I migliori aspirapolvere del 2018

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Mantenere la casa pulita è un “lavoro” che va affrontato quotidianamente.

Si tratta di un impegno fondamentale, sia per mantenere l’abitazione gradevole ed accogliente sia per il livello igienico che garantiamo a noi stessi e alla nostra famiglia, oltre che ai nostri ospiti.

Aspirare la polvere è una delle attività fondamentali, in tal senso.

L’aspirapolvere spolvera i nostri pavimenti e certamente sapete che un pavimento ben pulito rappresenta il miglior biglietto da visita per la nostra casa.

Pulire i pavimenti regolarmente, quindi, è necessario!

Perché acquistare un aspirapolvere?

Nella società attuale, con i ritmi di vita elevati e imposti da lavoro, famiglia, amici e hobby, c’è sempre meno tempo a disposizione per le pulizie domestiche. Oramai è fondamentale possedere almeno una tipologia di aspirapolvere. A seconda delle dimensioni del vostro appartamento e delle vostre esigenze personali (allergie, animali…), potrebbe servirvene più di una tipologia.

Come funziona un aspirapolvere?

Il principio di funzionamento dell’aspirapolvere è semplice: il motore dell’aspirapolvere mette in azione una ventola che, girando ad alta velocità, crea intorno alla bocchetta dell’aspirapolvere una forte depressione. Il risucchio provocato da essa permette di aspirare lo sporco, che a quel punto finisce dritto nel sacchetto o nell’apposito contenitore di raccolta.

I sistemi di filtraggio permettono poi di raccogliere anche l’acqua, nel caso si tratti di aspirapolvere adatto anche ai liquidi, e di far fuoriuscire eventualmente l’aria separata dalla polvere e depurata dalle particelle più piccole e responsabili di allergie.

Quale aspirapolvere scegliere?

Aspiratore o scopa elettrica?

Anche se a molti la differenza sarà evidente e banale, non bisogna commettere l’errore di confondere un aspirapolvere con una scopa elettrica.

Come suggerisce il nome, una scopa elettrica è un elettrodomestico molto più leggero, essenziale ed economico, ideale per le pulizie veloci e non approfondite. La scopa elettrica va bene per una pulizia quotidiana e su superfici non complesse, ma andrebbe sempre associata ad un aspirapolvere vero e proprio, da utilizzare magari settimanalmente.

Aspirapolvere da traino o verticale?

Oramai la maggior parte degli aspirapolvere casalinghi è della tipologia “da traino”, ovvero con il corpo-motore che, dotato di rotelle, viene “trascinato” dall’utente durante il suo percorso di aspirazione dei locali.

Questo tipo di aspirapolvere generalmente si adatta a più tipi di pulizia e tende ad essere migliore nella pulizia profonda dei tappeti. Sono anche più facili da riporre, tuttavia va considerato che il loro uso ti costringe a trasportare l’intera macchina su e giù per le scale, i pavimenti e i tappeti. Gli aspirapolvere più potenti di questo tipo possono arrivare a pesare anche 5/10 kg, ma ce ne sono comunque di più leggeri ed ugualmente potenti. In generale gli aspirapolvere verticali sono più rumorosi di quelli a traino.

Aspirapolvere con o senza filo?

Da qualche anno si trovano in commercio gli aspirapolvere senza filo. Il vantaggio di questi elettrodomestici è evidente, e riguarda l’assoluta indipendenza e libertà d’azione e la conseguente maggiore maneggevolezza dell’aspirapolvere.

Ciò nonostante, gli aspirapolvere senza filo sono comunque una rarità. Perché? Si tratta di prodotti che, a parità di caratteristiche, sono più costosi della loro controparte con il filo, inoltre hanno in media una minor potenza e ovviamente l’obbligo di ricaricare la batteria di tanto in tanto. Sono pertanto da evitare per chi utilizza molto spesso l’aspirapolvere oppure per chi ha una casa grande.

Aspiratore con o senza sacco (ciclonico)?

