Sistema ottico
La primissima cosa che dovrete considerare nella scelta del vostro nuovo binocolo è quale uso ne vorrete fare, poiché ci sono tanti diversi tipi di binocoli e ognuno è più adatto ad un uso piuttosto che a un altro.
In tal senso è fondamentale sapere quale “combinazione” è idonea ad ogni uso, dove per combinazione intendiamo due specifiche tecniche che troverete sempre menzionate insieme: il numero degli ingrandimenti, seguito dal diametro delle lenti obiettivo.
Dalla combinazione di questi due fattori dipendono infatti altre qualità del binocolo, quali la luminosità dell’immagine e l’ampiezza del campo visivo: per questo un binocolo con il quale osservare un’ampia porzione di paesaggio avrà una combinazione diversa da uno pensato per osservare porzioni più ristrette.
Riconoscere la combinazione di un binocolo è molto semplice, poiché viene sempre indicata accanto al nome del modello: incontrerete quindi binocoli 10×50, 8×42 e via discorrendo. La prima di queste due cifre (10x, 8x ecc.) indica il numero degli ingrandimenti, mentre la seconda (50, 42 ecc.) indica il diametro in millimetri delle lenti obiettivo.
Abbiamo detto che ad usi diversi sono adatte combinazioni diverse: riassumiamo qui di seguito in una tabella quali sono indicativamente le combinazioni adatte ai diversi usi del binocolo.
| Versatile | ||
| Tascabile | ||
| Bird watching e caccia | ||
| Escursionismo | ||
| Astronomia | ||
| Nautica |
Vi sono altre considerazioni riguardanti la qualità del sistema ottico che sono importantissime al fine di determinare una buona resa visiva. Esse sono: il tipo di prismi montati sul binocolo, i materiali utilizzati per realizzare il gruppo ottico e i trattamenti applicati alle superfici ottiche. Cerchiamo ora di chiarire ciascuno di questi aspetti.
Prismi
Per parlare di prismi dobbiamo fare un piccolo excursus tecnico. La luce che passa attraverso l’obiettivo del binocolo, produce un’immagine che all’occhio dell’osservatore giunge ribaltata: per questo motivo il gruppo ottico di un binocolo comprende anche un sistema di raddrizzamento dell’immagine.
Il raddrizzamento è ottenuto attraverso dei prismi di vetro, inseriti nel corpo del binocolo, che ribaltano l’immagine attraverso una serie di rifrazioni. I prismi che si possono trovare su un binocolo sono fondamentalmente di due tipi, e ciascuno dei due presenta sia vantaggi che svantaggi.

Prismi di Porro
Il primo tipo è quello dei prismi di Porro, che prendono il nome dall’ingegnere che li sviluppò nel XIX secolo. Delle due tipologie questa è quella di maggiore semplicità costruttiva e che effettua meno rifrazioni dell’immagine: questo significa che i prismi di Porro sono la tipologia meno costosa e anche quella che disperde meno luce durante il passaggio da una rifrazione all’altra.
Dobbiamo infatti tenere presente che una piccola porzione del fascio luminoso riflesso viene disperso ad ogni impatto su una superficie, anche nel caso in cui questa sia trasparente come il vetro. Per questo motivo a un minor numero di rifrazioni corrisponde una minore dispersione della luce, e quindi una maggiore luminosità dell’immagine. Lo svantaggio maggiore dei prismi di Porro è il loro peso: si tratta infatti di due prismi adiacenti piuttosto voluminosi, collocati in ciascun tubo ottico, che determinano inevitabilmente un peso piuttosto elevato dello strumento ed anche un ingombro significativo in larghezza.

