Il loro motto è sempre stato “Don’t be evil”, ma nel panorama tecnologico mondiale tutti i principali competitor considerano ormai Google come il Nemico, il Male supremo da arginare al punto da allearsi tra di loro per riuscire nell’intento. Si tratta di un fenomeno che sta prendendo piede negli ultimi tempi, e che è stato confermato anche dalle ultime scelte di mercato e di prodotto operate da Apple e annunciate al WWDC 2012.

Come può essere letta questa tendenza? Sicuramente come un’implicita ammissione della forza dell’azienda guidata da Larry Page, che sebbene molti considerino ancora troppo legata al proprio core-business (la ricerca) e ai ricavi di advertising ad esso connessi, è riuscita negli anni a creare un eco-sistema tecnologico trasversale e a sé stante che l’ha trasformato in leader di mercato in settori assai strategici.

Il comparto Mobile – La battaglia più cruenta, allo stato attuale, è quella che Google combatte contro Apple per il dominio del mercato dei sistemi mobili, per smartphone e tablet. Al momento, Android è in vantaggio sui primi mentre arranca dietro l’iPad per i secondi, ma appare indubbio come a Cupertino temano la concorrenza di Mountain View in un settore che loro stessi hanno sdoganato per primi verso il largo consumo, ma che con un sistema operativo multi-piattaforma potrebbe trasformare la sfida nella riproposizione di quanto successo vent’anni prima con la battaglia PC vs Mac.

L’itinerario è dunque quello di escludere tutti i servizi Google da iPhone e iPad, almeno come pre-installazione. Aldilà dell’introduzione del sistema proprietario di mapping per sostituire Google Maps, è da rilevare la rinnovata partnership con Facebook e Twitter, che gli utenti Apple troveranno perfettamente integrati sui propri dispositivi, soprattutto il primo, a partire dal rilascio di iOS 6. Considerate le (finora) pessime release mobili di Facebook, è possibile che quest’alleanza sia un modo per unire le rispettive competenze per creare una credibile versione mobile del social più diffuso al mondo.

Il comparto Ricerca – Nessuno crederebbe che Google sia attaccabile sulla Ricerca. E in linea generale, probabilmente non lo è. Resta il fatto che ogni punto percentuale di quota-mercato che viene eroso è una vittoria. Il più “prossimo” dei competitor diretti è Bing di Microsoft, da sempre alleata di Facebook, che fino a qualche tempo fa lo utilizzava come motore per le proprie ricerche interne.

La nuova feature proposta dai ricercatori Microsoft è invece il cosiddetto Bing Social, ovvero un’integrazione sulla spalla destra delle SERP che comprende i contatti Facebook e Twitter dell’utente, che si ritrova in grado di cercare suggerimenti tra le sue amicizie. Una sfida frontale e antitetica a Search, Plus your World di Google, che integra i risultati social di Plus nelle SERP.

La minaccia più pressante potrebbe però arrivare dal futuro. Cosa ci potrebbe essere di più deleterio per un business che punta molto sulla ricerca scritta e sul click di Ads testuali? Le answering machine come Siri, ovviamente: cosa c’è oltre la ricerca? La risposta esatta, subito. Senza click, usando solo la voce. E magari con dei risultati suggeriti da una piattaforma di raccomandazioni come Yelp, rivale di Google nell’ambito delle recensioni di esercizi commerciali (da poco migrate da Places a Local su Plus).

E’ chiaro che Siri è ancora una minaccia embrionale. E che Google si sta già muovendo verso scelte di prodotto più intrise di AI, come Knowledge Graph e possibilmente la ricerca semantica.

Il comparto Social – Anche se nel mondo dei Social Google è l’ultimo arrivato con il suo Plus, il timore dei competitor è che, come sta già avvenendo, Big G ne faccia il fulcro delle propria pletora di (utilizzatissimi) servizi. Sebbene sia ancora lontano come numeri, Plus può diventare una minaccia se molte aziende o brand completeranno il ragionamento “Presenza su Plus -> Maggiore Visibilità su Google -> Maggiori introiti”.

