Google Home o Amazon Echo?

Il 2018 è stato indubbiamente l’anno degli smart speaker, anche qui in Italia. Infatti, dopo molte attese, i due pesi massimi del settore (Google e Amazon) hanno portato nel mercato nostrano i loro campioni: Google Home e Amazon Echo.

Per gli amanti della domotica e degli assistenti virtuali si prospetta dunque un Natale ricco di opportunità: l’offerta è così ricca che potrebbe far vacillare persino i più stoici e fidelizzati adepti dell’high tech.

Scegliere tra Google Home e Amazon Echo non è così scontato, perché è una vera e propria scelta di campo; se è vero che i due dispositivi hanno molte funzioni in comune, è vero altrettanto che i due ecosistemi a cui attingono e che rappresentano sono come due rette parallele, cioè non si toccano mai. Ci sono, quindi, azioni e integrazioni specifiche che potrete compiere solo con uno dei due.

Come capire qual è lo smart speaker che fa per voi, dunque? In questo post proveremo a fare chiarezza e a darvi le informazioni di cui avete bisogno per operare la vostra scelta in serenità e senza (troppi) rimpianti.

Una premessa: entrambi i prodotti sono ancora, nonostante tutto, in una fase primordiale del progetto, e saranno soggetti, nei prossimi mesi, a molti aggiustamenti, aggiunte di funzionalità, e aggiornamenti. La vostra scelta sarà quindi più una scommessa su quel che questi dispositivi potranno diventare.

Google Home e Amazon Echo: cos’hanno in comune?

Google Home e Amazon Echo sono i nomi delle due famiglie ufficiali di dispositivi che sfruttano le intelligenze artificiali sviluppate dai due colossi del Web: Assistant per Google, e Alexa per Amazon.

Entrambi sono disponibili in varie versioni che differiscono per funzionalità, uscita audio e dimensioni.

Google Home lo trovate in vendita (non su Amazon, per ovvie ragioni di concorrenza) nei seguenti allestimenti:

  • Mini
  • Standard
  • Max e Hub (ancora non disponibile in Italia)

Amazon Echo è invece disponibile nelle seguenti versioni:

  • Dot
  • Standard
  • Plus
  • Spot

Leggi di più –> Amazon Echo in Italia: tutto quel che c’è da sapere

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Entrambi sono gestibili e configurabili, oltre che con la voce, con una app (disponibile per Android e iOS) che vi da la possibilità di variare sia le impostazioni più banali, sia le integrazioni con servizi e dispositivi di terze parti.

Entrambi vi permettono di usufruire delle funzionalità basiche, come ricercare informazioni sul web, il meteo, il traffico, le curiosità e le notizie in tempo reale. Potrete gestire il vostro calendario, i promemoria, la lista della spesa e delle attività da svolgere, oltre a riprodurre musica ed altri contenuti multimediali.

Grazie alle app riuscirete poi a configurare routine che potrete scatenare grazie a parole-chiave. Dicendo “buongiorno”, ad esempio, potrete farvi dare tutte le informazioni su meteo, gli impegni e le notizie della giornata.

Google Home e Amazon Echo: il confronto

Eccoci arrivati dunque alla parte più impegnativa: confrontare i due prodotti sulle loro differenze. Abbiamo scelto le quattro voci più importanti per uno smart speaker.

Design

Fino a qualche tempo fa il Google Home era sicuramente un oggetto di design più attraente, ma con la nuova versione di Echo, quella che stiamo conoscendo qui in Italia, il confronto appare più equilibrato.

Google Home rimane di buon livello. Ha una forma più curvata, che Google afferma essere ispirata da bicchieri di vino e candele. La sua cassa inferiore può essere sostituita con diversi gusci per adattarsi ai vostri arredi: le varianti sono sei, disponibili in tessuto o metallo. Ha una parte superiore inclinata, con quattro LED per fornire un feedback visivo.

google home primo pianoL’approccio di Amazon è interamente meccanico, con pulsanti fisici per silenziamento, attivazione e volume. Probabilmente, i controlli del volume sono stati declassati dal quadrante rotante della prima versione. Google ha invece optato per un pannello touch capacitivo, quindi dovrete scorrere per controllare il volume della musica, ma sul retro è comunque presente un pulsante di disattivazione dell’audio.

amazon echo primo pianoEntrambi i device hanno microfoni con tecnologia far-field, in grado di raccogliere la vostra voce dall’altra parte della stanza o lungo il corridoio.

Assistente Vocale

Per quanto riguarda la fase di assistenza vocale, appare evidente il vantaggio di Google Home.

Alexa è in grado di comprendere semplici comandi o anche una serie di routine, ma spesso non ha la risposta per tutto, è molto meno flessibile sulle domande “casuali” e, con una certa frequenza, non comprende la richiesta. Un altro problema (non da poco) è che il motore di ricerca predefinito è Bing, e la pronuncia italiana è ancora piuttosto lacunosa. In compenso, è un’intelligenza artificiale piuttosto prolissa (ma si può provvedere attivando l’opzione “Risposte brevi” via app), e ha una voce femminile accogliente e piacevole.

Al contrario, Google Assistant può sfruttare il vantaggio di…Google. In quanto tale, Assistant non ha solo una grande quantità di informazioni: è integrato direttamente nell’architettura generale di Google. Chiedete a Google Home la lista della spesa e l’Assistente sarà in grado di riprodurlo più tardi nel vostro smartphone. Inoltre, anche utilizzando frasi più articolate, Google Home difficilmente non comprende la richiesta.

