Steve Jobs e l’amore per il prodotto

La scomparsa di Steve Jobs, lo scorso ottobre, ha sicuramente rappresentato, per l’anno 2011, il più significativo evento per il mondo dell’IT e uno dei più significativi in generale. Da sempre abituato a dividere adoratori e detrattori in equal misura, Jobs ha comunque lasciato un’eredità pesante al mondo: quello di aver creato (due volte, in pratica) l’azienda più innovativa e redditizia dell’ambito tecnologico, e di aver di fatto “imposto” molte scelte di prodotto ai propri clienti. Memorabile, in tal senso, la decisione di rimuovere i tasti “freccia” dalla tastiera del Macintosh per obbligare gli utenti ad utilizzare il mouse.

Pochi giorni il decesso, è apparsa in libreria la sua biografia ufficiale, scritta dallo specialista Walter Isaacson, che ha raccolto i pensieri del guru hi-tech negli ultimi anni di vita. Reputato da molti lungo e noioisetto, questo libro ha il pregio di aver riportato fedelmente, raggruppandoli, la maggior parte dei dogmi di marketing messi in atto da Jobs durante la sua carriera. Oltre ad esser stato un grande imprenditore, Jobs ha rappresentato indubbiamente un punto di riferimento nel product management applicato alla tecnologia, per il ruolo attivo ricoperto durante la creazione di molti dei successi della Apple, come lo storico Macintosh e i recenti Ipod, Iphone e Ipad.

Rileggiamo una sintesi dei suoi pensieri:

“Ho votato la mia passione alla realizzazione di un’azienda capace di durare nel tempo, dove la gente fosse motivata a fabbricare prodotti d’eccellenza. Tutto il resto era secondario. Certo, il profitto era importante, perché era quello a metterci in condizione di creare prodotti eccellenti. Ma la motivazione stava nei prodotti, non nei profitti.”

“Alcuni dicono: <<Date al cliente quello che vuole>>. Non è la mia impostazione. Il nostro lavoro consiste nell’immaginare ciò che il cliente vorrà, prima ancora che lo faccia lui stesso…La gente non sa ciò che vuole, finché non glielo fai capire tu.”

“La gente ci paga per integrare cose in sua vece, perché non ha il tempo di pensare a tutto questo ogni giorno e ogni ora. Se desideri realmente realizzare prodotti d’eccellenza, questa passione ti spinge a integrare, a saldare insieme hardware, software e gestione dei contenuti. Se invece vuoi che i tuoi prodotti siano aperti ad altro hardware o ad altri software, allora devi rinunciare ad alcune delle tue visioni.”

“Sulle ragioni per cui società come IBM o Microsoft sono andate in declino ho una mia teoria. L’azienda fa un ottimo lavoro, fa innovazione e acquisisce il monopolio, o qualcosa di simile, in un certo settore. A quel punto la qualità dei suoi prodotti perde importanza. L’azienda comincia a puntare sui grandi venditori, perchè sono loro che sanno far salire i profitti, non i designer e gli ingegneri che lavorano ai prodotti.”

Orientamento al prodotto, mai al servizio, né al profitto o alla vendita: questo era Steve Jobs, probabilmente il più grande product manager della storia.

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