I due anni di Google Plus

Google Plus compie due anni. Non si tratta di un compleanno banale, se è vero che Big G non è mai tenera con i propri prodotti e servizi, e non si fa scrupoli a chiuderli se non ottengono buoni riscontri, o addirittura se non gli servono più (vedi Google Reader). Eppure, nonostante le difficoltà, l’impressione è sempre stata che l’azienda di Mountain View, a differenza degli sfortunati predecessori Wave e Buzz, puntasse molto su Plus, definito a più riprese come un social hub, più che come un puro social network.

Perché Plus era ed è importante – Non dimentichiamo mai qual è il core-business di Google: advertising. Dato il fisiologico calo delle tariffe del pay-per-click, per l’azienda di Brin e Page è sempre più importante garantire ai propri inserzionisti della pubblicità mirata e che attiri conversioni, ed il modo più efficace per ottenerlo è quello di raccogliere sempre più dati dei propri utenti e delle rispettive navigazioni. In questo la nascita di Google Plus è stata un’ottima leva per avvicinarsi all’obiettivo d’identificare i naviganti, e ha portato sempre più gli utenti a loggarsi, ad aggiornare e ad arricchire il proprio account, a condividerne contenuti e preferenze mediante il pulsante “+1”. Un circolo virtuoso che arricchisce il database di Google, che ha già un grande vantaggio commerciale rispetto ai social network puri, il fatto che gli utenti quando ricercano sui motori di ricerca sono assai più propensi all’acquisto, rispetto a quando “cazzeggiano” su un social.

I confronti impossibili – Come giudicare questi due anni di vita, allora? Sono stati anni molto faticosi, durante i quali i product manager hanno dovuto vincere la diffidenza di addetti ai lavori e utenti. Fin dall’inizio il focus è stato puntato sui numeri, un terreno scivoloso dove da un lato il confronto con Facebook sembrava impossibile, dall’altro il fatto di considerare nelle statistiche i generici Google account e obbligare i nuovi iscritti ad attivare Plus ha forse falsato le prospettive.

Insomma, Google Plus supererà Facebook come numero d’iscritti? Se sì, quando? Non credo che sia un evento così significativo, Google Plus dovrebbe in realtà ambire a tenere più tempo gli utenti sulle proprie pagine, in questa statistica Facebook è ancor più lontano.

L’identità di Plus – Sebbene la nomea di “anti-Facebook” venga ancora utilizzata, Google Plus ha fatto decisi passi in avanti nel proporre una propria e distinta identità. In generale l’utenza realmente attiva su Plus sembra essere più selezionata, appassionata e meno mainstream rispetto a Facebook, va comunque detto che mancano ancora alcuni elementi per dare il lancio definitivo a questa piattaforma, primo fra tutti un kit di API in scrittura per espandere il mercato delle applicazioni di terze parti.

Sarà nei progetti di Vic Gundotra e soci?

Vuoi ricevere i nuovi post via mail?
I post della settimana, ogni venerdì alle 9, più qualche sporadica lettera.
Rispetteremo la tua privacy.

Tags: