare che dare retta all’advertising spiattellato lungo le pagine.

8. Tenere tutto per voi

Volete bene agli utenti che vi seguono sui social? Allora dimostrateglielo! Magari con qualche contenuto speciale a loro dedicato, ma soprattutto REGALANDO qualcosa! Prodotti, buoni sconto, offerte speciali…i vostri sapienti messaggi sapranno intrattenere migliaia di fan, ma qualche concreta gratifica potrebbe farli aumentare e diventare presenze fisse dei vostri lidi.

9. Darsi troppo un tono

Per gli stessi motivi del punto 7, cercate di non sembrare troppo professionali. Siete su un social, sembrate umano, relazionatevi con gli altri, interagite, magari facendo anche qualche battuta. In questi canali il tono (sbagliato) può penalizzare in maniera definitiva.

10. Solo Virale 

Pensate che l’obiettivo delle vostre strategie social sia soltanto quello di pescare il jolly, ovvero trovare quel contenuto “virale” che vi faccia fare il “botto” di visibilità? Spendete giornate intere a pensare ad un video, un articolo, una canzone che possa diventare il tormentone del Web? Avete dimenticato che un modo per diventare virale può essere non pensare a come diventarlo, o che magari la vostra tipologia di mercato non lo prevede: se vi occupate di comunicazione per un’azienda che vende stufe a pellet, credete veramente che quel certo tipo di popolarità porti il vostro cliente a vendere di più?