Nella serata di ieri è stata presentata ufficialmente, via live conference, una nuova startup italiana che ambisce a ridefinire in una sola soluzione concetti come influenza, opinione ed il meccanismo dei prodotti Q&A. PeopleStat inizierà la fase di beta-testing il prossimo 10 luglio 25 ottobre e sta raccogliendo utenti (già intorno a quota 800) che potranno valutare e segnalare bug, problemi e suggerimenti sul prodotto, che dovrebbe uscire dalla beta nel prossimo autunno.

L’idea alla base – Secondo gli ideatori di PeopleStat, l’attuale panorama di prodotti social in giro per il Web, pur attirando centinaia di milioni di utenti, non è in grado di catturarne quello che loro chiamano il sentiment, ovvero l’opinione delle persone riguardo a qualsiasi argomento, d’interesse pubblico o meno.

A differenza di svariati panel di sondaggi, quindi, PeopleStat dovrebbe permettere agli utenti non solo di creare le domande e poter rispondere a quelle altrui, ma di ricavarne statistiche e proiezioni pur in presenza di risposte “aperte”, utilizzando un algoritmo proprietario in grado di fare il parsing e rielaborare gli hashtags contenuti nelle risposte stesse.

Livelli di iscrizione – Dapprima disponibile soltanto in versione free, la roadmap del progetto prevede l’introduzione dell’iscrizione Premium nel prossimo Febbraio. Questa versione sarà principalmente dedicata ad aziende e agenzie demoscopiche che potranno pubblicare domande “sponsorizzate” e verificare, mediante delle statistiche avanzate fornite da PeopleStat, le risposte fornite dagli utenti.

Il team di PeopleStat è stato già contattato da alcuni partiti e movimenti politici (PD e Popolo Viola), e questo lascia intravedere le potenzialità di uno strumento che potrebbe essere utilizzato per interpretare il pensiero della gente comune se non addirittura in fase di espressione di voto o exit poll.

Privacy e verifica utenti – Per un prodotto del genere, così incentrato su argomenti anche importanti come la politica, la società, avere un focus sulla privacy è cruciale. PeopleStat garantisce che i dati personali degli utenti non saranno forniti all’esterno, né nelle statistiche (i dati saranno esclusivamente aggregati) né effettuando reselling della banca-dati, attività compiuta da altri network. Il profilo utente sarà visibile a tutti, ma solo nei dati non personali (ad es. il nickname); sarà poi scelta dell’utente stesso collegarlo ad altri account social dove i suoi dati sono visibili.

In un periodo in cui si è posto più volte l’accento sulla veridicità degli account dei social, PeopleStat s’impegna a verificare i dati degli account, grazie soprattutto al fatto che gli utenti potranno essere ricompensati (in varie forme) per le risposte fornite alle domande “sponsorizzate”, pertanto saranno essi stessi “incentivati” a fornire informazioni veritiere.

Il widget – Ma come è possibile che, con tutti i social che ci sono in giro, il team di PeopleStat possa pensare di attrarre una mole sufficiente (e soprattutto variegata) di utenti tali da attribuire una credibilità scientifica ai dati raccolti? Il portale ha una grafica essenziale (tendente allo scarno) che può essere efficace ma non ottimale per “convincere” persone ad iscriversi, nonostante le ricompense.

Il punto-chiave resta il widget, una componente customizzabile che può essere installata su qualsiasi sito/blog ne faccia richiesta, in particolare quelli delle aziende clienti, e che visualizzerà le domande/risposte d’interesse o pertinenza del sito stesso. In questa maniera chiunque potrà registrarsi direttamente dal sito ospite e rispondere, trasformando PeopleStat in un vero e proprio web-service Q&A, ed aumentando di molto le possibilità di raccolta degli iscritti. Il traguardo fissato dal team è di 30000 utenti entro fine 2012.

Ci riusciranno? Al beta-test, e a quanto ne seguirà, l’ardua risposta…