Il fenomeno della social media curation è esploso da circa un paio d’anni e sta “collezionando” la nascita di una serie di prodotti che permettono di ordinare e catalogare tutte le categorie dei media, dai foto, ai video, alle opinioni e ai link, e così via. D’altronde questa è anche l’epoca delle cosiddette app di produttività, tutti quegli strumenti che permettono all’utente di elencare appunti, note, attività senza mai dimenticarsi o perdersi nulla, per il proprio lavoro, ma anche per gli hobby o semplicemente per il mero menage famigliare.

E’ dalla fusione di queste due tipologie di prodotti che nasce Clipboard, una startup che sta facendo parlare di sè da qualche mese, e che da alcuni giorni è stata aperta al pubblico (prima era solo ad inviti). Fondata da Gary Flake (ex-ideatore di importanti laboratori di ricerca come quelli di Microsoft, Yahoo e Overture), Clipboard si basa sul concetto di salvare dati, informazioni, immagini interessanti per l’utente in una cartella online, rispolverando quindi il classico concetto desktop del copy&paste.

Lo strumento da utilizzare, per operare dopo essersi registrati, è il cosiddetto Clipper che, nella sua versione da bookmark assomiglia pericolosamente al pulsante “Pin It!”, ma che nella forma di estensione per browser (disponibile per Chrome e Firefox) fornisce dei gradi di complessità all’operazione di clip: l’utente potrà scegliere se selezionare solo il testo (o porzioni dello stesso) dalla pagina (una forma visivamente simile ai vecchi ritagli di giornale), oppure intere sezioni della pagina mediante selezioni rettangolari, o se lasciar perdere ogni raffinatezza ed effettuare un bookmark old-style della pagina Web.

Come ogni prodotto di media curation, anch’esso è basato sul concetto delle board, ma a differenza di Pinterest o altri, la creazione è strettamente legata all’hashtag prescelto, che sarà presente anche nella descrizione del clip. Questo presume che un clip possa essere automaticamente inserito in più board. La caratteristica importante di Clipboard è che il clip non viene automaticamente reso pubblico, ma soltanto dopo un click aggiuntivo dell’utente a seguito della pubblicazione in board: il discorso è valido anche per gli utenti che seguono, e a quanto pare, da statistiche recenti, solo il 20% del materiale delle clip viene reso pubblico.

Questa particolarità permette a Clipboard di prendere un po’ le distanze dalle bacheche un po’ voyeur di Pinterest, e andare a pescare con forza nelle basi-utenze di Evernote o Dropbox. Alzi la mano chi non si è mai trovato nella necessità, per una ricerca personale, di collezionare link o testi, spesso riempiendo in maniera disorganizzata la propria barra dei preferiti su browser.

La Pagella

Design – Pulita e leggibile la sezione interna delle board, meno apprezzabile la scelta cromatica di background della dashboard, che evidenzia poco i tag riportati nel frame verticale sulla sinistra. – 6,5/10

User Interface – Il clipper è un efficace compagno di navigazione, finchè si tratta di selezionare testo o fare bookmark. La selezione rettangolare di singole porzioni della pagina è invece piuttosto scomoda, dubitiamo venga utilizzata molto. L’interfaccia di gestione delle board è intuitiva. – 7/10

Social – Permette la registrazione solo mediante Facebook (oltre che via email). Una volta registrato, puoi collegare anche gli account di Twitter e Linkedin, cercando persone che conosci o permettendoti l’invito a chi non è ancora iscritto. Un utente può seguire e reclippare materiale pubblico di altri utenti, oppure effettuare sharing mirato dei suoi clip mediante l’uso della menzione con il carattere “@”. In complesso si tratta di un sistema funzionale, poco invasivo e rispettoso della privacy  – 7,5/10

Mobile – Clipboard non è ancora disponibile come app mobile, ed immaginiamo le difficoltà che avranno gli sviluppatori nel porting di quello che sembra essere un tipico prodotto desktop – n.g.

Globale – Clipboard è il tipico prodotto utile per chi fa un uso molto esteso del Web, per numero di pagine visitate. Probabilmente non diventerà mai troppo popolare a causa di un sistema social assai riservato, ma potrà ritagliarsi il suo spazio importante nelle app di produttività. Ci aspettiamo comunque grossi aggiornamenti in futuro, di punti da migliorare ne vediamo molti, sopratutto per la parte grafica – 7/10