Prismi a tetto
Il secondo tipo è invece quello dei prismi a tetto, che prendono il nome dalla loro forma caratteristica. La realizzazione di questo tipo di prismi è tecnicamente più complessa rispetto ai prismi di Porro, poiché presentano un maggior numero di superfici, la cui precisione deve essere assoluta, pena una significativa perdita di nitidezza dell’immagine. Per questo motivo i prismi a tetto sono generalmente più costosi rispetto a quelli di Porro, e tendono anche a disperdere una maggiore quantità di luce, perché effettuano un maggior numero di rifrazioni. Il principale vantaggio di questo tipo di prismi è che, non sviluppandosi tanto in larghezza, essi sono più piccoli, compatti e leggeri rispetto a quelli di Porro.
Troverete l’uno o l’altro tipo di prismi associati a determinate combinazioni di numero di ingrandimenti e diametro delle lenti. Solitamente sui binocoli più piccoli, fino a 8 ingrandimenti, sono montati i prismi a tetto, mentre molto probabilmente sui binocoli dai 10 ingrandimenti in su troverete i prismi di Porro.
Materiali
Un altro elemento che concorre alla qualità dell’immagine finale è il materiale in cui sono realizzate le lenti e i prismi. Si tratta naturalmente di vetro, che può essere tendenzialmente di due tipologie: il vetro BaK4 e il vetro BK7.

- Il vetro BK7 è vetro borosilicato utilizzato in ottica perché, oltre ad essere molto resistente, presenta un ottimo grado di trasparenza, che lo rende particolarmente indicato per la trasmissione della luce
- Il vetro BaK4 è invece vetro al Crown-bario, caratterizzato da un bassissimo indice di rifrazione e bassa dispersione della luce, pertanto questo tipo di vetro viene impiegato per la realizzazione dei gruppi ottici dei migliori binocoli
Come è facile intuire, vi è una certa differenza di prezzo tra ottiche realizzate in vetro borosilicato e ottiche al Crown-bario:
il secondo, visto il maggior pregio e la migliore qualità, ha un prezzo più elevato rispetto al primo.
Dobbiamo però sottolineare che non esiste al momento uno standard di produzione che stabilisca quali siano i parametri necessari per poter denominare un vetro con la dicitura “BaK4”: infatti tale sigla è stata adottata inizialmente da Schott, un produttore tedesco di vetri ottici di alta qualità.
È possibile trovare in commercio binocoli che presentano questa dicitura, senza che ad essa corrispondano le caratteristiche di rifrazione e dispersione del vetro BaK4 prodotto da Schott. Tuttavia, anche in assenza di indicazioni precise, esiste un metodo intuitivo per capire con che tipo di vetro siano stati realizzati i prismi: è sufficiente osservare la forma della pupilla in uscita (di cui parleremo dettagliatamente più avanti). Se la pupilla è di forma perfettamente circolare il vetro utilizzato è quasi certamente del tipo BaK4, mentre se presenta una “vignettatura”, con degli angoli leggermente squadrati, il vetro usato è più probabilmente BK7.
Trattamenti
Come abbiamo già accennato, una percentuale del fascio luminoso viene riflessa dalla superficie delle lenti e dei prismi nel momento in cui le attraversa, nonostante queste siano trasparenti.
La dispersione può arrivare anche al 5% del fascio luminoso: considerando che la luce attraversa svariate superfici all’interno del binocolo, la dispersione della luce può essere considerevole. Per questo motivo è importante non solo che il vetro utilizzato per i gruppi ottici abbia un basso indice di rifrazione, ma anche che le superfici attraversate dal fascio luminoso siano trattate con rivestimenti appositi che ne limitano la dispersione.
