Microsoft, il terzo incomodo del settore mobile

La presentazione, tenutasi ieri a New York, del nuovo Nokia Lumia 920 da parte del CEO Stephen Elop è stata anche un’importante occasione per Steve Ballmer di ribadire la politica dell’azienda di Redmond di forte aggressione del settore Mobile. Il CEO si è infatti sbilanciato in un importante pronostico, indicando la quota di 400 milioni di dispositivi basati sui neonati Windows 8 e Windows Phone 8 che verranno prodotti da qui ad un anno.

Da un lato, quindi, vi è stata l’ottima impressione suscitata dal nuovo smartphone di Nokia, che sembra aver imparato dagli errori del passato ed è dotato di alcune features notevoli come la fotocamera da 8.7 Mp con PureView e il caricabatteria wireless; dall’altro, la domanda che tutti si pongono è sempre la stessa, ovvero se Microsoft sarà mai in grado di ritagliarsi una fetta di mercato importante in un settore che al momento è diviso a metà tra la Apple ed il sistema operativo Android di Google.

I punti a sfavore – Il primo punto di difficile approccio è quello relativo allo store e alle app in esse contenuto. Ballmer ha entusiasticamente rivelato il raggiungimento di quota centomila applicazioni, ma qualcuno gli dovrà ricordare che sia l’App Store che il Play Store vantano ormai quasi 700000 applicazioni a testa. Se i numeri non bastassero, sarà poi necessario rammentargli il detto “Apps make devices”, è la qualità delle applicazioni che fa la differenza.

Microsoft dovrà presto o tardi tirare fuori delle killer apps in grado di dare la popolarità ai suoi dispositivi, delle esclusività come sono state Instagram per iPhone o Flipboard per iPad, oppure delle integrazioni perfette come i servizi Google su Android. L’intenzione dell’azienda di Redmond è quella di condividere lo store per i prodotti mobili e quelli desktop, a suggello di un sistema operativo (WP8) che è molto più di un surrogato del fratello maggiore Windows 8 e che permette una rapida portabilità dei titoli, ma la differenza la faranno gli accordi con gli sviluppatori di terze parti. Qualcosa ha già iniziato a muoversi, con delle esclusive come Angry Birds Roost o Vimeo, ma è chiaro che va fatto molto di più in questa direzione.

Che dire poi dell’interfaccia? A differenza di quella Android, così pericolosamente simile a quella iOS da veder fioccare beghe legali ad ogni piè sospinto, Metro e le sue Live Tiles rappresentano una boccata d’aria fresca, per il mondo Mobile. Ma cosa ne penseranno gli utenti da anni abituati ad utilizzare le icone? La storia c’insegna che non sempre i consumatori sono “pronti” alle rivoluzioni culturali, soprattutto nel caso in cui ci siano ben due leader di settore a proporre loro lo stesso tipo di approccio.

I punti a favore – La mossa intelligente di Microsoft è stata quella di non legarsi soltanto ad un produttore, in questo caso Nokia. Carpito uno dei punti di forza di Android, Windows Phone sarà disponibile per chiunque lo voglia utilizzare, il che potrà portare ad un favorevole e generale abbassamento dei prezzi e ad un’offerta variegata per quanto riguarda le fasce di mercato. Il “colpo grosso” è stato quello di arrivare ad un accordo con Samsung che, dall’alto di una filosofia aziendale portata ad essere presente in ogni settore, produrrà un’intera serie di device (smartPC, tablet e smartphone) chiamata ATIV (palindromo di “VITA”, indicante dispositivi adatti per le operazioni quotidiane degli utenti). Avere dalla propria parte un colosso come quello coreano non potrà che giovare a Microsoft, soprattutto se le attuali tensioni con Apple per i suoi device Android dovessero inasprirsi e complicarsi.

Un’altra carta da giocare per la società fondata da Bill Gates è l’integrazione tra il mondo Mobile e quello dei personal computer, possibilità che la avvicina a quanto fatto da Apple (e che Google non può fare in quanto al momento sprovvista di un comparto PC). Condividere le risorse tra smartphone, tablet e notebook, magari utilizzando il cloud, darebbe all’intero eco-sistema Microsoft una marcia in più.

Il tutto si propagherebbe poi soprattutto nel settore corporate, dove l’azienda di Redmond ha una grossa fetta di mercato sia a livello di prodotti che di servizi professionali. E’ stato già annunciato, ad esempio, che ci sarà la possibilità per le aziende di creare un proprio marketplace con le applicazioni da far scaricare ai dipendenti; si tratta di un granello rispetto al mare di opportunità che si aprirebbero  in quella direzione, specie con l’utilizzo dei servizi Office ed Exchange, andando quindi ad intaccare anche l’unica nicchia di mercato in cui RIM si era rifugiata con il suo Blackberry.

Conclusioni – Aldilà di come finirà, questa strategia di Microsoft (della quale fa parte anche il lancio del tablet Surface) evidenzia come in generale il core business di tutte le aziende di tecnologia si sia spostato verso il settore Mobile, del quale i restanti comparti fungono da satellite. Basti pensare che le voci di un possibile smartphone realizzato da Amazon diventano ogni giorno più consistenti, tanto che potrebbe essere già presentato oggi: l’App-Shop, in compenso, è già pronto.

Vuoi ricevere i nuovi post via mail?
I post della settimana, ogni venerdì alle 9, più qualche sporadica lettera.
Rispetteremo la tua privacy.