Veniamo ora alla scelta principale, quella che vi troverete sicuramente a compiere in fase di acquisto.

Gli aspirapolvere con sacco riescono a contenere più polvere, e svuotandoli, ne rilasciano meno nell’aria.

Sono dotati di un indicatore che ti avvisa quando il sacco o il cestino è pieno ricordandoti di svuotare la polvere prima che impatti sulle performance del dispositivo.

aspirapolvere con saccoCon gli aspirapolvere bagless (senza sacco) si risparmia, perché non devi acquistare i sacchetti, ma si usano più filtri (come i filtri HEPA) che hanno bisogno periodicamente di essere puliti o sostituiti. I filtri di ricambio sono significativamente più costosi dei sacchi.

Un altro problema da non sottovalutare: svuotare il raccoglitore di sporco e pulire il filtro può essere un’operazione piuttosto difficoltosa. Può esporti alla polvere e ad altri allergeni. Un aspirapolvere con sacco è più facile da pulire e rilascia meno allergeni.

aspirapolvere senza saccoCome scegliere il migliore aspirapolvere da traino per le vostre esigenze? Nelle prossime sezioni approfondiremo tutte le caratteristiche che dovrete valutare prima di procedere all’acquisto, proponendovi i migliori esempi di mercato per ciascuna categoria.

Sintetizzando molto, per scegliere l’apirapolvere da acquistare dovrete guardare con attenzione i seguenti aspetti:

  • Struttura: il vostro aspirapolvere è monoblocco, pesante, ha il filo corto? Un prodotto portatile performante dovrebbe essere anche facile da spostare.
  • Consumi: l’aspirapolvere è un elettrodomestico che eroga quantità importanti di potenza. Cercare di limitare i consumi acquistando i modelli più efficienti potrebbe rappresentare uno dei criteri di acquisto più importanti.
  • Prestazioni: un aspirapolvere che non aspira e pulisce bene è inutile. I risultati si misurano non solo sulle superfici classiche (pavimenti) ma anche su situazioni più complesse (tappeti).
  • Rumorosità: Il motore dell’aspirapolvere può produrre tanto rumore, condizione che lo rende inutilizzabile nelle ore serali/notturne o durante il riposino dei figli. Cercare modelli più silenziosi può cambiare (in meglio) le vostre abitudini domestiche, donandovi maggior flessibilità.

Entriamo ora nel dettaglio delle singole caratteristiche.

Accessori

A seconda del tipo di pavimenti che avete in casa e della presenza o meno di tappeti, sarà importante considerare di quali spazzole necessitate per le vostre aspirate: alcuni modelli prevedono una spazzola universale, adatta a tutte le superfici, altri invece forniscono spazzole diverse da montare a seconda della superficie da trattare. In questi casi potreste quindi trovare nella confezione una spazzola per i pavimenti in ceramica, una per il parquet e una con setole per tappeti e moquette.

Un’ulteriore aggiunta sono poi le bocchette per operare su superfici e in spazi angusti. Ad esempio una bocchetta a lancia per intervenire sulle fessure oppure sulla plancia dell’auto, infine una bocchetta a T per imbottiti, adatta sia a divani e poltrone, sia ai sedili della nostra macchina.

aspirapolvere spazzole bocchetteAltri accessori possono essere tubi di prolunga, utili per raggiungere comodamente gli angoli del soffitto e liberarli dalle ragnatele, e bocchette con spazzole morbide adatte a spolverare le mensole e i mobili di legno senza rigarli.

Oltre alla varietà degli accessori, sarà bene comunque giudicarne anche la qualità e la cura del design: valutiamo ad esempio se è possibile montare bocchette accessorie sul tubo o sul motore per averle sempre a portata di mano, e se le bocchette hanno elementi integrati che permettono di adattarle con un semplice gesto a diverse superfici.

Maneggevolezza

Nel considerare la maneggevolezza di un aspirapolvere, valuteremo in primo luogo il suo peso e le sue dimensioni, insieme alla sua posizione di riposo, così da capire se esso è idoneo agli spazi di casa nostra in cui pensiamo di conservarlo quando non è in uso, e se è adatto a noi e alle nostre forze. Ad esempio, le case disposte su due o più livelli, con rampe di scale interne, non sono di solito l’ambiente ideale per un aspirapolvere a traino, che è piuttosto scomodo da reggere mentre si passa la spazzola sui gradini.
In secondo luogo, è interessante considerare la lunghezza massima del manico, anche considerando l’eventuale presenza di prolunghe accessorie, particolarmente indicate per chi ha soffitti e mobili molto alti e vuole usare l’aspirapolvere anche per liberarsi dalle ragnatele.

La lunghezza del tubo, invece, insieme a quella del cavo, è un fattore importante da considerare se ci si vuole fare un’idea del raggio d’azione di un aspirapolvere, vale a dire della distanza che esso è in grado di coprire a partire dalla presa di corrente a cui è attaccato.

aspirapolvere cavoNon sono poi da trascurare piccoli dettagli di design che possono fare la differenza in termini di agilità e comodità: ad esempio, una buona impugnatura ergonomica del manico renderà meno stancante passare la spazzola sulle superfici, mentre le caratteristiche dello sterzo possono influire sulla fluidità del movimento del motore a traino dietro di noi, anche nei cambi di direzione repentini. La dimensione, l’inclinazione e l’eventuale rivestimento delle ruote contribuiscono infatti alla facilità di sterzo e alla capacità di passare sopra ai piccoli ostacoli, come ad esempio un cavo o un piccolo dislivello. Ruote più grandi e gommate oltrepassano questo tipo di ostacoli con maggiore facilità, e le ruote inclinate aiutano di molto lo sterzo.

Consumi

Passando ai consumi, la scala è quella ormai ben nota che va dalla classe di efficienza A (o A+, A++ e via dicendo), la migliore, alla classe G, che rappresenta quella a maggiore dispendio energetico. Chi vuole essere attento ai consumi dovrà quindi preferire gli aspirapolvere in classe di efficienza energetica altada B in su.

Possiamo offrire anche qualche rassicurazione per quanto riguarda il rapporto tra la potenza del motore (espressa appunto dal prelievo energetico) e la capacità di aspirazione: non necessariamente a motori a prelievo inferiore corrispondono prestazioni più deludenti, anzi, le moderne tecnologie hanno reso possibile una significativa riduzione dei consumi senza penalizzare le prestazioni, come vedremo meglio nei paragrafi successivi.

consumo aspirapolvere

Prestazioni

L’efficacia dell’aspirapolvere, come abbiamo già accennato, viene indicata sull’etichetta energetica europea: su di essa un semplice diagramma ci informa della classe di efficienza sia sui pavimenti duri sia su tappeti e moquette. Anche in questo caso, come per il consumo energetico, la scala va da A (prestazioni eccellenti) a G (prestazioni scarse).

La classe A si traduce in un’aspirazione efficace di tutti i residui accumulati nelle fessure tra le piastrelle e tra le fibre dei tappeti, si hanno prestazioni buone e abbastanza approfondite fino alla classe C, mentre, al contrario, la classe G rappresenta una capacità aspirante molto limitata, in grado di rimuovere solo lo sporco in superficie, senza riuscire a intervenire efficacemente sulle fughe e tra le fibre dei tappeti.
Mediamente, i migliori aspirapolvere avranno una classe di efficienza sui tappeti C o B, mentre una classe di efficienza A sui pavimenti duri si potrà trovare anche tra modelli di fascia più bassa.

Etichetta Aspirapolvere

Capacità Serbatoio

Un altro fattore molto importante è quello relativo alle caratteristiche del serbatoio. Ci riferiamo in primo luogo alla capacità del contenitore, di qualunque tipo esso sia: la sua grandezza può determinare quanto a lungo si può usare l’aspirapolvere prima di dover svuotare il recipiente o cambiare il sacchetto. Una capacità superiore ai 2 litri può essere interessante per chi ha un’abitazione grande, senza dimenticare che, naturalmente, a maggiore capacità del serbatoio corrisponderanno anche dimensioni e ingombro maggiori.

