Facebook Home, tra dubbi e potenzialità

Ci risiamo. La novità presentata da Mark Zuckerberg (Facebook Home) ha, nel bene e nel male, dato seguito a una sequela di commenti, più negativi che positivi, ma che comunque danno il senso del potere mediatico del più grande social network del mondo. Parlatene, purché se ne parli.

Solo un launcher? – Certo che passare dall’ipotesi di uno smartphone targato Facebook ad un semplice launcher può essere una delusione, d’altronde nessuno avrebbe pensato che in casa Zuckerberg vi fossero le skill sufficienti per progettare un device “ex novo”, e le esperienze finora lacunose della sua app non lasciavano trasparire un’ipotesi di futuro radioso. Un fatto è certo, questo tipo di prodotto potrebbe rivitalizzare il settore dei launcher, finora fin troppo statico ed immutabile. Sono pochi gli utenti che decidono di cambiare l’interfaccia del proprio smartphone, e solitamente appartengono ad un target ben più avanzato di quello che potrebbe realmente essere interessato ad installare Facebook Home.

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Più tempo su FB – Lo scopo di questo software è piuttosto evidente: “forzare” l’utente a restare ancor più tempo all’interno del walled garden gestito dallo zio Mark, tagliando fuori tutto il resto delle app. Da alcune prime prove, sembra meno semplice anche intercettare le altre notifiche, figuriamoci fare il logout. Dato che FB Home è finora riservato ai sistemi Android (solo cinque dispositivi tra i più evoluti, più il dedicato HTC First, un modello low-cost presentato dai taiwanesi all’interno dello stesso evento), come prenderà questa mossa Google, un’altra azienda che è molto interessata a tenere gli utenti sui propri prodotti? Per il momento da Mountain View non v’è stata alcuna presa di posizione ufficiale contro la new entry del Play Store, ma pare che Facebook sia comunque pronto ad aprire altri canali di download, nel caso sopraggiungesse un ban

A chi serve? – La domanda è lecita, soprattutto guardando alle statistiche pubblicate dall’azienda di app analiytics Flurry:

Flurry Analytics

Come potete notare, Facebook è già nettamente l’applicazione nativa più utilizzata sui device iOS e Android: l’introduzione di Home potrà alzare ulteriormente l’asticella di questa statistica? Ne dubito. Chi potrebbe aver piacere dall’avere un ambiente così invasivo e limitante rispetto alle altre funzionalità del proprio smartphone? Chi, se non i ragazzini ossessionati da Facebook, che poco utilizzano tutte le restanti funzionalità? Non si tratta forse di quel 18% già rappresentato dal grafico di cui sopra?

E la Apple? – Resta il fatto che, con tutti i dubbi e i difetti del caso, Facebook Home è finora disponibile solo per Android, lasciando fuori Windows Phone (che potrebbe allinearsi a breve) e soprattutto il mondo Apple, da sempre restia a lasciare l’iniziativa alle terze parti sulle modifiche al proprio ambiente (e in parte anche sulle applicazioni). Il fattore FB Home potrebbe essere decisivo anche nella guerra degli OS mobili?

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