L’applicazione di un rivestimento antiriflesso viene spesso indicata con il termine inglese “coating“, che potete trovare declinato in quattro modi diversi a seconda di quanti strati siano stati applicati e su quante superfici. Nel dettaglio potete trovare queste diciture:
- Coated (C): un solo strato di rivestimento antiriflesso è stato applicato alle superfici esterne delle lenti dell’obiettivo e degli oculari
- Multi Coated (MC): sono stati applicati più strati antiriflesso alle superfici esterne delle lenti. Tale dicitura non specifica il numero degli strati applicati
- Fully Coated (FC): un singolo strato antiriflesso è stato applicato alle superfici esterne ed interne delle lenti, oltre che alle superfici esterne dei prismi
- Multi Fully Coated (MFC): tutte le superfici delle lenti e le superfici esterne dei prismi sono state trattate con più strati antiriflesso. Tuttavia non viene specificato il numero degli strati applicati
Una singola applicazione di strato antiriflesso può ridurre la dispersione luminosa al 5% soltanto. L’applicazione di strati multipli può abbassare la dispersione addirittura al 0,25%. Che il gruppo ottico di un binocolo abbia ricevuto un trattamento antiriflesso non è comunque garanzia sufficiente di una buona luminosità. Infatti gli strati devono essere applicati omogeneamente: bisogna tenere presente che un buon rivestimento singolo applicato ad arte può dimostrarsi anche più efficace di strati multipli disomogenei.
Nel caso dei binocoli con prismi a tetto, è importante prestare attenzione alla presenza di uno strato correttivo specifico chiamato “correzione di fase“, perché questa tipologia di binocoli è soggetta ad alcune distorsioni dovute alla elevata complessità costruttiva dei prismi a tetto. Tale strato correttivo serve proprio a ripristinare la definizione dell’immagine che può degradarsi nei numerosi passaggi del fascio luminoso attraverso i prismi.
Luminosità
Abbiamo già insistito molto sull’importanza di preservare quanta più luce possibile nel passaggio del fascio luminoso attraverso il gruppo ottico del binocolo. Vediamo ora quali sono le caratteristiche del binocolo che determinano quanta luce esso è in grado di catturare, e, di conseguenza, in quali contesti può essere usato.
Come abbiamo accennato in precedenza, i binocoli differiscono per numero di ingrandimenti e diametro dell’obiettivo, e abbiamo anche illustrato come le varie combinazioni siano idonee a contesti differenti. La combinazione ingrandimenti/diametro gioca un ruolo importante anche per determinare la luminosità trasmessa dal binocolo, vale a dire quanta luce “entra” dall’obiettivo e quanta “esce” dagli oculari.
Pupilla in uscita
La luminosità del binocolo è espressa tra i dati tecnici sotto la dicitura “indice di luminosità” oppure “pupilla in uscita“. Il valore è espresso in millimetri ed indica il diametro del fascio di luce in uscita dall’oculare. Si può osservare la pupilla in uscita puntando il binocolo verso una sorgente luminosa ed osservandolo dal lato degli oculari ad una distanza di 30 cm circa: su ogni oculare si potrà vedere un cerchietto luminoso generato dalla luce in uscita.
Il diametro della pupilla in uscita è dato dal rapporto tra il diametro delle lenti obiettivo e il numero degli ingrandimenti: ad esempio, un binocolo 10×50, cioè con 10 ingrandimenti e lenti obiettivo da 5 cm di diametro, avrà una pupilla in uscita di 5 mm, un 8×20 avrà un indice di luminosità di 2,5 e via discorrendo.
Vi consigliamo di verificare sempre che la pupilla in uscita sia coerente con le specifiche di ingrandimenti e diametro dell’obiettivo dichiarate: se un binocolo 10×50 ha una pupilla in uscita inferiore ai 5 mm di diametro, significa che il diametro delle lenti non è di 5 cm effettivi come dichiarato, bensì inferiore. Discrepanze tra combinazione e pupilla in uscita possono capitare, soprattutto quando si prendono in considerazione binocoli in fascia di prezzo bassa la cui precisione costruttiva non è di certo ai massimi livelli.
