La Brand Reputation aiuta le aziende

Come abbiamo analizzato la scorsa settimana, sui social network è ormai uso comune vendere i propri prodotti. Se avete ancora dei dubbi sul creare o gestire una presenza social, sappiate che stare sui social “fa bene” alla vostra azienda. Non importa che non tutti i prodotti possano essere venduti sulle varie piattaforme. Non importa che gli utenti generalmente risultino infastiditi dai messaggi promozionali nei feed. Essere social, nel business, significa incrementare la fidelizzazione degli utenti, ma soprattutto la propria brand reputation. Con una serie di conseguenze positive per i vostri affari.

L’esempio del turismo – Come riportato da Skande qualche giorno fa, uno studio della Cornell University di New York ha tracciato una stretta correlazione tra il livello delle recensioni online e il prezzo applicato da hotel e strutture turistiche. In soldoni, più un albergo viene ben recensito dai vari portali del settore (TripAdvisor, LastMinute, …), più è lecito attendersi un aumento del prezzo, con una proporzione dell’11,2% per ogni punto di votazione in più. L’aumento delle tariffe sarebbe quindi “giustificato” da una qualità globalmente riconosciuta. Le recensioni, ovviamente, non bastano: vanno gestite in maniera ottimale anche le interazioni con i clienti sui social, per tamponare eventuali lamentele online, sempre pericolose per i possibili danni all’immagine.

Più social, più Borsa – Non è solo una questione di prezzi, ma anche di valore intrinseco. Uno studio dell’agenzia Sociagility sulle aziende listate nel FTSE100 ha evidenziato una stretta corrispondenza tra il valore di capitalizzazione di un’azienda e la sua maturità nel gestire la comunicazione nei social. Si tratta di una conclusione piena di buon senso, in quanto è ovvio a tutti che più una corporate è di grandi dimensioni, più risorse (e ramificazione delle stesse) devono essere allocate per gestirne la comunicazione digitale. Un’altra conclusione (meno scontata) derivata dallo studio è quella che accomuna l’abilità social con le performance del titolo in Borsa. Si tratta di una tesi che va presa con le molle (il periodo d’osservazione è stato di appena tre settimane nel mese di Novembre), ma che potrebbe convincere qualcuno ancora legato a vecchi canoni di marketing.

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