Yahoo!, la cura-Mayer sta dando i suoi frutti?

Sono passati pochi mesi da quando Marissa Mayer ha lasciato Mountain View dopo 15 anni di successi per assumere la difficile leadership di Yahoo!. Si può giudicare il lavoro della top manager in un così breve lasso di tempo? Qualcuno ha già iniziato a farlo, complici delle scadenze improrogabili come i bilanci di fine 2012.

I freddi numeri – Sono quelli che finora danno più che ragione al lavoro della Mayer: le azioni di Yahoo! hanno guadagnato valore per il 46%, mentre l’azienda ha chiuso l’anno con un fatturato lordo trimestrale pari a 1.34 miliardi di dollari e con un utile netto di quasi 190 milioni di dollari. Per farsi un’idea del miglioramento, basti pensare che alla fine del secondo trimestre (prima dell’arrivo di Marissa), il fatturato era stato di 1.21 miliardi di dollari, mentre l’utile netto di quasi 55 milioni di dollari. Questi risultati hanno sbloccato il bonus annuale per il nuovo CEO, dimezzato da 2 a 1 milione di dollari per il fatto che la Mayer ha ricoperto il ruolo per metà anno.

Le scelte di prodotto – Com’è stato possibile accatastare un bel po’ di profitti in più in pochi mesi? Una parola magica: razionalizzazione. La Mayer ha inizia un’operazione massiva di bonifica delle applicazioni considerate più “inutili” e non redditizie per l’azienda, semplicemente smantellandole assieme a tutti i costi operativi annessi. La bonifica ha colpito decine di applicazioni (altre ne verranno), ma oltre alle eliminazioni sono giunte anche le acquisizioni d’interessanti startup come Stamped, OnTheAir e Alike, oltre all’integrazione del portale con Facebook (per mantenere gli utenti più tempo sulle proprie pagine) e a un complessivo rilancio di Flickr.

Gli obiettivi sono intuibili: rendere Yahoo! non soltanto una media company, ma anche competitiva sul comparto mobile e sulla creazione di nuovi prodotti. Per troppi anni questa storica azienda del Web è rimasta ferma su stessa, e la spinta della Mayer vuole portarla su un nuovo livello di competitività.

Le polemiche sul telelavoro – Per fare ciò, il CEO sta puntando molto sulla produttività dei propri dipendenti, che alcune statistiche riportano essere molto inferiore di quella dei dipendenti di Google. Per ottenere migliori risultati dai propri collaboratori Marissa sta usando la carota (regalando l’iPhone 5 a tutti) ed il bastone (chiedendo l’eliminazione del tele-lavoro). Proprio su quest’ultima tematica sono scoppiate alcune (ovvie) polemiche, ma per una persona uscita da Google (dove il confort degli uffici è un chiaro “amo” per tenere i dipendenti più tempo in ufficio) si tratta di sterili proteste.

Riuscirà la Mayer a rendere effettivamente competitiva Yahoo!? Nelle leggi non scritte del capitalismo, quando un’azienda perde il suo “treno”, è molto difficile (se non impossibile) che si riprenda o che torni in auge. Il treno per Yahoo! è passato sul finire degli anni Novanta, e anche se la Mayer sta facendo i salti mortali per portare key-person sulla sua barca, risalire la corrente sarà molto, molto dura…

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