Ma ciò che è anche interessante considerare è la tecnologia adottata dal serbatoio: sono infatti tre le tipologie che si possono trovare in commercio, ognuna con i suoi punti di forza e di debolezza: serbatoi con sacchetto, serbatoi ciclonici e serbatoi ad acqua.

Serbatoio a sacchetto

La più tradizionale e di lungo corso tra le tecnologie oggi disponibili, il serbatoio a sacchetto, accumula lo sporco aspirato in sacchetti di carta che fungono anche da filtro, e che vanno sostituiti una volta riempiti completamente.

Il vantaggio di questa tecnologia è che solitamente questo tipo di serbatoio offre, a parità d’ingombro, una maggiore capacità, ed è necessario pensare a cambiare il sacchetto solo quando questo è pieno, dopo svariati utilizzi dell’aspirapolvere a traino. Mediamente, la capacità dei sacchetti è infatti tra i 3 e i 4 litri, che permettono di pulire i pavimenti anche delle abitazioni più grandi senza bisogno di cambiare sacco. Infine, gli aspirapolvere a sacco costano in generale di meno rispetto alle altre due tipologie.
Tra gli svantaggi va ovviamente menzionato il costo fisso e ricorrente derivante dal dover mantenere una scorta di sacchetti di ricambio, e il fatto che la potenza aspirante va riducendosi sensibilmente man mano che il sacchetto si riempie. Inoltre, in generale, a parità di potenza aspirante rispetto alle altre due tecnologie che vedremo, gli aspirapolvere con sacco richiedono maggiore potenza, e quindi maggiori consumi.

Serbatoio ad acqua

Una delle alternative al tradizionale serbatoio a sacco, l’aspirapolvere a traino con serbatoio ad acqua, presenta diversi vantaggi. E’ inesistente il costo di manutenzione, poiché non è necessario comprare sacchetti di ricambio, e lo svuotamento del serbatoio avviene nello sciacquone senza che si rimettano in volo le polveri, essendo queste sciolte nell’acqua.
Tra gli svantaggi dobbiamo ricordare che, mediamente, la capacità è inferiore rispetto ai serbatoi con sacco, poiché la cisterna deve necessariamente essere asportabile per lo svuotamento e il riempimento. La capacità è però importante fino a un certo punto, dato che il serbatoio deve comunque venire svuotato dopo ogni utilizzo e lasciato vuoto e ben asciutto tra una sessione di pulizia e l’altra, in caso contrario c’è il rischio di formazione di muffe e cattivi odori.
Un aspirapolvere ad acqua non è dunque subito pronto all’uso, perché va sempre riempito d’acqua sul momento.

Serbatoio ciclonico

Il serbatoio ciclonico rappresenta l’ultima innovazione in fatto di aspirazione. Il principio di funzionamento è semplice: il flusso d’aria aspirata viene convogliato nel serbatoio in modo da formare un piccolo “ciclone” all’interno di esso, il cui movimento a spirale crea naturalmente un risucchio che coadiuva l’azione aspirante del motore. Grazie a questo semplice principio fisico gli aspirapolvere ciclonici possono offrire eccellenti prestazioni di aspirazione anche con un motore meno potente rispetto alle altre due tipologie.

aspirapolvere serbatoio ciclonicoTra i vantaggi di questa tecnologia dobbiamo quindi considerare il risparmio energetico rispetto agli altri due tipi di aspirapolvere, oltre, anche in questo caso, all’assenza dei costi ricorrenti dovuti all’acquisto dei sacchetti. In molti casi, poi, lo svuotamento del serbatoio, che può essere effettuato nel bidone della spazzatura, può avvenire evitando completamente il contatto con lo sporco raccolto.
Gli aspetti negativi, invece, comprendono la minore capacità, come abbiamo già accennato: un serbatoio ciclonico può andare da 1 litro a poco meno di 3, e necessita quindi di venire svuotato spesso, indicativamente ogni 3-4 utilizzi per i recipienti più grandi e ogni 2-3 per i piccoli, perché anche nel caso dei serbatoi ciclonici la potenza aspirante va calando con il riempimento, anche se in maniera meno drastica rispetto agli aspirapolvere con sacco.

