Cosa bolle in pentola, in casa Facebook? Le voci sono sempre molte, il social network più grande del mondo non è mai fuori dalla notizia e l’ultima indiscrezione, scoperta casualmente qualche giorno fa da uno sviluppatore, riguarda la creazione di un nuovo pulsante d’interazione d’affiancare al classico “Like”, ovvero il “Want”, che potrebbe avere il seguente aspetto.

 

 

Sebbene l’azienda non abbia confermato nulla di specifico, ha comunque ammesso di continuare i propri sviluppi sulla piattaforma. Ma cosa comporterebbe un’introduzione del genere? Analizziamo i vari aspetti di uno scenario potenzialmente sconvolgente ed epocale nella storia dei social.

Ampliare le regole d’interazione – Pur trattandosi di qualcosa che si muoveva dietro le quinte già da parecchio tempo, come preannunciato lo scorso settembre all’F8 Developer Conference, finora nulla era andato contro i tradizionali strumenti d’interazione social, ovvero il “Like” per apprezzare un oggetto (post, contenuto multimediale…), lo share per condividerlo con la propria cerchia, e la possibilità di commentarlo: il tutto trova equivalenza negli strumenti degli altri social generalisti come Twitter (preferito, retweet, reply) e Google Plus (+1, share e commenta).

Con il “Want” Facebook aggiungerebbe un’altra tipologia d’interazione, adeguando il proprio ambiente Open Graph con beni fisici e virtuali che l’utente potrebbe desiderare.

Advertising potenziato – E’ chiaro che il “Want” è uno strumento di targettizzazione molto più stringente del generico “Like”. A differenza dei widget di terze parti già in precedenza sviluppati (e spesso rimossi) con funzionalità similari, in questo caso il dato è controllato da Facebook, che può “rivenderselo” a tariffe più elevate ai vari inserzionisti.

Sebbene alcuni abbiano criticato General Motors per la sua scelta di non investire più in campagne pubblicitarie sulla piattaforma, non sono in pochi a pensare che i Facebook Ads siano spesso inefficaci. Il pulsante “Want” potrebbe quindi facilitare un percorso di vendita più diretta.

L’obiettivo Amazon – Non è così peregrino ipotizzare che le implicazioni più importanti di questa feature cadano nel mondo e-commerce, più che nell’advertising. La somiglianza con la vecchia funzionalità wish-list di Amazon non è sfuggita, ed il desiderio di puntare forte sul social-commerce potrebbe aprire nuovi canali di revenue, utili per calmierare un mercato finanziario che in Borsa finora non è stato tenero con l’azienda di Mark Zuckerberg.

Vengono in mente tanti utilizzi: dall’integrazione con il nuovo App Center all’acquisto dei Games (che tanti introiti portano al social), passando alle pagine di piccoli e medi business con vetrine e store integrato in Facebook (magari pagando con i Credits), oppure interfacciare le applicazioni dei compleanni in modo da regalare all’amico quel che egli ha espresso di desiderare in passato.

Se è vero che attualmente Facebook è referenziato nel 22% delle pagine Web mondiali e resta al top delle classifiche per tempo speso sulle proprie pagine (una media di 6 ore al mese per utente!), cosa potrebbe succedere se fosse possibile fare shopping online senza mai spostarsi dal social?

I potenziali rischi – Nondimeno, questa introduzione comporterebbe possibili controindicazioni, di natura “emotiva” quanto tecnica. Vediamoli in ordine:

  • La questione privacy: il pulsante “Want” è un altro passo di Facebook all’interno della selva di dati personali dell’utente. Sapere che gli amici conoscono tutti i nostri desideri può non essere piacevole per tutti, soprattutto visto come il social mal gestisce le impostazioni, le visualizzazioni e come spesso le imponga agli utenti.
  • La prima regola dei social: tutti i guru dei social media lo ripetono come un mantra, “non fare vendita diretta su un social, usalo per interagire con i tuoi clienti e per creare brand fidelity”. Uno strumento come il “Want”, con tutto il suo indotto funzionale, potrebbe sgretolare questo dogma, oltre a suscitare una sensazione sgradevole per chi (la maggioranza degli utenti) lo usa solamente per comunicare con i propri amici e potrebbe non tollerare una metamorfosi in strumento di vendita.
  • Frammentazione dell’interazione: il “Like” è sempre stato uno strumento immediato e virale, con il “Want” questa situazione potrebbe cambiare? Pensate ai tanti click involontari, specialmente nell’ancora poco usabile versione mobile, cosa potrebbero generare ed introdurre nella già caotica user experience del social?
  • Difficoltà di gestione: la storia ci ha insegnato come Facebook abbia sempre avuto difficoltà nel gestire gli ampliamenti e le integrazioni della piattaforma. Ricordiamo ad esempio lo start fallimentare della casella email ed il finora limitato utilizzo della geo-localizzazione. Il tutto per non trascurare il fatto che il “Want” potrebbe comunque risolversi in una bolla di sapone.

E voi, cosa ne pensate di questa possibile novità?