Assistente Google vanta anche una conversazione bidirezionale basata sull’algoritmo di elaborazione del linguaggio naturale di Google. L’assistente è sensibile al contesto, quindi la conversazione dovrebbe essere più naturale e meno simile ad una lista di comandi. La potenza di Google significa che potete chiedere indicazioni stradali o bollettini sul traffico ovunque, con i risultati estratti da Google Maps.

Le “lacune” di Alexa possono essere colmate con le skill, ovvero delle abilità sviluppate da terze parti che possono essere scaricate da un apposito store. Le skill permettono all’assistente di aumentare le proprie capacità: al momento potrete chiedere, tra le varie funzionalità, i risultati delle partite, la lista dei film al cinema (tramite MyMovies) oppure le ricette di GialloZafferano. Il limite di questa soluzione è che, oltre ad installare manualmente ogni singola skill, vi obbliga a chiedere ogni volta ad Alexa l’attivazione specifica (“Alexa, apri GialloZafferano”), un’interazione piuttosto macchinosa.

Al momento in cui scriviamo (fine Novembre 2018), la versione italiana di Amazon Alexa non è ancora in grado di gestire il multiaccount, mentre Google Home sì, grazie alla procedura di riconoscimento vocale.

Smart Home

Il controllo intelligente della casa è uno dei principali motivi per acquistare uno di questi assistenti vocali, che vi permetteranno di accendere le luci o controllare la temperatura del termostato utilizzando solo la voce.

Entrambi i prodotti supportano i più grandi nomi dell’universo domotico, tra cui il termostato Nest, Samsung SmartThings e le luci Philips Hue. Mentre Google sta ancora ampliando il supporto per i dispositivi domestici intelligenti, Amazon è lo standard de facto ed è ampiamente supportato. Tuttavia, il divario si sta riducendo in modo massiccio e sta diventando sempre più raro trovare un dispositivo supportato da Amazon e Google no.

Su questo fronte, Amazon ha avuto dei recenti aggiornamenti all’app. Anziché limitarsi a elencare quali dispositivi smart home possedete, alcuni possono ora essere controllati dall’app, ad esempio accendendo le luci Hue e impostandone il livello di luminosità. Ora potete cambiare anche il colore della lampadina. Grazie all’aggiornamento dell’app, si possono visualizzare i dispositivi per stanza (se li avete raggruppati) e per tipo di dispositivo (luci, termostati, ecc.). In effetti, potete praticamente fare tutto dall’app.

amazon alexa philips hue app

Amazon ha anche delle routine, che vi permettono di controllare più dispositivi con una frase. Ad esempio, “Alexa, arrivederci” potrebbe spegnere le luci e spegnere i riscaldamenti. Un recente aggiornamento vi consente di controllare anche la temperatura di un termostato. Anche Google ha anche delle routine, in termini di opzioni, i due sistemi sono quasi uguali ora.

In termini generali, Amazon Echo è il migliore per la maggior parte delle case intelligenti, con più dispositivi supportati e una più ampia gamma di opzioni di controllo. Ad esempio, acquistando la versione Echo Plus potrete fare a meno dell’hub di Philips Hue per controllare le lampadine: farà tutto da solo.

Audio e Video

Google Home e Amazon Echo sono altoparlanti di piccole dimensioni, quindi strutturalmente portati a riprodurre musica. Come prevedibile, Echo può trasmettere da Amazon Prime Music, mentre Google riprodurrà contenuti da Play Music e Google Cast. Tutte e due le famiglie dispongono anche di Spotify e TuneIn.

Entrambi i dispositivi consentono di creare gruppi per lo streaming su più dispositivi, grazie all’audio multi-room. Il controllo non è così semplice come con un sistema dedicato, vedi Sonos, che consente di aggiungere e rilasciare diffusori più facilmente.

Il (grosso) vantaggio di Google Home è il supporto Cast. Con questo puoi inviare video a Google Chromecast (Netflix e YouTube) e controllare la riproduzione della tua voce; non sarà più necessario correre verso il telefono per mettere in pausa quando squilla la porta d’ingresso. Il supporto si estende anche agli altoparlanti, così puoi controllare la tua musica anche su qualsiasi dispositivo supportato.

google home appAl momento in cui scriviamo (fine Novembre 2018), la versione italiana di Amazon Echo non è ancora in grado di esportare verso il dispositivo Fire, così come non è in grado di controllare la piattaforma Prime Video.

Il Verdetto

Come potrete immaginare, non è possibile decretare un netto vincitore in questo confronto. Non saremo noi a dirvi quale è meglio tra Google Home e Amazon Echo, lo faranno le vostre esigenze.

Se siete degli utenti fedeli dell’ecosistema Google, non abbiate timore di scegliere Home. L’integrazione e la completa portabilità di dispositivi e servizi saranno un valore aggiunto notevole. Google saprà darvi anche ottime soddisfazioni nelle risposte alle domande e nella riproduzione audio-video.

Per tutti gli amanti della domotica, Amazon Echo è al momento la risposta migliore. Riuscirete facilmente a controllare numerosi dispositivi ed elettrodomestici, con flessibilità e un effort minimo nella configurazione. Anche se sembra più “grezzo” di Google, nella sua versione italiana, gli sviluppi incessanti delle terze parti potrebbero colmare presto il gap.

Se non avete esigenze particolari e siete solo curiosi, sceglietene uno (o entrambi!). Siamo ancora in una fase preliminare, per cui le applicazioni sono comunque limitate, ma sappiate che, presto o tardi, quando le intelligenze artificiali verranno incluse in dispositivi più importanti (elettrodomestici, automobili…), sarete costretti ad una scelta di campo.

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