Viviamo un’epoca in cui lo smartphone è oramai diventato uno strumento imprescindibile della quotidianità. Nel 2013 lo possedevano “solo” 1,5 miliardi di persone, entro fine 2015 saranno 2,5.

Una tale penetrazione d’uso ha generato un mercato dove l’offerta è assai ampia e variegata, a partire dai sistemi operativi. Scegliere il dispositivo significa scegliere l’OS, è una vera e propria scelta di bandiera, per alcuni è come la squadra di calcio, la religione o la fidanzata, di solito si prende prima la decisione sull’ambiente, e poi si opera la scelta del terminale.

Per questo motivo ho voluto scrivere un post che vi aiuti a valutare i più comuni aspetti che si prendono in considerazione in questi casi.

Attualmente i principali sistemi operativi del mercato mobile sono iOs di Apple, Android di Google, Windows Phone di Microsoft e BlackBerry.

Nella mia valutazione ho escluso sia Blackberry, che è da tempo in costante declino e relegato ad una nicchia sempre più esile del mercato business, sia iOS, perché legato a doppio filo ad un solo device (iPhone).

Il mio confronto è dunque ristretto ad Android e Windows Phone, i due ambienti che offrono la maggiore varietà di offerta, sia per fasce di prezzo che per marche, modelli e caratteristiche dei dispositivi.

Sono stato un Android early user, quasi sempre con device di fascia media (intorno ai 300 euro); da qualche mese ho deciso di sperimentare WP8 acquistando in promozione un Nokia Lumia 930, un terminale di fascia medio-alta. Ho potuto apprezzare da vicino entrambi i mondi, ed ecco cosa ne ho ricavato.

Interfaccia

Android, sebbene viva sotto diverse “vesti”, personalizzazioni messe in campo da ciascun vendor, ha essenzialmente un’interfaccia touchscreen a icone, quella a cui siamo stati più o meno tutti abituati dall’avvento dell’iPhone in poi. L’installazione di un numero elevato di applicazioni comporta inevitabilmente l’affollamento dello schermo, nonostante i numerosi pannelli e widget che sono stati ideati per lenire il problema.

Windows Phone ha invece adottato un’interfaccia “a tile” simile in tutto e per tutto a quella della versione per desktop. Più flessibile e funzionale, consente all’utente di dimensionare e colorare i pannelli a suo piacimento, creando una lunga lastra scorrevole dalla quale richiamare le applicazioni.

Stabilità

Un (grande) problema di Android è la frammentazione delle versioni. Ce ne sono decine e decine ancora in usp, e molti produttori sono restii ad aggiornare le distribuzioni dei rispettivi terminali, spesso per spingere il nuovo modello in uscita. In questo senso, le customizzazioni sono fonti di ulteriori disallineamenti, incompatibilità e polemiche.

Il dramma degli aggiornamenti Android diviene ancor più impattante in due casi:

  • C’è un problema generalizzato su qualche modello, e l’aggiornamento è atteso per risolverlo
  • Un aggiornamento causa una regressione (spesso grave) del software, e bisogna attendere un nuovo aggiornamento

Entrambe le casistiche si sono concretizzate nel problema del riavvio continuo del Samsung Galaxy S4.

Windows Phone, da questo punto di vista, offre maggiore congruità e uniformità, negli aggiornamenti come nella fruibilità. Il sistema appare piuttosto stabile, fluido e poco propenso ai crash, non vi ho rilevato i numerosi bug funzionali che hanno accompagnato la mia storia con Android.

Applicazioni

Android è il sistema operativo mobile più utilizzato al mondo, al momento si prende più del 50% della fetta complessiva del mercato mobile, anche se il trend degli ultimi mesi sembra essere negativo.

E’ comunque indubbio che con un bacino d’utenza del genere, l’interesse degli sviluppatori sia sempre elevato. Per Android si trova qualsiasi tipo d’applicazione, spesso sono gratuite, e vengono aggiornate costantemente con le nuove features.

Windows Phone, invece, è tuttora un sistema di nicchia, e si vede. Si vede parecchio. Innanzitutto perché mancano moltissime app; in secondo luogo perché molte di quelle esistenti sono ad uno stato evolutivo assai acerbo rispetto ad iOS e Android. Parlo soprattutto delle principali app social (Facebook, Twitter, Instagram), ma anche l’assenza di tutto il mondo Google, da Gmail a YouTube, si fa sentire. Quello che non manca è l’integrazione con Windows e il mondo Office, oltre all’ottimo sistema Here Maps, che (almeno in questo) non fa rimpiangere Big G.

Conclusioni

Il verdetto non può essere univoco: se da un lato il mondo WP8 promette delle evoluzioni interessanti, dall’altro la durata di vita media di un device (un paio d’anni, anche meno) suggerisce di attingere al sistema operativo “più pronto”, anche se instabile o difettoso.

Per una persona come il sottoscritto che lavora su Internet (social, blog, strumenti vari…) il mondo Microsoft, complice un ritardo storico, è obiettivamente inaccettabile. Chi lavora intensamente con Outlook e Office, invece, potrebbe ricavarne inattesi benefici.

Nel confronto non possono non essere chiamati in causa anche i dispositivi che montano gli OS. Android spazia dai Samsung di fascia alta ai cinesi emergenti come Huawei, passando per la serie Google Nexus, la migliore per chi vuol restare sempre allineato alle release ufficiali. Lato Windows Phone, invece, la serie Lumia è piuttosto riuscita per il comparto multimediale, con delle fotocamere top della gamma, ma cosa te ne fai di una bella macchinetta se non riesci poi a diffonderne le foto?

Vuoi ricevere altri aggiornamenti sul mondo mobile?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Vuoi ricevere i nuovi post via mail?
I post della settimana, ogni venerdì alle 9, più qualche sporadica lettera.
Rispetteremo la tua privacy.