A Mark Zuckerberg sembra interessare molto, il panorama delle startup dal sangue italico. Le chiamo così perché sebbene i fondatori (Dino Distefano e Cristiano Calcagno) siano italiani Doc, la nascita e la crescita di Monoidics è avvenuta a Londra e si è poi proliferata con altri due uffici a Seattle e Tokyo.

D’altronde, la storia personale di Distefano sembra essere un manifesto classico del Bel Paese: menti brillanti, struttura e organizzazione interna fatiscente. Non avendo superato il concorso per il dottorato alla Normale di Pisa, Distefano è dunque salpato qualche anno fa sul suolo britannico dove, dopo un po’ di carriera accademica, nel 2009 ha appunto fondato Monoidics.

La startup è specializzata nel debugging, ovvero nell’individuare e correggere i bug di programmazione all’interno di altri software. Il loro prodotto di punta, INFER, è stato molto utilizzato dalle multinazionali asiatiche in ambito industriale, prima di entrare nel mirino di Facebook.

L’annuncio dell’acquisizione è stato dato sul blog ufficiale della startup, e al momento non si conoscono i termini dell’accordo. Quel che è trapelato è che Monoidics non si trasferirà a Palo Alto, ma resterà a Londra per lavorare principalmente sul comparto mobile. Conoscendo le performance della app di Facebook sui vari device, siamo sicuri che ci sarà molto lavoro da fare…