Google Chromecast, il Web invade la televisione

Chi ha assistito all’ultima presentazione targata Big G, in quel di San Francisco, non si attendeva affatto un gadget del genere. Gli occhi e l’attenzione erano tutti puntati su Android 4.3, ma Google Chromecast ha fatto centro, conquistandosi un numero impressionante di citazioni su blog e riviste del settore, e letteralmente sbancando lo store di Amazon che lo esaurito dopo poche ore.

Cos’è Chromecast – Si tratta nient’altro di un dongle HDMI, un ricevitore di segnale wifi che potete collegare alla relativa porta del vostro televisore HD per trasmettergli i contenuti presenti unicamente sui device (PC, tablet e smartphone Android, presto anche iOS). Un modo semplice ed intelligente per sfruttare e fruire dei contenuti su schermi decisamente più ampi e godibili.

La forza di Chromecast risiede nel fatto che il controllo viene completamente passato al dongle, pertanto l’utente può riprendere ad usare il proprio device per altre attività, mentre il televisore trasmette il contenuto. Questa caratteristica pone però alcuni dubbi sulle effettive performance del prodotto, specie su televisori non di ultimissima generazione, con delle porte che necessitano di maggior alimentazione per erogare sufficiente segnale.

Google e Apple TV – Il primo paragone illustre, venuto spontaneamente, è quello con il prodotto di casa, mai decollato, ovvero Google TV. Sebbene Chromecast non sia un prodotto della stessa natura (è più o meno un semplice ponte radio), è presumibile pensare che Google TV andrà in pensione anticipata, come succede sovente a quei prodotti di Mountain View che non spiccano il volo. Cosa dire invece del principale competitor, ovvero Apple TV? Chromecast non ha le potenzialità di servizio del prodotto di Cupertino (leggi store dei contenuti), ma costa indubbiamente meno (35 dollari contro 99).

Gli accordi – Come in tutte le imprese mediatiche, la differenza verrà fatta, comunque, dai contenuti che potranno essere diffusi via cast. Google non si è fatta attendere e ha distribuito un kit SDK per permettere agli sviluppatori di aggiungere questa modalità di condivisione, che ad esempio è già sfruttata da YouTube (e questo non ci stupisce). Molto interessante negli USA, l’accordo già siglato con Netflix, enorme fonte di programmi in streaming, ma cosa accadrà nel resto del mondo?

Addio, televisione? – Stavolta l’impressione che si possa aggiungere un altro tassello al superamento del vecchio concetto di televisione. L’avvento di Chromecast sdoganerebbe, a tutti gli effetti, una vera e propria “invasione” di contenuti web-based (streaming, file, ecc…) che lascerebbe all’ex-tubo catodico il mero ruolo di monitor.

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