Kindle Touch: apripista per gli ebook in Italia?

Tutti si attendevano il Kindle Fire, ma il primo device touch-screen targato Amazon a sbarcare in Italia sarà il Kindle Touch, previsto per il 27 Aprile prossimo. Una scelta apparentemente obbligata dal ritardo negli accordi per la distribuzione di video e media musicali, ma che si traduce in un rinvio della sfida italiana al tablet per eccellenza, l’iPad di Apple. Dato il forte ritardo che Android sta ancora accumulando su questa fascia di mercato, è una decisione che non stupisce.

Il nuovo Touch sarà quindi ancora un semplice e-reader, ma con alcune caratteristiche che potrebbero comunque renderlo uno spartiacque nel mercato ebook italiano: innanzitutto la connettività 3G con un operatore italiano (Vodafone) che permette finalmente di accedere al Kindle Store e scaricare una mole non enorme di titoli nella nostra lingua (circa 20000), comunque competitiva. A questa opportunità vanno aggiunti i circa 500 classici della letteratura italiana in fruizione gratuita sin dall’acquisto, e soprattutto il sistema touch-screen, da sempre un tabù per la serie Kindle standard, abituata ad utilizzare i tasti laterali per “sfogliare” le pagine degli ebook.

Basterà tutto ciò per operare la necessaria svolta in Italia? Che mercato troverà il Kindle Touch? Un mercato in enorme crescita, parrebbe, quello degli e-reader (+700% dal 2010 al 2011), ma non supportato da mentalità o servizi al contorno. In particolare, abbiamo individuato alcuni punti che stanno ancora limitando la diffusione degli ebook:

  • Numero ancora esiguo di titoli disponibili in italiano
  • Politica dei prezzi: un ebook costa ancora troppo rispetto alla controparte cartacea
  • Entropia sulle estensioni e relative schermaglie esclusive operate da alcune librerie online (non solo Amazon) che discriminano gli altri formati
Finché non si risolveranno i problemi elencati, ogni altra iniziativa per promuovere gli ebook potrebbe comunque perdere di efficacia. C’è da dire che la soluzione per almeno due dei tre punti comporterebbe la conseguente nascita di un regime di probabile monopolio sul mercato. E chi se non l’azienda di Jeff Bezos potrebbe incarnare questo ruolo?
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