Filtrazione

Vale la pena di approfondire su quali e quanti filtri è equipaggiato un aspirapolvere a traino, in particolare se in casa ci sono persone che soffrono delle più comuni allergie (pollini, acari, peli). Per queste ultime, infatti, possono essere molto interessanti gli aspirapolvere dotati di filtri ad alta efficienza, che trattengono la quasi totalità delle particelle più piccole, tra le quali rientrano batteri e allergeni. Vediamo nelle prossime sezioni quali sono i filtri di cui un aspirapolvere può essere dotato.

Filtri semplici

Nel caso degli aspirapolvere più semplici, i filtri sono solitamente due: uno costituito da una fitta retina di plastica, che blocca i detriti più grandi quali briciole e capelli, e il secondo costituito da un materiale simile alla carta, piuttosto spesso e ricco di pieghe, a cui è demandato il filtraggio della polvere più sottile. Nel caso degli aspirapolvere ad acqua, però, il ruolo di primo filtraggio è giocato dallo stesso serbatoio, poiché i detriti vengono gettati nell’acqua e intrappolati da essa. Negli aspirapolvere a sacco, è appunto il sacchetto a raccogliere questo tipo di detriti, insieme a buona parte delle polveri sottili.
Spesso a questi due livelli di filtrazione se ne aggiunge almeno un terzo, costituito da un filtro-tampone in schiuma che protegge il motore dalle infiltrazioni di polveri residue.
Nella maggior parte dei casi, i filtri degli aspirapolvere moderni sono permanenti e lavabili, ma può capitare, ad esempio nel caso dei filtri a carboni attivi, che alcuni vadano sostituiti periodicamente.

Filtri HEPA

Chi fosse interessato a una filtrazione particolarmente efficace, però, dovrà prendere in considerazione gli aspirapolvere equipaggiati con un filtro HEPA. Questa sigla sta per High-Efficiency Particulate Air, e contraddistingue un tipo di filtro originariamente sviluppato nel settore nucleare per prevenire l’inalazione di particelle radioattive, che viene oggi utilizzato in un vasto ventaglio di applicazioni commerciali.

filtro hepa aspirapolvere
I filtri HEPA sono realizzati in fibra di vetro, pieghettati in maniera simile ai filtri convenzionali di cui abbiamo già parlato, e sono in grado di catturare il 99,97% delle particelle e dei microorganismi dal diametro di 0,3 micron in su. La presenza di un filtro HEPA è uno degli elementi che contribuisce ad innalzare il prezzo di un aspirapolvere.
Come nel caso dei filtri semplici, spesso anche i filtri HEPA sono permanenti e si possono lavare con acqua, ma vi consigliamo di fare dei controlli periodici e di non escludere, a priori, la sostituzione.

Anche sull’etichetta energetica europea si fa riferimento ad una classificazione dell’efficienza dell’aspirapolvere; la trovate al punto 5 dello schema che abbiamo pubblicato poco sopra, e riguarda proprio la reimmissione delle polveri. Si tratta come al solito di una scala da A (prestazioni eccellenti) a G (prestazioni scadenti), che illustra quanta della polvere aspirata viene reimmessa nell’ambiente senza rimanere depositata nel serbatoio o catturata dai filtri.