Condizioni ambientali
Dunque, perché è rilevante conoscere l’indice di luminosità di un binocolo? Perché da esso dipenderà la possibilità di usare il binocolo soltanto di giorno, in condizioni di luce piena, oppure anche in condizioni di scarsa luminosità, come l’alba o il tramonto. Il diametro della pupilla in uscita è infatti proporzionato a quello della pupilla umana, che però varia a seconda della luce. Se durante il giorno, in piena luce, la pupilla ha un diametro di 3 mm, di notte, al buio completo, il diametro si dilata fino a 7 mm. Per questo motivo, al fine di trasmettere all’occhio abbastanza luce da permettere la visione, un binocolo per uso notturno deve superare i 6 mm di diametro della pupilla in uscita ma non superare i 7 mm.
Mentre un binocolo per uso crepuscolare dovrebbe arrivare almeno a 5 mm, e uno per uso diurno dovrebbe aggirarsi almeno intorno a 3 mm di diametro. Non ci addentriamo troppo nel dettaglio, ma tenete anche presente che la visione notturna va peggiorando con l’età, poiché la pupilla si dilata progressivamente di meno. Quindi anche con un binocolo adeguato, alla vostra retina arriverà sempre meno luce.
La tabella qui sotto riassume l’indice di luminosità per ogni possibile tipo di binocolo: trovate indicato a sinistra il numero degli ingrandimenti e in alto il diametro delle lenti obiettivo.
| 21 | 25 | 30 | 35 | 42 | 50 | 56 | 63 | 70 | 80 | 100 | |
| 6x | 3,5 | 4,1 | 5 | 5,8 | 7 | – | – | – | – | – | – |
| 7x | 3 | 3,6 | 4,3 | 5 | 6 | 7 | – | – | – | – | – |
| 8x | 2,6 | 3,1 | 3,7 | 4,4 | 5,3 | 6,3 | 7 | – | – | – | – |
| 9x | – | 2,8 | 3,3 | 3,9 | 4,7 | 5,6 | 6,2 | 7 | – | – | – |
| 10x | – | 2,5 | 3 | 3,5 | 4,2 | 5 | 5,6 | 6,3 | 7 | 8 | – |
| 12x | – | – | 2,5 | 2,9 | 3,5 | 4,2 | 4,7 | 5,3 | 5,8 | 6,6 | – |
| 14x | – | – | – | 2,5 | 3 | 3,6 | 4 | 4,5 | 5 | 5,7 | 7,1 |
| 16x | – | – | – | – | 2,6 | 3,1 | 3,5 | 3,9 | 4,4 | 5 | – |
| 20x | – | – | – | – | – | 2,5 | 2,8 | – | 3,5 | 4 | 5 |
Consultando la tabella, potete facilmente individuare le combinazioni mirate per i vostri scopi. Un binocolo con una grande pupilla in uscita vi permetterà di osservare al crepuscolo cose che ad occhio nudo non riuscireste a vedere, ed è quindi particolarmente indicato per l’osservazione astronomica.
Se invece vi interessa un binocolo unicamente per l’uso diurno, da portare con voi durante escursioni e passeggiate, e per osservare uccelli ed altri animali, potete orientarvi su un binocolo con indice di luminosità compresa tra 3 e 4.
Campo visivo
Infine, un’altra proprietà del binocolo è determinata dal numero di ingrandimenti effettuati dallo strumento: il campo visivo. Questo rappresenta l’estensione della porzione di terreno che il binocolo permette di osservare a distanza, e si può trovare espresso in metri oppure in gradi nelle specifiche tecniche del prodotto.
Quando è espresso in metri, quella che è indicata è la lunghezza della porzione osservabile da una distanza di 1000 m, ad esempio 110 m, 130 m, 140 m ecc. Quando è espresso in gradi, quella che viene descritta è l’ampiezza dell’angolo del cono visivo abbracciato dal binocolo, ad esempio 5°, 6°, 7° ecc. Se quest’ultima misura è per voi oscura, non vi preoccupate: è sufficiente moltiplicare l’angolo per 17,45 per ottenere i metri osservabili da 1 km di distanza. Attenzione però: questa moltiplicazione è affidabile solo per angoli inferiori a 10°!
