Telegram

Telegram, la nota applicazione di messaggistica che fa concorrenza a Whatsapp, in questi giorni è scesa in campo contro l’Isis.
L’applicazione era stata scelta dai membri legati allo Stato Islamico per divulgare la propria propaganda, ma nei giorni successivi agli attentati di Parigi i responsabili dell’app hanno annunciato di aver iniziato a eliminare i canali riconducibili all’Isis.
Così nei primi giorni ne sono già stati cancellati 78.

In una lista pubblicata dal Wall Street Journal, Telegram risultava tra i sistemi di comunicazione più utilizzati dai terroristi per evitare di essere intercettati. Circa due mesi fa Telegram ha introdotto i “canali”, che possono essere creati da un utente e seguiti da un numero infinito di altri utenti. Questa funzione insieme alla possibilità di inviare messaggi di testo, vocali e video cifrati (fino a 1,5 gigabyte) ha fatto sì che l’Isis utilizzasse l’applicazione per la propria propaganda. Alcuni dei canali utilizzati dall’Isis contano più di 10mila follower. Per la Cnn, l’applicazione sarebbe utilizzata anche per la raccolta di finanziamenti per l’attività degli jihadisti. Ma come può Telegram bloccare questi contenuti se è sicura come dice? Come si legge nelle faq “Tutte le chat e i gruppi di Telegram sono territorio privato dei loro rispettivi partecipanti e non eseguiamo alcuna richiesta relativa ad esse. Tuttavia i pacchetti di sticker e i bot su Telegram sono disponibili pubblicamente”

In più i canali sono pubblici quindi i gestori di Telegram si sono limitati a bloccare quelli visibili a tutti o segnalati da membri del gruppo stesso alla mail abuse@telegram.org

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