Sappiatelo fin da subito, non basta avere un filtro HEPA per guadagnarsi la classe A di questa categoria, anche se esso sicuramente contribuisce: la tenuta del serbatoio è infatti un altro aspetto determinante della quantità di polvere che sfugge alla cattura, e tra i filtri HEPA ci sono diverse classi di efficienza che non sempre trovate specificati. La raccomandazione per chi soffre di allergie è quindi di cercare sì un aspirapolvere con filtro HEPA, ma di sincerarsi anche che questo sia almeno in classe H13 e che la classe di reimmissione delle polveri sia molto alta, preferibilmente A.

classi filtri hepa
Un’ultima considerazione è quella che riguarda la filtrazione con carboni attivi. Si tratta di un’ulteriore tecnologia che solitamente accompagna quella HEPA, e il cui scopo è quello di depurare l’aria attraverso l’impiego del carbone attivo. Questo materiale, grazie alla sua struttura altamente porosa, ha la proprietà di assorbire la maggior parte delle sostanze organiche e la sua principale applicazione è infatti il controllo degli odori.
La presenza di un filtro a carboni attivi è quindi particolarmente rilevante per chi si trova con degli animali in casa, perché permette di ridurre notevolmente i cattivi odori emessi dalle sostanze organiche presenti sul pelo dei nostri amici a quattro zampe.

Rumorosità

Tra i fattori che bisognare tenere in considerazione quando si intende acquistare un nuovo aspirapolvere non va dimenticato il livello di rumorosità. Un aspirapolvere di buona qualità può non essere affatto silenzioso, ma quest’ultimo aspetto può essere rilevante specialmente per coloro che desiderano avere a disposizione un modello che produca pochi rumori.

L’etichetta energetica di ogni aspirapolvere riporta, oltre ad altre informazioni preziose per la scelta del prodotto, il dato relativo alla rumorosità, la cui unità di misura è il decibel (dB). È certamente a questo numero che bisogna fare riferimento per comprendere se un particolare modello è molto rumoroso oppure abbastanza silenzioso. Ma quanto può variare la rumorosità tra aspirapolvere di varie marche e modelli? E quali sono le ragioni delle eventuali differenze?

La potenza

Un aspetto che può incidere sul livello di rumorosità di un aspirapolvere è la potenza elettrica. È infatti possibile che un prodotto dotato di una potenza di 2000 watt risulti più rumoroso di uno da 700 watt. Tuttavia questa corrispondenza non è affatto scontata: un aspirapolvere può essere progettato in modo tale da risultare silenzioso pur avendo una potenza elettrica molto elevata, mentre un modello di fascia bassa da 700 watt può essere particolarmente rumoroso.

Le spazzole

Un’altra ragione per cui la rumorosità dell’aspirapolvere può essere variabile è la tipologia di spazzola di cui dispone. Alcune spazzole rendono l’apparecchio più rumoroso di altre: ad esempio è probabile che aspirando con una spazzola per tappeti si registri un livello di rumorosità superiore rispetto a una spazzola per parquet. Un modello con spazzola a rullo motorizzata potrebbe quindi essere molto più rumoroso di un aspirapolvere dotato di una classica spazzola universale per superfici dure e tappeti.

L’intensità di aspirazione

In commercio si possono trovare aspirapolvere dotati di diversi livelli di aspirazione, regolabili attraverso un apposito selettore. Come si può facilmente comprendere, maggiore sarà l’intensità di aspirazione selezionata e maggiore risulterà la rumorosità dell’apparecchio. Questa può variare anche in modo significativo dal primo al terzo livello oppure dal minimo al massimo, se il selettore è del tipo a rotella.

Quanto può variare?

Bisogna partire da un presupposto: la tolleranza alla rumorosità è un fattore abbastanza soggettivo. Nessun aspirapolvere che si può trovare sul mercato emetterà un rumore insopportabile, ma alcuni modelli sono senza dubbio più silenziosi di altri. In linea di massima possiamo dire che un aspirapolvere potente e non particolarmente silenzioso ha un livello di rumorosità difficilmente superiore agli 84 dB. Al contrario, un apparecchio realizzato per essere silenzioso (talvolta lo sono quelli specifici per la pulizia del parquet) potrebbe avere una rumorosità intorno ai 70-72 dB.

Quali sono i migliori aspirapolvere del 2018?

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