Allora in che modo il numero di ingrandimenti influenza l’estensione del campo visivo? Molto intuitivamente: più è elevato il potere di magnificazione del binocolo, e quindi più ingrandimenti effettua, più è ristretta la porzione di terreno che permette di osserva. Al contrario, minori sono gli ingrandimenti, maggiore è l’estensione che permette di abbracciare. Anche in fatto di campo visivo, quindi, quello che dovete valutare è a cosa vi serve il binocolo: ad esempio, se volete osservare gli animali con un discreto livello di dettaglio, avrete bisogno di un buon numero di ingrandimenti, con conseguente perdita di campo visivo. Se, invece, volete poter seguire un animale in movimento entro un panorama piuttosto ampio, potreste preferire un binocolo con meno di 10 ingrandimenti e di conseguenza con un campo visivo più ampio.
Robustezza
Fatte tutte le necessarie considerazioni inerenti l’ottica e l’uso che si vuole fare del binocolo, è opportuno soffermarsi su altre caratteristiche strutturali non secondarie. Chi cerca un binocolo, infatti, nella maggior parte dei casi vuole uno strumento da portare con sé all’aria aperta, che sia nei boschi, in aperta campagna o al mare. È quindi di fondamentale importanza che il binocolo che scegliete sia in grado di sopportare bene l’eventuale esposizione agli elementi atmosferici, le possibili cadute e il contatto con lo sporco.
Impermeabilizzazione
Ogni binocolo degno di tal nome dovrebbe quanto meno essere impermeabilizzato. In caso contrario, infatti, c’è il costante rischio che la polvere o, in caso di pioggia, l’acqua filtrino all’interno dei tubi dello strumento e lì rimangano, compromettendo la visione.
L’acqua all’interno del binocolo può infatti sfuocare la visione e, una volta evaporata, lasciare aloni sulle lenti. La sabbia o la terra possono attaccarsi a una delle superfici interne e generare a loro volta degli aloni, o peggio delle aree scure permanenti sull’immagine. Per questo raccomandiamo caldamente di non acquistare un binocolo che non sia perfettamente impermeabile!
In generale, possiamo affermare che i binocoli più compatti, quelli con prismi a tetto, sono più facili da impermeabilizzare, mentre i binocoli più grandi, con prismi di Porro, presentano qualche difficoltà in più.
Riempimento
Un altro possibile problema che può insorgere quando si usa il binocolo all’aperto, in particolare in condizioni di forte escursione termica, è la condensa interna. Nei binocoli riempiti ad aria questo problema si può verificare spesso e si risolve attendendo che la condensa formatasi all’interno dei tubi ritorni allo stato gassoso. Un buono strumento sarà riempito con gas non soggetti al problema della condensazione e nella maggior parte dei casi il gas utilizzato è l’azoto. Consigliamo dunque di verificare sulla scheda tecnica se il riempimento sia anticondensa o meno.
Rivestimento
Infine, è importante che un binocolo da portare con sé all’aperto possa resistere alle sollecitazioni esterne, come i colpi e le cadute accidentali. Per questo è importante che i tubi siano rivestiti da un buono strato di materiali capaci di attutire gli urti, come la gomma morbida. Questo materiale ha anche una importante funzione antiscivolo, che permette una buona presa anche quando ci si trova sotto la pioggia o si hanno le mani un po’ sudate.
Comodità
A questo punto stiamo stringendo il campo di scelta a binocoli adatti all’uso che ne vogliamo fare, e di qualità sufficiente a resistere anche a qualche sballottamento: dobbiamo ora sincerarci di poter adattare perfettamente il binocolo alle forme del nostro viso e alla nostra vista, in particolare se portiamo gli occhiali.
Su un binocolo si trovano normalmente, o almeno dovrebbero trovarsi, tutta una serie di regolazioni che permettono a qualunque utilizzatore di usare agevolmente lo strumento. Vediamo di quali regolazioni si tratta.
