Amazon acquista Goodreads: addio, book discovery?

Anche Goodreads è andato. Era rimasto il solo prodotto (a differenza di  ShelfariAbeBooks LibraryThing) sul quale Amazon non aveva ancora posato il suo “zampino”. L’azienda fondata dal CEO Otis Chandler si era inoltre distinta in passato per alcune mosse coraggiose, come la rinuncia ad utilizzare AWS per non dipendere dal gigante di Jeff Bezos. Qualcuno ha poi commentato maliziosamente che si trattava di un investimento a lungo termine per vendere meglio l’azienda, ma dato che i termini dell’accordo (che verrà perfezionato nella seconda metà dell’anno) non sono stati resi noti, si tratta di pure voci.

Kindle Paperwhite.

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Perché è strategico per Amazon – Resta il fatto che con i suoi 16 milioni di utenti, e i suoi 360 milioni di libri elencati nelle wishlist, l’integrazione tra un social di book discovery e il più grande book retailer del mondo rappresenta di per sé una verticalizzazione di prodotto e una strada in discesa per un’azienda che ha già fatto delle “letture suggerite” una delle sue armi di conversione più efficaci, e che potrebbe ottenere un vantaggio importante nei confronti della principale concorrente nella vendita di beni digitali (Apple), che finora ha fallito nel tentativo di “socializzare” quest’attività (Ping, chiuso lo scorso autunno).

Amazon utilizzerà i dati di Goodreads per veicolare vendite agli utenti? Probabile, bisogna capire come e a che livello.

Perché è deleterio per la concorrenza – Fossimo nei panni dei competitor, inizieremmo a mettere una pietra sopra su Goodreads come sorgente di traffico e leads. Sebbene il social faccia un vanto della propria equità, e permetta agli utenti di acquistare i libri in svariati retailer, appare difficile pensare che Amazon permetta ad un’azienda di sua proprietà di promuovere affiliazioni verso la concorrenza. Il tutto nonostante gli ottimi propositi espressi dallo stesso Chandler.

Non è un caso che editori e autori, già da tempo in guerra con Amazon, con il suo prodotto di punta Kindle e con l’ipotesi che possa essere sdoganato un prestito “di seconda mano” anche sugli ebook, abbiano accolto questa notizia gelidamente.

La fine della discovery? – Il pericolo è che questa joint-venture “castri” un po’ le aspettative di discovery che un prodotto come Goodreads recava con sé. Chi potrà poi garantire che i libri suggeriti non saranno influenzati dalle offerte o promozioni del noto sito di e-commerce?

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  • Sembra che stiano replicando quello che avevano gia’ fatto anni fa con IMDB, cioe’ controllare il cosiddetto “zero moment of truth” dell’acquisto del film o del libro. Anche se Amazon ha gia’ un sistema molto complesso di rating, spostarlo su un sito esterno dara’ piu’ credibilita’ alle recensioni.

    Sembra in ogni caso che l’integrazione tra i due sito sara’ minima, e resta da vedere se le nuove opzioni offerte da Goodreads miglioreranno l’ecosistema Kindle.