MySpace, un ritorno con…stile

Dopo mesi di accesso ad inviti, il nuovo MySpace ha finalmente aperto l’iscrizione a tutti. L’evento è stato non casualmente fatto coincidere con il lancio del nuovo single (“Suit & Tie”) di Justin Timberlake, uno dei principali finanziatori del sito dopo l’uscita di Rupert Murdoch. Sebbene il MySpace “classico” sia ancora disponibile per gli utenti affezionati, presto o tardi si assisterà ad una migrazione forzata, quindi per molti utenti di vecchia data è opportuno iniziare a prendere confidenza con la nuova interfaccia.

Profondo restyle – E’ il primo aspetto che salta all’occhio, di solito, ma nel caso di MySpace l’evidente passo in avanti a livello di web design lascia a bocca aperta. L’impressione è probabilmente accentuata dal fatto che stiamo parlando di un social che ha più di dieci anni e che poco aveva fatto negli ultimi per “aggiornarsi”, ma il lavoro compiuto è comunque encomiabile. Non stiamo parlando di rivoluzioni, lo stile ripercorre il trend degli ultimi mesi, pulizia, responsive, e un layout che nella costruzione del feed non può non richiamare il pluri-imitato Pinterest. D’altronde, uno dei più grandi limiti del “vecchio” MySpace, e che giustifica il fatto che sia rimasto al palo per anni dopo essere stato il leader del mercato, era proprio un layout caotico, confusionario e poco appetibile.

User Experience – La barra principale è quella posta sul footer, che contiene sia il logo (assai poco in vista), sia le funzioni di notifica, messaggistica, discovery e ricerca. E’ assai interessante parlare delle ultime due: nella discovery abbiamo uno scroll orizzontale che ci presenta le varie tipologie da visualizzare (persone, musica e i mixes, l’equivalente dei board di Pinterest), ma la sezione Trending appare come una serie di contenuti auto-prodotti sull’intrattenimento, e gioverebbe avere invece un feed aggregato di contenuti esterni; la ricerca ha una splendida feature che vorremmo vedere un po’ dappertutto, ovvero la possibilità di ricercare in ogni momento, semplicemente inserendo del testo…vi apparirà una schermata come la seguente.MySpace_ricerca

Va detto che la parte social non è di immediata comprensione, e questo in un social network è abbastanza penalizzante. Esiste un meccanismo following/follower sullo stile di Twitter, ed un interessante algoritmo di affinità che vi aiuta a scegliere la persona a cui “legarsi”. L’icona del pulsante è simile a quella di Google Plus, con duc cerchi che si sovrappongono, ma va ricercata sullo schermo e fa perdere un po’ di spontaneità a chi è già abituato ad altre piattaforme.

Music is the “core” – MySpace è sempre stato il social della musica, e la presenza di Timberlake alle sue “spalle” non poteva che accentuare questo orientamento. Negli anni si è persa una buona fetta d’utenza che si è diretta verso altri servizi più “passivi” come Spotify e Pandora, e la prima risposta è stata l’inserimento di un lettore MP3 posizionato in barra. Con MySpace è possibile ascoltare senza alcuna interruzione e limiti tutto il repertorio degli artisti che sono presenti nel social, inoltre è stato implementato un canale radio attiva 24 ore su 24.

La forza di MySpace è la possibilità di interagire con gli artisti, in maniera più efficace e profonda di Twitter e Facebook. E’ comunque previsto l’inserimento di altre forme d’intrattenimento, come il cinema o le foto, tanto che in fase d’iscrizione è possibile indicare a quale di questi profili (ce ne sono una decina) apparteniamo.

Game over? – In linea generale, quindi, il nuovo MySpace mi è piaciuto per quasi tutti gli aspetti. Resta l’interrogativo più grave a cui rispondere: è troppo tardi? Il mercato dei social generalisti è oramai saturo, e sebbene il prodotto di Timberlake non punti a far concorrenza a Facebook o Twitter (basti pensare che concede la login con i rispettivi account terzi), la saturazione ha raggiunto anche le nicchie più particolari. Esiste un vero motivo per cui qualcuno dovrebbe iscriversi a MySpace ed usarlo, avendo già altri account attivi? Ai posteri l’ardua sentenza…

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