Quattro chiacchiere con…Alessio Moretto

Oggi abbiamo come ospite Alessio Moretto, uno dei redattori del socialblog GT, piattaforma di contenuti Web tra le più note della scena italiana. Alessio, in particolare, è un vero e proprio early adopter di Google Plus, l’ultimo esperimento social di Mountain View, pertanto abbiamo deciso di fargli qualche domanda proprio su questo tema.

Ciao Alessio, sei stato non solo tra i primi fruitori di Google Plus in Italia, ma sicuramente tra i pochi che hanno iniziato fin dall’inizio un’opera di vera e propria “evangelizzazione” del social di Big G. Sei convinto che la strada intrapresa questa volta da Google sia quella giusta?

Ciao Enrico e grazie per l’intervista. Questa volta direi di si, la strada è quella giusta. Gli esperimenti social di Google – fino a prima di Google+ – mancavano di alcuni fattori fondamentali. Google Wave era pensato per la collaborazione sociale, raccoglieva email, messaggistica istantanea e informazioni. L’utente medio non cerca queste informazioni, per il business poteva essere un ottimo prodotto ma per la massa di utenti certamente no. Inoltre è stato abbandonato quasi subito (anche se poi le sue tecnologie sono state riutilizzate, anche in Google Docs, per esempio). Google Buzz è stato un tentativo di imitare Twitter, anche in questo caso mal riuscito. L’aggregazione automatica dei contenuti l’ha ucciso immediatamente. In entrambi i casi mi è sembrato non tanto che i prodotti non avessero possibilità, ma che Google non ci credesse veramente. Google Wave poteva diventare un social network di nicchia, aveva tutte le carte in regola per esserlo.
Con Google+ le cose mi sembrano molto diverse, Google ci crede, lo ha integrato ovunque, dalla barra superiore a YouTube, alle email, a Calendar, ad Android, al business (proprio di recente sono partiti i primi test), alla ricerca. Google+ ce lo ritroviamo ovunque e questo è un enorme vantaggio, data l’enorme visibilità che ha.
Il vero punto di forza è proprio nell’integrazione di tutti i servizi. Quindi si, la strada è quella giusta, vedremo se saprà adattarsi ai cambiamenti futuri.

In un periodo che sembra essere di saturazione per i “social” generalisti, con la crescita di numerosi prodotti di nicchia, credi che Plus possa rappresentare una vera alternativa a Facebook o Twitter? A quale dei due può sottrarre più quote di mercato?

Google+ è diverso, come lo è Twitter e come lo sono tutti (o quasi) i social network fra di loro. Attualmente stiamo assistendo ad un’esplosione dei social network di nicchia come Instagram. Certo, tutti gli appassionati di fotografia lo usano, ma poi le foto le condividono anche su Facebook, su Twitter e su Google+. Io potrò usare un social network del genere per una mia passione, ma se un giorno voglio scrivere del testo Pinterest non me lo permette mentre altri social più generalisti si. In questo punto sta la principale differenza, un social di nicchia può avere un numero limitato di utenti, poi o decide di fermarsi o decide di ampliarsi, con la possibilità di guadagnare utenti da un lato ma perderne altri. Se guardiamo le statistiche relative a Pinterest vediamo come negli ultimi 4 mesi sia cresciuto di solo 4 milioni di utenti, nei 4 mesi precedenti era cresciuto di  8 milioni, raddoppiando la propria community. Questo è il problema dei social di nicchia, hanno un limite molto più basso dei social generalisti, numero che possono sfondare solo uscendo dalla nicchia.
Difficilmente io smetterò di usare Twitter per usare solamente Google+ (questa scelta sarebbe dettata solo da problemi di tempo), come difficilmente un utente smetterà di usare Facebook perché preferisce Google+, ha tutti i suoi amici li, ci deve rimanere. Un social completa l’altro, su Facebook siamo legati agli amici, su Twitter siamo veloci, immediati, troviamo nuove persone, utenti, scopriamo nuovi siti, su Google+ ci connettiamo con persone con i nostri stessi interessi, che ritroviamo poi nella ricerca.
Facebook, come Twitter soddisfa gli utenti, altrimenti non lo userebbero, più che alternativa io direi che può rappresentare un nuovo modo di connettersi.
Per le quote di mercato non abbiamo numeri o dati certi, non si sa come un utente venga considerato attivo o meno. Tutto si basa sulla pubblicità, Twitter da mobile fa cifre paurose, alcuni giorni supera quelle che fa da desktop, Facebook fa fatica a trovare un modello di business, Google+ non ha pubblicità, quindi è un caso a parte. Se come mercato intendiamo quantità attiva di utenti, probabilmente quello a perderne di più sarà Facebook, se parliamo come mercato pubblicitario sarà sempre Facebook a rimanerne più colpito. Twitter non mi sembra impensierito da questa situazione, ha una filosofia completamente diversa. Bisogna comunque aspettare l’evoluzione che avranno nel tempo i social network, il prossimo mese potrebbe cambiare tutto, queste sono previsioni troppo azzardate.

Sapresti elencare tre pregi e tre difetti di Google Plus?