Rilievo oculare
Chiamata anche estrazione pupillare, questa regolazione assolve a una doppia funzione: da un lato permette di poggiare il binocolo al viso, riparando l’occhio dalla luce solare, dall’altro permette di far combaciare con precisione la pupilla in uscita con la pupilla dell’osservatore.
Questa seconda funzione è la più importante ai fini di una corretta visione dell’immagine trasmessa dal binocolo, in particolare in condizioni di illuminazione cangianti. Al variare delle dimensioni della vostra pupilla, infatti, dovrà variare anche l’estrazione pupillare. La regolazione si ottiene attraverso due “coppe” morbide poste agli oculari, estraibili e regolabili alla lunghezza desiderata.
Vi sono due tipi di regolazioni possibili del rilievo oculare:
- Coppa estraibile: la più personalizzabile, poiché le coppe possono venire più o meno estratte con un movimento avvitatorio, allungando o accorciando il rilievo oculare
- Coppa pieghevole: meno versatile, le coppe possono venire ripiegate in due sole posizioni, chiuse sui tubi, quindi con rilievo oculare nullo, oppure “aperte”, con rilievo oculare a distanza fissa
Purtroppo molti modelli di fascia bassa sono del tutto privi di rilievo oculare, e costringono quindi l’utilizzatore a tenere il binocolo alla giusta distanza con maggiore fatica e scomodità: per questo raccomandiamo di non sottovalutare questo dettaglio apparentemente insignificante!
Aggiustamento diottrico
Questa regolazione è spesso presente anche nei modelli più economici, ed è importante per mettere correttamente a fuoco l’immagine con entrambi gli occhi. Tutti presentano differenze di vista da un’occhio all’altro, chi in maniera più accentuata chi meno, ed è quindi necessario regolare la messa a fuoco distintamente per i due oculari fin dal primo utilizzo.
La ghiera per l’aggiustamento diottrico si trova tipicamente all’oculare destro, e il procedimento per regolare il fuoco è molto semplice: si effettua per prima cosa la messa a fuoco basandosi unicamente osservando un oggetto a scelta dal solo oculare sinistro con l’occhio sinistro.
Successivamente si passa all’osservazione dello stesso oggetto dall’oculare destro con l’occhio destro: mettendolo a fuoco usando la ghiera per l’aggiustamento diottrico si otterrà una messa a fuoco perfettamente bilanciata per entrambi gli occhi. Raccomandiamo quindi di verificare la presenza di questa regolazione in particolare a chi sa già di avere significative differenze di vista tra i due occhi.

Questo binocolo è chiaramente ideato per la caccia e il bird watching, ma si rivela abbastanza versatile per essere usato anche durante passeggiate o per osservare eventi sportivi. I principali punti di forza di questo strumento sono senza dubbio l’elevata qualità del gruppo ottico e la grande robustezza: il vetro utilizzato per la realizzazione di lenti e prismi è infatti BaK4 a bassissima dispersione prodotto dalla prestigiosa Schott, interamente trattato con i rivestimenti antiriflesso di alta qualità di Zeiss.
Consigliamo questo binocolo a chi cerchi uno strumento compatto, versatile, robusto e ben accessoriato. Il Nikon Monarch 7 8×30 permette di effettuare osservazioni anche in condizioni di cattiva luce. Inoltre, l’impermeabilizzazione e il rivestimento in gomma antiscivolo e antiurto lo rendono idoneo all’uso outdoor, poiché il binocolo è in grado di resistere alle intemperie e alle cadute.
Questo è un binocolo abbastanza robusto, grazie al rivestimento antiurto e antiscivolo e all’impermeabilizzazione, e ha un discreto numero di regolazioni per accomodare tutti i tipi di utilizzatori, adulti e non, con occhiali e senza. Un buon tocco è la presenza di un attacco filettato universale per cavalletti e supporti, di cui consigliamo l’uso con i binocoli da 10 o più ingrandimenti.