Quattro chiacchiere con…Riccardo Scandellari

Nostro ospite per questa settimana è Riccardo Scandellari, tra i più attivi e poliedrici protagonisti del Web italiano. Oltre ad aver avviato innumerevoli progetti ed essere il proprietario del blog skande.com, Riccardo è tra i membri fondatori di NetPropaganda Srl, realtà che si sta imponendo come tra le più influenti del panorama italico.

Ciao Riccardo, grazie per la tua disponibilità! Tra le tue molteplici attività legate al web-marketing, di recente ti sei avvicinato anche al mondo di Linkedin, in particolare con il gruppo del Social Media Marketing Italiano. Cosa ti ha spinto ad esplorare questa piattaforma?

Credo molto nella piattaforma LikedIn, soprattutto perché è densamente popolata da professionisti. I gruppi tematici sono molto interessanti, anche se non ho capito bene quali reali vantaggi ne tragga chi li apre e gestisce, il gruppo “Social Media Marketing Italiano” non è nato in concorrenza con il ben più conosciuto “Social Media Marketing Italia” di Andrea Albanese, ma solo come esperimento. Ora ha 1.300 iscritti, e tutti possono pubblicare notizie inerenti al tema, senza pre-moderazione.

Linkedin viene spesso “dimenticato” da molti, ma è oramai alla soglia dei dieci anni di attività e secondo alcuni studi di settore è una piattaforma ideale per veicolare traffico e vendite. Secondo te come mai in Italia, che è tra i dieci paesi con più iscritti a questo social, non viene molto utilizzato a questo scopo?

Ho conosciuto le potenzialità di LinkedIn grazie ad un commerciale che lo utilizza come principale strumento di lavoro e che mi ha svelato il suo metodo di vendita, anche se io non sono un commerciale ho subito capito le potenzialità ricredendomi, visto che molti mesi fa lo consideravo un semplice raccoglitore di curriculum. Per il B2B è la piattaforma ideale per approcciare clienti e fornitori e arrivare a dialogare con i professionisti, quasi tutte le “persone giuste” si trovano li.

Tornando al Bel Paese ed al suo rapporto con i social, sei stato tra gli organizzatori dei Tweet Awards 2012, che nei giorni scorsi sono stati assegnati durante un bell’evento a Milano. Che impressione hai dello stato di maturità e consapevolezza degli italiani verso i social, e verso Twitter in particolare (Facebook è da più tempo sedimentato nelle nostre abitudini)?

Ai TA12 sono venuti i geek dei Social Media; Twitter non è uno strumento semplice come Facebook, che è più adatto per l’utenza comune. Come manifestazione aprirà la strada a molti eventi che uniscono l’on-line all’off-line e credo che se ne sentisse un gran bisogno, le comunità basate esclusivamente da frequentazioni on-line sono meno salde e stabili. Aver potuto incontrare oltre 300 amici che prima dell’evento avevo conosciuto solo come avatar mi ha fatto legare ancora di più con molti di essi. La cosa incredibile e che dai dialoghi su Twitter traspare veramente la personalità e il carattere, tranne pochi casi, ho avuto conferme di quello che mi ero immaginato.

Nel tuo blog trova molto spazio anche la fotografia digitale. Come ti poni nell’ormai annosa diatriba tra Instagram e la fotografia professionale? Rilevi un appiattimento del movimento? L’estrema automatizzazione può “uccidere” il gusto personale?

Mi piace moltissimo prendere in giro i fotografi. Instagram è uno straordinario strumento ma come tutti gli strumenti NON fa il fotografo, è molto utile per far avvicinare persone che non hanno mai
avuto una reflex alla fotografia e molti di questi prenderanno la decisione di studiare ulteriormente questa magnifica arte. La possibilità di scattare e condividere immediatamente su tutta una serie di piattaforme è rivoluzionaria. Un fotografo professionista non deve sentirsi minacciato, ma fruttarla come opportunità.

Come vedi invece il trend d’integrazione tra Ricerca e Social, che sta coinvolgendo (e trasformando) la SEO? Ti riconosci più nel modello di Google (Search Plus Your World, ed un social hub come Plus) oppure in quello di Bing (ricerca “classica” più una spalla di riferimenti a varie piattaforme social)?  

Il SEO attuale e del futuro, a mio avviso, sarà sempre di più legato all’Authorship. Per i motori di ricerca l’unico metro di misura per valutare la bontà di un contenuto sarà affidarsi alla credibilità di
chi scrive; che verrà valutato in base alle condivisioni sociali e alla capacità di generare conversazioni. Un premio per chi fa contenuti di qualità. Bing chi?

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