Quag, la ricerca condivisa

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Da qualche giorno, dopo essermi dedicato al lancio ufficiale di istella, sto utilizzando Quag, un nuovo prodotto italiano sempre legato alla ricerca web. In realtà Quag mette insieme più features tipiche di vari prodotti per aiutare l’utente nel suo scopo: risolvere un problema, reperire un’informazione, e così via.

La ricerca – Una volta iscritti a Quag (potete farlo con la vostra email, con Facebook o con Twitter), vi troverete davanti la canonica textbar dove inserire le vostre query, che vi verranno anche suggerite durante la digitazione. Fin qui nulla di nuovo, considerando che le SERP che visualizzerete (suddivise in web, immagini e video) saranno fornite da Google o da Bing, a seconda della configurazione che avrete impostato nel vostro profilo.

Le domande – La prima novità la trovate in alto a sinistra rispetto alla SERP, evidenziata in rosso. Il motore v’indicherà se e quante sono le persone che hanno già fatto ricerche simili alla vostra, permettendovi di formulare loro una domanda inerente al tema, nella speranza che essi possano risolvere il vostro dubbio, o comunque arricchire la vostra esperienza di ricerca. Non manca inoltre, accanto alla SERP, una colonna con le domande già effettuate sul tema oggetto della query.

Gli interessi – Quag permette all’utente di completare e arricchire il proprio profilo inserendo gli interessi, che non rappresentano altro che delle keywords da matchare con le query per intercettarvi quando qualcun’altro starà ricercando un determinato argomento. Gli interessi servono anche a mostrarvi una lista di domande già fatte su quei temi, di modo da permettervi di rispondere o d’informarvi ancor prima di digitare delle query.

Prospettive – Come avrete capito, Quag è un prodotto “trasversale”, a metà tra motore di ricerca, Q&A e social network. Credo si tratti di una buona idea, di un tentativo originale per andare oltre la banale e velleitaria proposta di “alternativa a Google”.

Data la sua natura, quello che attualmente manca a Quag è una base di utenti e dati ampia e convincente per poter seriamente pensare di rappresentare una soluzione per chi lo utilizza. Immagino che i suoi fondatori staranno già alacremente lavorando in questa direzione.

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