Twitter dichiara guerra al porno?

Mi capita spesso, durante alcune lezioni di dire: “Uno dei parametri per sapere se il vostro hashtag sta avendo successo? Se iniziano a usarlo per postare link pornografici“.
Twitter è popolatissimo da questi contenuti. Secondo un’inchiesta di Channel 4, dello scorso febbraio, si stimano circa 500mila immagini porno ogni 24 ore.
Così il popolare servizio di microblogging avrebbe deciso di mettere fine a questa proliferazione cancellando account porno, di attori, attrici e case di produzione dell’hard.

Che cosa ha portato a questa decisione?
Business, as usual.
Tutto è partito dalla decisione della società Nielsen di sospendere una campagna a pagamento su Twitter e di non farne più, perché i contenuti sponsorizzati venivano visualizzati anche in ricerche “a luci rosse”, il brand si vedeva, quindi associato a profili porno.

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Ne consegue che Twitter ora si trova tra due fuochi.
Da una parte la necessità di ‘fare pulizie’, cancellando gli account che pubblicano contenuti pornografici, cambiando anche le proprie Condizioni d’uso, e anche quella filosofia di maggiore libertà d’espressione che ne ha favorito il successo come social di riferimento per l’informazione (Facebook e Instagram hanno norme più stringenti per quel che riguarda nudi espliciti o contenuti erotici).

C’è un però. Il numero si aggira sui 10 milioni di utenti, per Twitter potrebbe essere un bel problema rinunciare a questa quantità di persone e il traffico che generano. Cosa succederebbe, poi, se cancellati questi account anche buona parte dei loro follower si cancellasse?
Per dare una misura da gennaio a marzo 2015 gli utenti Twitter sono cresciuti di 14milioni ed è stato superato da Instagram.
Sarà una decisione difficile dalle parti di San Francisco.
In fin dei conti, come diceva il musical “Avenue Q”: The Internet Is For Porn

Photo Illustration by Emil Lendof/The Daily Beast 

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