Facebook è fonte di notizie (e di polemiche) soprattutto per tre motivi: il numero degli utenti, i problemi di privacy, e le revisioni grafiche. L’introduzione forzata della Timeline (in Italia viene chiamato “Diario”) non ha scontentato solo molti utenti, per i quali è invocabile la sempre ottima scusante dell’abitudine, ma anche numerosi brand e professionisti che con il social di Zuckerberg ci fanno business, e che sono dovuti correre ai ripari di fronte ad un update che ha messo in forte difficoltà i loro affari.

I rumors delle ultime settimane indicano che sono in corso degli esperimenti (magari sotto forma di test A/B) riguardanti delle modifiche alla Timeline; il cambiamento più evidente sembrerebbe essere quello di una singola colonna per i post, ma al momento non sembrano esserci delle conferme ufficiali a riguardo.

Quel che è vero è che la Timeline, soprattutto per com’è strutturata ora, non è uno strumento ottimale per generare social ROI su Facebook. Abbiamo individuato almeno tre ragioni atte a suffragare questa nostra ipotesi.

Pagine come profili –  Il Diario ha decisamente appiattito la differenza tra un profilo utente ed una pagina fan; adesso come adesso non è immediatamente distinguibile, calcolando che anche un utente può settare la propria vanity URL. Sebbene alcune ricerche affermino che la Timeline abbia causato un aumento dell’engagement rate verso i brand, forse questo dato può essere vero per i fan già acquisiti, ma per i marchi meno established che vogliono espandere la propria fan-base?

User-experience confusionaria – Non è affatto semplice districarsi all’interno della Timeline. Ritrovare i vecchi post, capirne la cronologia, in generale leggere e fruire dei suoi contenuti. Il layout a due colonne non è stato apprezzato da nessuno e, sebbene sia condivisibile la possibilità di scorrere l’intera cronologia di un profilo o di una pagina, il modo in cui viene fatto fare mina l’intera esperienza dell’utente.

La morte dei tab e delle landing page – I più grossi (e deleteri) impatti sono stati generati a livello di social media marketing. Prima della Timeline, le pagine di Facebook avevano un’interessante funzione, i tab, grazie ai quali un gestore poteva configurare più pagine all’interno del proprio profilo. Questa feature permetteva quindi di creare delle vere e proprie landing page dove i marketer riuscivano a stimolare delle conversioni di qualsiasi tipo (iscrizioni a newsletter, promozioni, ecc…): la forza dello strumento risiedeva nel fatto che qualsiasi pagina poteva essere sostituita a quella principale come prima pagina da far vedere a chi atterrava sul profilo, soprattutto nel caso in cui non fosse ancora fan.

La Timeline ha spazzato via questa possibilità: in ogni caso l’utente atterra sulla pagina della cronologia dei post, i tab sono stati convertiti a forza in applicazioni che visualizzabili (male) nel pannello delle informazioni, non si riesce più a generare conversioni perché non si riesce a far atterrare gli utenti altrove, almeno gratuitamente. Infatti utilizzando Facebook Ads potete promuovere anche le pagine secondarie della vostra Fan Page: bella forza, direte, pagate…

Bibliografia

The New Facebook Timeline 2012