140 caratteri, Odi et amo. Il rapporto di molti utenti con il limite imposto da Twitter per i messaggi è, più o meno, riassumibile in questo verso catulliano.
Quante volte vi è successo di scontrarvi con quel – che segna che avete scritto troppo, di dover rinunciare a una congiunzione, a uno spazio dopo la virgola. Dover riscrivere il testo, riformularlo per poter mettere il link, la citazione e l’hashtag di cui il vostro tweet aveva bisogno dando al tutto un senso compiuto?

Secondo alcune indiscrezioni, pubblicate da ReCode, dalle parti di San Francisco starebbero pensando a dei cambiamenti radicali, alla ricerca di una crescita che, come noto, fatica ad arrivare.
Le ipotesi vanno dall’eliminazione tout court del limite dei caratteri (come è già successo per i messaggi privati) all’esclusione dal conteggio dei caratteri dei link, delle immagini e delle menzioni, in modo da lasciare più spazio ai messaggi degli utenti. Una strada che eviterebbe che gli utenti si poggiassero a servizi esterni come TwitLonger (che permette di rimandare a un sito dove leggere il post per intero) o l’app OneShot (che permette di postare foto di testi).

Ma la vera domanda è: cosa succederebbe a un Twitter senza il limite dei 140 caratteri? Cosa lo renderebbe diverso da Facebook?
Proprio quella richiesta di sintesi era la chiave di Twitter, dando velocità, rendendolo un ambiente adatto ai live o al commento di eventi e show televisivi.
Messaggi brevi, leggibili in poco tempo, non lunghi sermoni in cui perdersi.

Staremo a vedere cosa ci sia di reale in queste voci e quali saranno le prossime sorprese di Twitter.