Come funziona Google AdWords

Quando si parla di paid advertising, Google AdWords emerge come la piattaforma di riferimento del Web; nessun reale confronto con prodotti come Facebook Ads. Se il vostro obiettivo è aumentare i like, il circuito di Facebook può essere utile, ma quando si tratta di ottenere vere e remunerative conversioni, AdWords viaggia su altri livelli e non è casuale che rappresenti ancora il 90% delle revenue di Big G.

Aldilà delle frasi promozionali, cos’è e come funziona Google AdWords? Rispondendo alla prima domanda, si tratta di una piattaforma di advertising basata sul principio del Pay Per Click (PPC), ovvero l’inserzionista paga il publisher nel momento in cui l’utente clicca sullo spazio pubblicitario.

Come ogni piattaforma pubblicitaria, AdWords vi permette di creare e configurare una campagna, per la quale avrete bisogno dei seguenti quattro pilastri fondamentali.

  1. Un prodotto oppure un servizio, quindi qualcosa da vendere ai vostri potenziali clienti
  2. Un budget da poter investire e spendere su AdWords
  3. Un sito Web dove far “atterrare” gli utenti attratti dall’inserzione pubblicitaria
  4. Una specifica conversione da raggiungere

Se avete tutti e quattro gli elementi descritti, siete pronti ad utilizzare AdWords, e potete chiaramente crearvi un account.

Il meccanismo base di AdWords

Gli inserzionisti puntano una quota-parte del loro budget su alcune keywords alle quali sono interessati e per le quali ritengono di avere ottime possibilità di conversione (acquisto di un prodotto/servizio, iscrizione ad una mailing list, ecc…) una volta che l’utente ha cliccato sull’annuncio ed è atterrato sulla cosiddetta landing page, solitamente progettata con le migliori tecniche di web marketing allo scopo.

L’inserzionista non è tenuto soltanto ad indicare le keywords, ma anche il cosiddetto CPC (Cost per Click), che rappresenta la cifra massima che egli è disposto a spendere per ciascun click dell’utente. Questo parametro può farvi capire come per le keywords più remunerative e competitive si creino delle vere e proprie aste tra gli inserzionisti per comparire negli spazi riservati all’interno delle SERP di Google.

Se prendiamo ad esempio la competitiva parola-chiave “vacanze sardegna 2013”, notiamo la presenza degli ads in cima e a destra dei risultati:

google_adwords

 

La struttura dell’account AdWords

Inizialmente può non essere agevole muoversi all’interno dell’account AdWords, soprattutto a causa della terminologia usata. Vediamo di fare un po’ di chiarezza sul menu e sulle sue funzioni:

Account

Questa è la sezione strettamente legata ai dati d’account, tra i quali spiccano ovviamente quelli legati ai pagamenti e alla fatturazione.

Campagne 

Il pannello che utilizzerete di più. Cominciamo col dire che un account AdWords può gestire una o più campagne pubblicitarie. A ciascuna campagna è assegnato un budget giornaliero che il servizio di Google gestirà automaticamente in modo di spendere esattamente quella cifra. In questa sezione potete configurare anche i vostri target (tipo di dispositivi, lingua, regioni…) in maniera tale da andare a pescare nella vostra audience.

Ad Group

Una campagna può essere costituita da uno o più gruppi di annunci, che aiutano l’inserzionista ad organizzare e suddividere le keywords per gli annunci, settando un CPC per gruppo che verrà poi esteso alle relative keywords.

Ads

Gli annunci vengono pubblicati in base alle keywords immesse durante le ricerche degli utenti. Essi sono costituiti da un titolo, due righe descrittive, una display URL e una URL di destinazione, e vanno configurati aderendo fedelmente alle advertising policies di AdWords.

Prestate grande attenzione a come generate i vostri annunci. Usate le keywords giuste, attirate l’attenzione dei potenziali clienti, ma mantenete sempre un legame tra quel che promettete nell’annuncio e quel che mostrate nella landing page. Il rischio di buttare i soldi senza ottenere alcuna conversione è dietro l’angolo.

Keywords

Le parole-chiave rappresentano l’innesco dei vostri annunci, pertanto è banale dire che vanno scelte con cura, che devono essere rilevanti con ciò che proponete, ma non bisogna neanche trascurare il tipo di corrispondenza che andrete ad utilizzare nella vostra configurazione; ciascuno ha infatti dei punti di forza e di debolezza:

  • Corrispondenza Esatta (“Exact Match”): è il tipo più stringente (termine esatto e sue varianti), e che quindi comporta una minore reach nei risultati, viene solitamente rappresentata tra le parentesi quadre ([parola chiave])
  • Corrispondenza a Frase (“Phrase Match”): una frase e tutte le sue varianti, utile soprattutto se i termini  vengono abitualmente inseriti nello stesso contesto (“frase chiave”)
  • Corrispondenza inversa (“Negative Match”): permette di configurare gli ads di modo da comparire soltanto per le ricerche dove i termini indicati non vengono utilizzati (-parola chiave)
  • Corrispondenza generica (“Broad Match”): vengono presi in considerazione anche i sinonimi, le ricerche correlate e altre varianti, si tratta del tipo di corrispondenza dalla più ampia portata quantitativa in termini di risultati. Non viene utilizzato alcun simbolo speciale.
  • Modificatore di corrispondenza generica (“Modified broad match”): le parole chiave vengono prese anche in ordine differente da quello indicato (+parola +chiave)

Questo post è liberamente tradotto da un articolo apparso qualche giorno fa sul blog di Lunametrics. Se vuoi approfondire le tematiche relative ad AdWords, puoi leggere anche:

Google AdWords. La guida definitiva

SEO power. Strategie e strumenti per essere visibili sui motori di ricerca

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