E’ anche per questo motivo che Facebook ha stretto le già citate alleanze con Microsoft, potrebbe realizzare un proprio browser (comprando Opera?) se non addirittura un proprio motore di ricerca indipendente. Si tratta di una serie di strategie atte a fornire sempre più possibilità di esperienze Web prive di Google. Un po’ come Apple, che addirittura estende il concetto ad esperienze online prive di Web, grazie al suo florido mercato delle App.

E’ immaginabile un mondo tecnologico senza Google?

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  • Fintanto che Google appoggia l’open source (anche in forma limitata), la concorrenza dovrà sudare il doppio per riuscire ad eguagliare il risultato.

    Microsoft, Apple hanno in comune una pessima strategia di vendite: con la Nokia, Win sta floppando. Tanto è vero che a distanza di 6-8 mesi, nokia ripropone i lumia con symbian.
    Inoltre, per ogni smartphone non-win che htc,lg &co producono, un tot di dollari devono esser versati come cauzione per l’uso dei brevetti.

    La stessa Lg ha dichiarato (1 mese fa) di voler mollare ogni fornitura Microsoft per passare “ad altri ambienti di sviluppo” (Open Source).

    Quindi, con questi “favolosi” risultati, Google è in una botte di ferro: gli utenti, noi, potremo smetterla di guardar su facebook, e seguire ciò che ci interessa su gPlus (se cambio la copertina del profilo, non viene notificato a mezzo mondo).Inoltre, le aziende hanno a disposizione contratti vantaggiosi per la suite gDocs, i ChromeBook e molti altri: tutti quanti finalizzati a risparmiare, versando un contributo mensile.

    Pertanto, Google potrà perdere terreno, ma a fronte di innumerevoli sforzi da parte di MelaMarcia e Little M

  • stefano leva

    Gran bell’articolo. Credo peró che, antipatia dichiarata da parte di Apple, la tesi del complotto totale contro Google sia un pó esagerata. La casa madre dell’iPhone e Microsoft non possono altro che difendere il proprio business e per fare ció devono allargare i propri interessi in settori che sono diventati strategici e dove Google recita giá da qualche anno un ruolo fondamentale. Facebook dal canto suo ha bisogno di “esposizione” per possibilmente aumentare i propri guadagni e fino a che (se mai) non disporrá di una propria piattaforma non puó altro che allearsi con Apple e Microsoft che a loro volta, soprattutto la prima, non posseggono un ecosistema “social” integrato paragonabile all’equazione Android-Google account.
    Ho trovato, in merito, questi due interessanti articoli:

    http://www.datamation.com/feature/why-google-and-apple-are-now-enemies-1.html

    e

    http://blogs.wsj.com/cio/2012/06/12/the-morning-download-how-apples-crusade-against-google-hurts-business/

    Nel complesso credo si possa affermare che tale concorrenza non possa che fare gli interessi del consumatore se non altro dal punto di vista strettamente tecnologico.
    Aspetto di vedere sul mercato soluzioni tipo WebTop di Motorola con piena integrazione Android-Chrome OS e a quel punto la battaglia s’infiammerá definitivamente; quando cioé diventerá ufficialmente una scelta a tre la ricerca nel proprio nuovo pc o laptop sugli scaffali dei negozi, tra Windows, OSX e Android il cerchio sará chiuso e le percentuali di diffusione appariranno molto diverse da quelle a cui siamo stati abituati per quasi trent’anni.
    Onore, in questo, a Google che, seppur con qualche ombra, é riuscito nell’impresa, dove hanno fallito in tanti, di creare un terzo polo e in quella di elevare l’open source al ruolo concreto di contendente.

  • Pingback: Google, il vantaggio è Mobile | webpointzero.com()

  • E-goo

    Scenario molto interessante
    http://www.e-goo.it