Il primo pregio l’ho già ripetuto più volte, è integrato con tutti i servizi Google, ed è certamente uno dei punti di forza di Google+.
Il secondo pregio sta nelle discussioni che si riescono ad instaurare all’interno. Non è raro trasformare un post in un punto di incontro e di discussione. La possibilità di formattare il testo con il grassetto permette di scrivere delle risposte o dei contenuti più lunghi e comunque leggibili.
Il terzo pregio sta nell’integrazione con la ricerca, anche se qui in Italia è praticamente assente, ma nella versione inglese riesci subito a trovare i contenuti più rilevanti specialmente in quello che è l’ambito web.
Il primo difetto è la lentezza nell’aggiunta di alcune features, vedi la possibilità di postare con i servizi terzi. HootSuite ha appena aperto a tutti la gestione delle pagine, e per gli utenti non si vede ancora nulla, da mobile non abbiamo ancora la gestione delle pagine (che era stata promessa a dicembre, quasi un anno fa).
Il secondo difetto coincide con un pregio: la ricerca. Infatti l’integrazione con la ricerca aiuta si a trovare i contenuti di persone con cui sei già in contatto, ma rischia di limitare le tue possibilità di conoscere nuove persone ed idee, quindi è necessario impegnarsi per trovare queste informazioni per avere una visione più ampia.
Il terzo difetto lo trovo nella gestione e promozione delle pagine. Infatti è impossibile interagire, se non con la condivisione, con le persone che non ti hanno aggiunto alle loro cerchie. Farsi conoscere in questo modo è veramente complicato.

Personalmente mi ritrovo spesso più del 50% del traffico organico taggato come “not provided”, ad opera quindi di persone con account Google loggato, e ho fin da subito implementato l’Authorship dei post con Plus. Ritieni che il social stia già influenzando pesantemente le SERP italiche? Fin dove si può spingere e quanto lo consideri positivo?

A questa domanda ti rispondo con un’immagine relativa alle statistiche sull’autore:


Mi sembra chiaro che l’influenza, per quello che riguarda l’autore, sia minima. A questo punto è doverosa una precisazione: l’authorship deve essere implementata solo dove ci sono dei contenuti, quindi, principalmente, sui blog. Questo significa che l’autore potrà influenzare solo queste SERP, che rappresentano una minima parte rispetto a quello che è l’intero web (basti pensare a tutto il traffico generato da portali turistici dove non c’è un vero e proprio contenuto creato da un utente, e a tutti i siti riferiti ad attività commerciali). Quindi l’impatto sull’autore per ora non c’è, probabilmente stanno effettuando dei test per sfruttarlo al meglio ma per adesso non viene utilizzato.
Per quello che riguarda il +1 ti rispondo sempre con un’altra immagine relativa ad un sito che fa circa 15 mila unici al mese che tratta di tecnologia.


L’impatto è praticamente minimo, inoltre il CTR, nella stragrande maggioranza dei casi, è bassissimo perché i risultati, solitamente, sono assai poco rilevanti.

Per quello che riguarda le nostre connessioni sociali penso che l’impatto sia più o meno lo stesso, quasi nullo allo stato attuale.

Se andiamo oltre alla ricerca le cose si fanno più interessanti, questo dato è stato rilasciato dal team italiano di Google Adwords. Integrando le estensioni sociali sugli annunci si aumenta il CTR dal 5 al 10%.

E’ complicato dare un reale valore al social e all’influenza sulla SERP, probabilmente mi porterà pochi click in più, ma che effetto ha sull’utente sapere che quel sito piace a altre 1000 persone, di cui 10 sono suoi contatti. Probabilmente la conversione o la fiducia aumenta.

L’obiettivo di Google è proporre risultati più pertinenti, per adesso non mi sembra ci stia riuscendo. Se troveranno la formula per utilizzare al meglio questi dati Big G potrebbe spingersi a cambiare profondamente i risultati che vediamo, probabilmente è questo l’obiettivo finale, che potremo apprezzare fra 4, 5, 10 anni o forse mai.

Come dicevo prima questa integrazione ha i suoi lati positivi e negativi, quello positivo è proprio la possibilità di trovare contenuti di persone che conosciamo e di cui ci fidiamo, quello negativo è il rischio di fossilizzarsi ad un’unica forma di pensiero.

Essendo una piattaforma di recente lancio, Plus e’ un po’ carente dal punto di vista dei tool. Di cosa senti più la mancanza?

Sicuramente l’assenza delle API è una lacuna che si fa sentire, attualmente quelle disponibili sono limitate agli hangout e alla lettura di post, ricerca e informazioni di contatto sugli utenti. Le API in scrittura per la pagine sono attualmente a richiesta solo per pochi.
Non ci sono API per gli eventi, dalle quali potrebbero nascere progetti interessanti.
Dal punto di vista dei dati abbiamo servizi come Allmyplus che, soprattutto dopo l’ultimo aggiornamento, forniscono delle informazioni utilissime. In particolare questo servizio ti consente di sapere le interazioni e i contatti di ogni pagina per un periodo scelto. Circlecount lo preferisco per analizzare la crescita. Mancano comunque servizi che monitorino le conversazioni, come gli hashtag più utilizzati (che ancora non sono disponibili in Italia).

Se volete seguire gli aggiornamenti e i tutorial di Alessio, potete farlo sul SocialBlog oppure direttamente sul suo profilo di Google Plus.

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