SquadMail, le email collaborative per un workflow efficiente

Sebbene molti ne predicano (da anni) la fine imminente, le email restano lo strumento principalmente utilizzato per le comunicazioni professionali. Vuoi per la possibilità di strutturazione, vuoi per il formalismo intrinseco nella tipologia di comunicazione (che spesso si rende necessario, specie in rapporti verso l’esterno, leggi clienti), le email hanno più di vent’anni ma non li dimostrano affatto.

Il problema principale con le email è che sono un ottimo mezzo di comunicazione (anche broadcast, volendo), ma un pessimo strumento di condivisione, proprio per il fatto che se dimentichiamo qualche destinatario, siamo poi costretti ad inoltrarle, oppure ad allegarle ad un’altra mail, per allineare colleghi/clienti.

SquadMail è una startup nata con lo scopo di superare questo problema. L’utente crea e condivide intere cartelle con dei gruppi di altri utenti, le cartelle si sincronizzano in tempo reale (in modalità sicura, utilizzando chiave SSL) e qualsiasi membro può decidere quali inserire nella cartella, mantenendo dunque la privacy e l’indipendenza del resto del proprio account di posta. Sebbene non necessiti di alcun software o download per funzionare (s’integra alla perfezione con Gmail, per esempio), SquadMail riesce ad interfacciarsi anche con i tradizionali programmi client di posta, trasformandosi in una sorta di Dropbox dedicato alle mail.

Che dire, si tratta di un prodotto molto interessante perché va a colmare delle lacune che potevano essere risolte anche con qualche prodotto business (pensiamo a gli account di gruppo su Exchange Server, ad esempio), ma con un livello assai minore di flessibilità e customizzazione, oltre che a ben altro pricing. SquadMail si trova ancora in fase Beta gratuita, supponiamo che con il rilascio definitivo verrà proposto un piano Pro per numeri di condivisioni superiori alle poche unità.

Dal cuore teutonico, SquadMail è stato presentato all’ultima edizione di NextBerlin, fiera digitale della capitale tedesca, aggiudicandosi inoltre il primo premio di 10mila euro da utilizzare presso hub:raum, un incubatore di startup da poco lanciato in ambito europeo. La strada sembra quella giusta, chissà che il successo non arrida a questi startupper: si tratta di un prodotto che potrebbe in prospettiva far gola sia come complemento per i servizi di cloud storage, sia ad un social di profilo business come Linkedin nel corollario di add-on che stanno impreziosendone l’offerta (vedi SlideShare).

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